Quasi 24.000
infortuni sul lavoro denunciati nel 2007 nel territorio
provinciale, di cui 13.401 indennizzati dall’ INAIL al
31 ottobre, sono alcuni dei dati del “Report
sull’andamento degli infortuni e delle malattie
professionali” curato dai Servizi di Prevenzione e
Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) del
Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) dell’Ausl di
Modena, e dalla sede di Modena dell’INAIL, e presentato
Il 12 marzo presso la sede della Provincia, nell’ambito
delle attivitàdel Coordinamento
Provinciale sulla Sicurezza del Lavoro.
Il report
riassume i dati contenuti nella Banca Dati on line
dell’INAIL, attualmente aggiornata al 31 Ottobre 2008 e
da quelli forniti da Inail, Ispesl e Coordinamento delle
Regioni (Nuovi Flussi Informativi).
Nell’Industria e Servizi
il n° di infortuni denunciati all’Istituto Assicuratore,
appare in costante riduzione dal 2003 in tutti gli
ambiti territoriali esaminati: in provincia di Modena si
passa dai 24.764 del 2003 ai 22.400 del 2007, con una
riduzione percentuale del 9,5%; in regione Emilia
Romagna la riduzione è stata del 5,5% e a livello
nazionale del 6,2%. A tale diminuzione non corrisponde
però, nella nostra provincia, un conseguente calo del
n° di eventi indennizzati, che si confermano
sostanzialmente stabili dal 2003, a differenza di
quanto si registra negli altri ambiti presi in
considerazione.
Anche in Agricoltura la
riduzione generalizzata registrata fino al 2005, sia
degli eventi denunciati che di quelli indennizzati, pare
interrompersi a Modena dove nel 2006 e 2007 il fenomeno
si stabilizza intorno a circa 1100 denunciati e 930
indennizzati. Gli eventi mortali, a
Modena, nei 5 anni considerati (2003-2007), sono stati
89 di cui circa la metà costituiti da infortuni mortali
in itinere e stradali in genere e 44 effettivamente
accaduti in occasione e nei luoghi di lavoro. La maggior
parte di questi ultimi sono avvenuti in edilizia (14) e
in agricoltura (15) soprattutto per “cadute dall’alto” e
“ribaltamento di trattore”.
Se questo è, in estrema
sintesi, il quadro d’insieme che si può trarre da Banca
Dati per quanto concerne le quantità numeriche assolute,
è però noto che per interpretare correttamente
l’andamento nel tempo e per fare confronti tra comparti
produttivi e realtà territoriali diverse, occorre
utilizzare indici che rapportino le suddette quantità
alla popolazione esposta a rischio.
Gli Indici più
utilizzati sono la frequenza relativa (n° di infortuni
indennizzati per 1000 addetti) e il rapporto di gravità
(n° di giornate di lavoro perse per infortunio per
addetto nell’anno considerato, integrato anche da 75 gg
per ogni grado di invalidità permanente riconosciuto e
7500 gg per ogni decesso).
Gli indici più
aggiornati messi a disposizione dall’INAIL sono espressi
come media del triennio 2004-2006 e consentono di
identificare come settori a maggior frequenza
infortunistica, in ordine decrescente, il
minerario-ceramico, le lavorazioni del legno, l’edilizia
e le lavorazioni agricole industriali, macelli e
alimenti mentre quelli a maggior gravità risultano
essere, nell’ordine, l’edilizia, il legno, i trasporti,
il minerario-ceramico e le lavorazioni agricole
industriali e alimenti.
Gli indici medi dei
diversi trienni, a partire dal 94-96, mostrano una
tendenza alla riduzione, particolarmente marcata nei
settori tradizionalmente considerati a maggior rischio,
dove si sono anche più concentrate le attività di
prevenzione e di repressione.
Dal triennio 2000-2002 in
poi la riduzione appare particolarmente marcata anche
per il mancato computo degli infortuni “in itinere” nel
calcolo degli indici stessi. Occorre però segnalare che
negli ultimi due trienni l’indice di gravità segna una
preoccupante, anche se lieve, tendenza all’incremento.
Per le malattie professionali si segnala un andamento
altalenante del numero di denunce a fini assicurativi
all’INAIL nel quinquennio 2003-2007, con un picco di 794
casi nel 2004, seguito da un calo nel 2005 (538 casi),
un nuovo aumento nel 2006 (627 casi) e di nuovo una
riduzione nel 2007 (598). La proporzione di casi
indennizzati si colloca all’incirca al 15% negli anni
considerati.
Le malattie
professionali denunciate all’Azienda USL a fini
statistico-epidemiologici sono state, nel 2008, 1475
con una sensibile riduzione rispetto all’ anno
precedente (erano 1.628 del 2007 e 1.289 nel 2006).
La malattia più
frequentemente denunciata è ancora l’ipoacusia da rumore
ma sono in aumento le malattie muscolo-scheletriche da
movimenti ripetitivi degli arti superiori e da
movimentazione manuale carichi.
In conclusione: se alcuni
dati sembrano mostrare risultati positivi e conferme
sull’efficacia delle misure preventive adottate, altri
segnali sottolineano invece la necessità di fare di più,
innovando le metodologie di intervento, incrementando la
vigilanza e l’assistenza, promuovendo la diffusione
della “cultura della prevenzione” in tutti gli ambienti
di lavoro e verso tutte le figure e i soggetti
coinvolti.