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La tutela della maternità e paternità (Art. 7 D. Lgs. 151/01)

Il Parlamento italiano ha approvato l'Art. 7 D. Lgs. 151/01 denominato: "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità", entrato in vigore il 27 aprile 2001.

Questo pagina descrive in  forma sintetica le tutele che la normativa prevede per le lavoratrici madri e i lavoratori padri.

 

Congedo maternità

 

Le lavoratrici dipendenti hanno diritto ad un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro nei due mesi antecedenti la data presunta del parto e nei tre mesi dopo il parto.

A chi spetta: alle lavoratrici dipendenti: operaie, impiegate, apprendiste, socie di cooperative, domestiche, lavoratrici dello spettacolo.

Cosa deve fare la lavoratrice: la lavoratrice deve presentare la domanda all'INPS ed al datore dilavoro (solo al datore di lavoro se è dipendente pubblica), utilizzando l'apposito modulo e allegando il certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto rilasciato dal ginecologo.
Se il certificato è redatto da ginecologo privato l'INPS ne chiede regolarizzazione tramite visita da eseguirsi presso l'Azienda USL (Consultorio familiare o ServizioIgiene Pubblica) o presso la stessa INPS.

Flessibilitá: è possibile astenersi dal lavoro partendo dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista ginecologo dell'AUSL odell'Azienda Ospedaliera e il medico competente della ditta (ove previsto) attestino che tale opzione non arrechi danni alla salute della gestante e del nascituro (se in azienda non è previsto il medicocompetente occorre una dichiarazione del datore di lavoro che attesti che la mansione della lavoratrice non è a rischio).
Per usufruire della flessibilità la lavoratrice deve farne specifica richiesta compilando, nel modulo per la domanda di astensione obbligatoria, l'apposito
spazio e allegando le certificazioni richieste che attestino l'assenza di rischi per la salute e la sicurezza.

Parto prematuro: i giorni non goduti di astensioneobbligatoria prima del parto vengono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto.

Indennitá: la lavoratrice usufruisce per i 5 mesi di astensione obbligatoria di una indennità pari all'80% della retribuzione e relativa contribuzione.
Alcuni contratti di categoria prevedono l'integrazioneal 100% della retribuzione.

Le lavoratrici autonome e quelle a gestione separata INPS o parasubordinate (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette e colone mezzadre, collaboratrici con rapporto di lavoro coordinato e continuativo e libere professioniste) hanno diritto ad una indennità di maternità mensile per 5 mesi.
Per usufruirne occorre presentare domanda all'INPS utilizzando gli specifici moduli. 
Le lavoratrici libere professioniste iscritte ad altre casse previdenziali hanno diritto ad una indennità maternità pari a 5 mesi. La lavoratrice deve presentare domanda alla rispettiva cassa di previdenza e assistenza.

 
 

Congedo di paternità

 

I padri lavoratori possono usufruire dell'astensione obbligatoria e della relativa indennità nei tre mesi dopo il parto solo in caso di impossibilità della madre per morte, grave malattia, abbandono o affidamento esclusivo al padre.
Il lavoratore deve presentare domanda al datore di lavoro e all'INPS documentando i motivi dellarichiesta.

 
 

Tutela da lavoro a rischio

 

Il Datore di lavoro, informato dello stato di gravidanza da parte della lavoratrice, quando la lavoratrice svolga un lavoro a rischio e non possa essere adibita a mansioni idonee dovrà avviare il percorso per l'interdizione obbligatoria anticipata e/o prolungata  delle proprie lavoratrici madri, trasmettendo direttamente alla DTL di Modena - ufficio Autorizzazioni la seguente documentazione ... per saperne di più

 
 

Tutela della gravidanza a rischio

 

Dal 5 novembre 2012 sono cambiate le regole per ottenere l'interdizione dal lavoro per le lavoratrici in gravidanza a rischio, introdotte dal decreto del Governo sulle semplificazioni. Le nuove norme prevedono che se vi sono "gravi complicanze della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza", la donna debba presentare domanda di interdizione dal lavoro ai servizi dell'Azienda USL e non più alla Direzione Territoriale del Lavoro. Per saperne di più

 
 

Congedo obbligatorio di maternità

La lavoratrice dipendente ha diritto ad un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro (congedo di maternità) nei 2 mesi precedenti la data presunta del parto e nei 3 mesi dopo il parto o in alternativa nel mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi al parto (flessibilità).

Modulo per la domanda di Congedo di maternità/Flessibilità

 
 
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2017

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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