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OSPEDALE RAMAZZINI DI CARPI

Immagine di OSPEDALE RAMAZZINI DI CARPI

Presentazione

La storia dell’assistenza sanitaria a Carpi è la storia delle Confraternite, delle Opere Pie, degli Istituti e di tutte le iniziative benefiche di soccorso che per secoli sono intervenute localmente a favore di ammalati, anziani, orfani ed in genere dei bisognosi. Nel 1260 fu edificato l’Ospedale di Santa Maria Bianca, detto anche degli Esposti, cui fecero seguito il Desco dei Poveri, l’Istituto dei Mendicanti, l’Orfanotrofio delle Zitelle, ed infine, nel 1590, l’Ospedale di San Rocco per gli infermi, antesignano dell’attuale. Gestito ed amministrato dalla Confraternita di San Rocco, l’Ospedale si trovava lungo l’attuale via Trento Trieste e, grazie a donazioni e lasciti e legati dei cittadini carpigiani, venne nel tempo ampliato e ristrutturato fino a raggiungere 34 posti letto nel 1778.

Nel 1807 nella gestione dell’Ospedale subentrò alla Confraternita la Congregazione di Carità, istituzione civile che rappresentò una svolta nell’organizzazione dell’intervento pubblico nel campo della assistenza e della beneficenza, fino ad allora gestito esclusivamente da associazioni private.

Il 24 dicembre 1914 la Congregazione di Carità del Comune attribuì all’Ospedale il nome di Bernardino Ramazzini, illustre concittadino, nato a Carpi nel 1633, considerato precursore e fondatore della Medicina del Lavoro.

La sua opera più famosa, "De Morbis Artificium", è riconosciuta come il primo studio sistematico sulle malattie del lavoro. Nel 1922 l’Ospedale si trasferisce dalla vecchia sede interna al centro storico in tre nuovi padiglioni costruiti in un’area al di fuori della vecchia cinta muraria in prossimità di Porta Mantova, nucleo iniziale dell’attuale struttura. Negli anni Trenta fu edificato un quarto padiglione sul lato Nord e tale configurazione venne mantenuta pressoché inalterata fino al 1960 quando, a fronte delle aumentate esigenze di posti letto e alle necessità di razionalizzare l’assistenza e i servizi Ospedalieri, venne programmata una ristrutturazione con l’inserimento di due nuovi fabbricati a monoblocco su cinque piani fuori terra. Il primo, inaugurato nel 1973, ospita ancora oggi la maggior parte delle degenze, il secondo, edificato nella seconda metà degli anni ‘80, ospita le più recenti realizzazioni edilizie e tecnologiche dell’Ospedale. Anche grazie alle donazioni del Cavaliere Guido Molinari che ha introdotto nella comunità una "cultura della donazione" dando luogo all’avvio di ulteriori contributi da parte di associazioni di volontariato, imprenditori, Fondazione Cassa Risparmio, ed altri enti, l’Ospedale dispone oggi di dotazioni strutturali e tecnologiche che costituiscono le basi per la sua rilevanza a livello provinciale e, per alcune discipline, anche a livello regionale.

Tra le ristrutturazioni realizzate in seguito al contributo dei donatori si ricordano: il reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva attivato nell’anno 1992, la divisione di Urologia ristrutturata nel corso del 1994, il Servizio di Pronto Soccorso e l’Unità Operativa di Cardiologia-UTIC ristrutturate nel 1996, il nuovo ingresso realizzato nel 1998, la ristrutturazione del nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia realizzato nel giugno 2002 unitamente alla ristrutturazione della Lungodegenza e all’ampliamento del Day Hospital Oncologico.

Nel corso del 2006 sono state inaugurate la nuova Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia a completamento dell’area Materno Infantile e, nell’ambito della Neurologia, un’area destinata al trattamento delle persone colpite da ictus (Unità Ictus).

Sempre nel 2006 è stato realizzato il SIO (Servizio Informativo Ospedaliero) che, congiuntamente alla installazione del nuovo sistema RIS-PACS, consente il trasferimento di informazioni cliniche e di immagini diagnostiche all’interno dell’Ospedale e nell’ambito della rete degli ospedali della provincia.

Sono previsti anche ingenti finanziamenti per l’adeguamento dell' impiantistica elettrica, per il completamento del condizionamento del complesso delle degenze e dei servizi dell’Ospedale, e per l’adeguamento alle norme antincendio. Inoltre, nell’ambito delle ristrutturazioni, si prevede l’ammodernamento della sala operatoria con il trasferimento della Recovery Room (sala post-operatoria) nel blocco operatorio, l’adeguamento della Radiologia, la realizzazione di una struttura per la radioterapia e la realizzazione di spazi destinati alle degenze e alle attività ambulatoriali in regime di libera professione. Cospicui investimenti saranno destinati alle tecnologie ed attrezzature informatiche, con l’obiettivo di potenziare ed adeguare dal punto di vista tecnologico le Diagnostiche per Immagini, il Servizio di Rianimazione ed il Blocco Operatorio.

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