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Ricerca e Innovazione tecnologica


Nel corso del 2012 sono state portate avanti le attività di due progetti di ricerca collegati ad innovazioni tecnologiche e finanziati dall'Azienda USL e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena:
- "Indagini mammografiche per diagnostica di screening con tecnologie a bassa dose"

- "Utilizzo di una metodica innovativa (tromboaspirazione) in un laboratorio di emodinamica  dedicato al trattamento dell'infarto acuto del miocardio"

Il primo progetto ha l'obiettivo di migliorare specificità e sensibilità dell'indagine con maggiore accuratezza diagnostica (incidenza riscontri positivi, riduzione falsi positivi e negativi) unitamente alla riduzione del rischio espositivo di radiazioni. L'ambito di riferimento è quello delle iniziative di prevenzione ovvero il programma di screening per il tumore al seno che la regione Emilia  Romagna  ha modificato recentemente con l'estensione delle fasce di età delle donne soggette a screening. Quindi occorre soddisfare l'esigenza di ottimizzazione della copertura delle nuove fasce di età prevista dalla DGR 1035/09 con una maggiore accuratezza diagnostica e riduzione del rischio da radiazione ionizzante soprattutto per le donne della fascia di età 45-49 che devono essere sottoposte all'indagine con frequenza annuale.
Il progetto prevede l'installazione di un mammografo con tecnologia diagnostica a bassa dose, presso il centro screening mammografico di Via del Pozzo a Modena. Sono state definite specifiche di progetto e definite le procedure di acquisizione. La conclusione delle installazioni è prevista ad inizio 2013.

Il secondo progetto si pone come obiettivo il potenziamento dell'attività della nuova area di emodinamica, di prossima realizzazione presso l'Unità Operativa di Cardiologia del Nuovo Ospedale Sant'Agostino Estense di Modena, finalizzata al trattamento dei pazienti in corso di infarto acuto del miocardio, mediante l'intervento in angioplastica primaria. Il potenziamento prevede l'acquisizione delle attrezzature necessarie ed in particolare di un nuovo sistema angiografico e di un poligrafo per l'emodinamica, entrambi in aggiunta a quelli già attualmente in dotazione presso il Reparto. Al contempo, con altri finanziamenti, dovranno essere realizzate opere edili ed impiantistiche per l'adeguamento dei locali. Si prevede  di sottoporre un gruppo di pazienti ad angioplastica primaria tradizionale in corso di infarto acuto del miocardio ed un gruppo di pazienti ad angioplastica preceduta da tromboaspirazione nella sede infartuata. Questo allo scopo di verificare la validità delle prime esperienze riportate in letteratura e poi, se verificata la superiorità dei risultati, estendere la metodica all'intera casistica. Strumento essenziale per potere svolgere tale studio presso l'U.O. di Cardiologia NOCSAE, come detto, è la seconda sala di emodinamica con un sistema di emodinamica dedicato completamente alle attività di emergenza per i pazienti con infarto acuto del miocardio, provenienti dalle sedi provinciali, di competenza del NOCSAE. Questo allo scopo di poter separare le procedure di emergenza dall'attività programmata routinaria, evitando ritardi all'intervento dovuti alla contemporanea attività,  e poter applicare in un prossimo futuro ulteriori procedure innovative nella ricerca e sperimentazione clinica, come lo studio dell'utilizzo delle cellule staminali nella cardiopatia ischemica. Trattasi di ricerche con metodiche complesse, sia per quanto concerne la tromboaspirazione che per l'auspicato utilizzo delle cellule staminali, che comportano, in ogni caso, attività aggiuntiva difficilmente inseribile nella normale routine e che richiedono una strumentazione dedicata. Nel corso del 2012 sono state acquisite le attrezzature e conclusi i lavori di preparazione alle installazioni. L'avvio delle attività della seconda sala è previsto per l'inizio 2013.

Nel 2012 è proseguito un progetto finalizzato a raccogliere ed integrare le informazione morfologiche (ecografiche) e di esami analitici (b-test) in un unico ambiente per far convergere tutte le informazioni necessarie a migliorare la qualità delle cure nel percorso nascita. Il progetto nel 2012 ha visto la sua prima installazione a Mirandola e di seguito è stato esteso a Carpi e progressivamente sarà esteso la tutta la Provincia.

Il Servizio Ricerca e Innovazione inoltre, ha fornito il necessario supporto ai Servizi coinvolti nella conduzione e nella rendicontazione a conclusione delle attività legate ai seguenti progetti, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

"Sviluppo di un polo clinico-scientifico di malattie metaboliche - acquisto di attrezzature da destinare alla attivazione di un centro di eccellenza per la ricerca sulle malattie metaboliche" (Responsabile scientifico: Prof. Cesare Carani; finanziamento erogato: 328.000,00€).

