I sintomi dei disturbi del comportamento alimentare da non sottovalutare

In molti casi e soprattutto nelle fasi iniziali del disturbo, i sintomi possono passare inosservati e chi ne soffre può nasconderli facilmente sia a se stesso che agli altri.
I principali sintomi da non sottovalutare sono:

  • la restrizione alimentare, cioè dieta ferrea, saltare i pasti, calcolare le calorie degli alimenti, bere grandi quantità di liquidi e bibite dietetiche, mangiare cibi molto ricchi di fibre, passare a diete vegane o vegetariane ecc...
  • le grandi abbuffate, cioè mangiare grandi quantità di cibo, soprattutto di nascosto, avvertendo un forte senso di colpa e di fallimento. Questi episodi si verificano molto spesso dopo periodi di restrizione alimentare o in risposta a una sofferenza emotiva
  • il vomito autoindotto, cioè provocarsi il vomito per eliminare il cibo e alleviare il senso di colpa dopo aver mangiato
  • il significativo e rapido calo di peso
  • il desiderio di vedersi “sempre più magri”, e la preoccupazione per il proprio aspetto fisico e per la propria immagine, anche quando si è in evidente sottopeso
  • il ciclo mestruale irregolare fino alla vera  e propria scomparsa dello stesso (amenorrea nutrizionale)
  • il cambio repentino dell’atteggiamento: la depressione, la rabbia alternata alla tristezza, le ossessioni e l’ansia, il non sentirsi mai adeguati in contesti pubblici e quindi tendere ad isolarsi e altri disturbi emotivi e psicologici. Questi atteggiamenti, che spesso accompagnano i sintomi sopra descritti, sono ancor più accentuati dallo stato di malnutrizione.
 

Cogliere i primi sintomi e intervenire precocemente è molto importante!

Se un familiare o un amico riconosce in una persona cara i sintomi sopra descritti è importante che non li sottovaluti. E’ fondamentale parlarne con altri componenti della famiglia e con le figure di riferimento della persona cara, per confrontarsi e capire i vari punti di vista valutando di rivolgersi al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta per una corretta diagnosi e l’inserimento nel percorso terapeutico adeguato al caso.

Ultimo aggiornamento: 04 Novembre 2020