Il progetto, conclusosi nei primi mesi del 2012, ha permesso l'acquisto di attrezzature da parte dell'Unità Operativa di Endocrinologia, afferente al Centro interdipartimentale di Ricerche Genomiche dell'Università di Modena e Reggio Emilia (www.cgr.unimore.it), ottenendo, insieme ad altre 2 Unità dello stesso Centro, l'accreditamento tecnologico della Regione Emilia Romagna per la piattaforma Scienze della Vita (www.aster.it). Questo importante riconoscimento ha già consentito di stipulare contratti per prestazioni conto terzi con importanti industrie farmaceutiche internazionali per attività di sequenziamento genico e screening di polimorfismi.
L'utilizzo della strumentazione acquisita grazie al finanziamento erogato si è così dimostrata di fondamentale importanza per l'attivazione e lo sviluppo del Centro di Eccellenza.

"Costituzione e sperimentazione della gestione di un database dei tracciati elettrocardiografici della rete ospedaliera provinciale" (Responsabile scientifico: Prof. Romeo Zennaro; finanziamento erogato: 170.000,00€).

Il progetto realizzato ha consentito la gestione del dato elettrocardiografico acquisito in luoghi diversi (territorio-ospedali) e secondo modalità differenti (elettrocardiografi e defibrillatori) di diversi produttori, permettendo l'ottimizzazione del flusso di lavoro e di fruibilità del dato in un contesto in cui la conoscenza della storia clinica del paziente è fondamentale per la risposta diagnostico terapeutica sul singolo caso. Le attività inizialmente previste (creazione del database centralizzato presso il NOCSAE e successiva implementazione del modello di riferimento nella rete ospedaliera provinciale) sono state realizzate e portate a compimento nell'anno 2012.

- "Studio dell'incidenza e della distribuzione delle lesioni nodulari tiroidee in provincia di modena. Ruolo dell'approccio diagnostico integrato clinico-ecografico" (Responsabile scientifico: Prof. Cesare Carani; finanziamento erogato: 109.743,75€).

Obiettivo dello studio era ricercare la prevalenza di anomalie ecografiche tiroidee in adulti ignari di qualsiasi malattia tiroidea e valutare il tasso di cancro differenziato della tiroide (DTC), sottoponendo volontari adulti reclutati a Modena a ecografia tiroidea. Sono stati studiati 201 soggetti (135 donne e 66 uomini). Anomalie della tiroide sono state trovate in 101 soggetti (50,3%): 91 gozzi nodulari (45,2%) e 13 tiroiditi (6,5%). Ulteriori esami hanno permesso di stabilire che il DTC è stato trovato in 1% del totale dei soggetti esaminati e nel 2% dei soggetti colpiti da gozzo nodulare. Rispetto al tasso di rilevamento dei programmi di screening ben consolidati per il seno (0,45%) e del colon-retto (0,27%), la prevalenza di DTC sembra essere molto più elevata.

- "Studio di confronto tra la endomicoscopia confocale e l'utilizzo di minisonde ad alta frequenza con ricostruzione tridimensionale dell'immagine e la endoscopia ad alta definizione NBI e l'utilizzo della ecoendoscopia radiale nella diagnosi precoce delle lesioni cancerose del Barrett" (Responsabile scientifico: Dott.ssa Rita Conigliaro; finanziamento erogato: 482.996,11€).

Dall'idea iniziale del progetto di  eseguire un confronto tra l'endomicroscopia confocale, le minisonde ad alta frequenza con ricostruzione tridimensionale dell'immagine e l'endoscopia ad alta definizione NBI associata all'ecoendoscopia radiale nella diagnosi precoce delle lesioni cancerose nella patologia dell'Esofago di Barrett, si è passati successivamente al confronto tra la metodica di endomicroscopia confocale con l'endoscopia a luce bianca ad Alta Definizione e i-scan (tecnologia acquisita poco tempo prima dell'avvio del progetto e che poteva ben sostituire la metodica NBI). L'ecoendoscopia radiale è stata usata in tutti i casi di lesioni massa o lesioni mucose dubbie per patologie infiltranti. Dopo una prima fase di apprendimento nell'uso della metodica della Confocale, si segnala che la Gastroenterologia, grazie al lavoro svolto, è diventato uno dei  2 gruppi di riferimento nazionale sulla metodica e collabora stabilmente a livello internazionale, in commissioni tecniche e gruppi di ricerca multicentrici, attività che garantisce l'aggiornamento e la non autoreferenzialità sulla metodica.

Nel corso del 2012 è stato inoltre chiesto un finanziamento per un nuova diagnostica CT (TAC) all'ospedale di Pavullo collegata al progetto "Telestroke". Questo progetto prevede l'utilizzo di sistemi di diagnostica remota sia per diagnosi di specialistiche che per indicare il trattamento trombolitico dei pazienti con ictus ischemico acuto presso l'Ospedale di Pavullo. Definito a fine 2012, il progetto verrà chiesto per l'anno  2013.

Per quanto riguarda altre importanti tecnologie, di seguito sono illustrate gli ambiti di miglioramento e gli aggiornamenti su tecnologie da poco introdotte e con le caratteristiche di innovatività.

Una di queste è il sistema chirurgico "Da Vinci", acquisito nel 2005 attraverso un progetto finanziato dalla Cassa di Risparmio e nel corso del 2008 oggetto di un formale percorso regionale di Technology Assessment. In collaborazione con l'Agenzia Sanitaria e Sociale della Regione Emilia Romagna, l'Osservatorio Regionale per l'Innovazione, professionisti dell'AUSL di Modena e di altre Aziende della Regione hanno prodotto una dettagliata valutazione delle evidenze relative all'utilizzo del sistema "Da Vinci" per le principali
indicazioni cliniche.

Il sistema robotico, il primo acquistato in Regione, collocato nel blocco operatorio del Nuovo Ospedale Civile S.Agostino Estense, è stato impiegato complessivamente per oltre 700 interventi chirurgici. Nel 2010 sono stati eseguiti dalla Unità Operativa di Chirurgia Generale del Nuovo Ospedale Civile S.Agostino Estense, i primi interventi di tiroidectomia robotica transascellare, per arrivare nel 2011 e 2012 a 42 e 38 interventi (cfr. tabella 6). Si è consolidata nel corso degli anni l'attività di chirurgia robotica urologica, in particolare per gli interventi di prostatectomia radicale effettuati anche da professionisti dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena per i quali è stata messa a disposizione la tecnologia, in un'ottica di integrazione, per la formazione professionale e per una efficienza complessiva di sistema.

E' iniziato infine, lo studio di fattibilità per una piattaforma multidisciplinare e inter-aziendale di utilizzo del robot-chirurgico, allo scopo di identificare gli utilizzi appropriati, attuali e potenziali, della chirurgia robot-assistita, nonché gli scenari di sviluppo per le singole indicazioni (con particolare riferimento, laddove applicabile, al livello ottimale di accessibilità alle tecniche mini-invasive ed al ruolo potenziale della mini-invasiva robot-assistita). Il progetto è stato presentato nel Bando di Modernizzazione 2010-2012, da parte della nostra Azienda in collaborazione con altre della Regione, e ammesso al finanziamento.
Ulteriori dettagli sono disponibili nella sezione "Attività di ricerca".

Tab. 6: interventi di chirurgia robotica, suddivisi per anno e distretto anatomico (Fonte dati: Direzione Sanitaria Nuovo Ospedale Civile S.Agostino Estense - Modena).


Nel corso del 2012, con finanziamenti aziendali, si sono consolidate nel laboratorio analisi provinciale dell'Ospedale di Baggiovara, tecnologie di automazione del processo analitico e sofisticati sistemi informatici atti a rilevare, in modalità sempre più capillare e analitica, l'attività del laboratorio con l'obiettivo di ridurre esami inappropriati e ottimizzare le risorse disponibili con indicatori gestionali ricavabili in tempo reale. Inoltre sono state installate nuove tecnologie automatizzate per la microbiologia con annesso un nuovo sistema informativo dedicato.

Sono proseguite alcune attività atte a facilitare l'utilizzo di sistemi di telemedicina quali ad esempio l'aggiornamento delle workstation sistema radiologico RIS-PACS alle carceri e il miglioramento del sistema MUSE per la lettura e refertazione remota di tracciati diagnostici elettrocardiografici in modo da farlo diventare sistema di riferimento per tutta la Provincia.

Nel 2012 sono state avviate le attività necessarie a partecipare ad uno studio nell'ambito del "Progetto di ricerca applicata ai programmi di screening" promosso dall'Agenzia Sanitaria Regionale Abruzzo e svolto in collaborazione con l'Istituto Oncologico Veneto. Il progetto dal titolo "Utilizzo della diagnosi computer-assistita (CAD - Computer Aided Detection) nella pratica corrente dei programmi di screening mammografico", ha come fine il confronto delle performance della singola lettura più CAD, rispetto alla doppia lettura convenzionale nell'ambito dei programmi organizzati di screening mammografico. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il link:
http://www.ausl.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9408.

E' iniziato infine, lo studio del progetto preliminare di un sistema di gestione delle immagini endoscopiche e del flusso informativo collegato alle attività in questione comprensivo di informatizzazione del processo di refertazione da realizzare nel 2013-2014 in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera di Modena e l'Ospedale di Sassuolo.
 

 
Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018