Le Medicine Non Convenzionali


Le "medicine non convenzionali" (MNC) [1], in Italia, non sono regolamentate da un quadro normativo adeguato che le identifichi con chiarezza, nè delimiti l'ambito di utilizzabilità  e definisca i criteri per qualificare le persone autorizzate ad esercitarle. Tali pratiche non sono nemmeno incluse nell'offerta del Servizio sanitario nazionale (SSN). Questa situazione confusa ha spinto le regioni a sviluppare proprie iniziative in tale campo. La Regione Emilia Romagna si è mossa su diversi piani: 
- approvando leggi regionali;
- costituendo un Osservatorio regionale per le medicine non convenzionali (OMNCER) con qualificati esperti del settore;
- promuovendo Programmi regionali di ricerche per l'integrazione delle MNC nel Servizio sanitario regionale (SSR);
- realizzando una serie di azione regionali finalizzate alla formazione degli operatori sanitari coinvolti, al miglioramento della conoscenza dei comportamenti e dell'informazione dei cittadini interessati.

L'approccio adottato dalla Regione è stato caratterizzato sin dall'inizio da una grande attenzione alla valutazione dell'efficacia, della sicurezza e della possibile integrabilità di queste pratiche nell'ambito dei processi assistenziali del SSR. Le MNC sono state considerate, infatti, come potenziali innovazioni per il sistema sanitario e come tali sono state trattate con il medesimo metodo scientifico che si richiede all'introduzione di qualsiasi altra innovazione clinica, proponendone l'utilizzo solo in ambito di studi sperimentali. L'avere deciso di adottare un approccio sperimentale e un metodo rigoroso di valutazione della qualità degli studi ha permesso di condividere le regole necessarie ad aprire e mantenere un dialogo proficuo fra esperti di MNC e della medicina convenzionale. 

Le aree (laboratori) in cui si ritiene prioritaria la sperimentazione per le evidenze scientifiche disponibili e per le condizioni esistenti sono: salute delle donne, dolore e supporto al paziente con patologia oncologica.

Nel 2008 è terminato il I Programma regionale sperimentale per l'integrazione delle MNC. Gli studi si sono conclusi positivamente e sono stati pubblicati nella Collana Dossier dell'Agenzia sanitaria e sociale regionale dell'Emilia Romagna (Florinda et al, 2009).

Il II Programma regionale è più rilevante per l'importanza dei progetti finanziati e per le risorse impiegate.

Nell'ambito del laboratorio "Salute Donna" , del I Programma sperimentale si è concluso positivamente lo studio pilota sull'uso dell'agopuntura nel controllo della sindrome climaterica in donne con neoplasia mammaria. Sulla base di questi risultati è stato avviato lo studio clinico randomizzato multicentrico AcCliMaT nell'ambito del II Programma sperimentale. Il progetto è coordinato dall'Azienda USL di Bologna e ha come centri partecipanti anche l'AUSL di Modena (Carpi) oltre Reggio Emilia (Correggio e Guastalla) e Piacenza. Le donne partecipanti vengono inviate dai Servizi oncologici ospedalieri e territoriali ai Centri di ricerca e arruolate nei due bracci dello studio (self care con o senza agopuntura). La valutazione viene fatta con questionari, generali per aspettative e soddisfazioni e specifici per la sindrome climaterica.

Nel II Programma sperimentale è inoltre incluso anche lo studio osservazionale "Giù la testa" sull'utilizzo di interventi convenzionali (rivolgimento per manovre esterne) e non convenzionali (moxibustione e ago-moxibustione) per ottenere la versione cefalica del feto. Questo progetto sempre coordinato dall'Azienda USL di Bologna, vede coinvolta l'Azienda USL di Modena nella figura del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria (CeVEAS) per la parte progettuale statistica.

Le recenti leggi sulle cure palliative e sulle terapie del dolore, il sempre maggiore interesse ai percorsi di cura sono esempi di significativi cambiamenti dei modelli assistenziali da diversi punti di vista, organizzativi, culturali e tecnici. In questi le MNC possono avere un ruolo ben riconosciuto per l'efficacia delle singole procedure e per l'attenzione complessiva della persona ammalata. L'accordo del 16 dicembre 2010 nella Conferenza Stato/Regioni sulle "linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore" sottolinea l'importanza del nuovo modello organizzativo a rete. L'Osservatorio sulle medicine non convenzionali dell'Emilia Romagna si propone di proseguire il suo impegno di approfondimento e di promozione della qualità delle cure tenendo conto di queste tendenze. Esso si è posto infatti l'obiettivo di creare le condizioni per la realizzazione di un nuovo (il III) Programma regionale sperimentale per l'integrazione delle MNC nel SSR, che si caratterizzi per l'attenzione alla valutazione dell' efficacia pratica dell'integrazione di MNC nell'ambito di specifici percorsi assistenziali, pur mantenendo il rigore scientifico e i valori di indipendenza caratteristici dei precedenti due programmi sperimentali.

Il Servizio Ricerca e Innovazione partecipa ai tavoli Provinciali e Regionali sulle MNC e fornisce supporto agli sperimentazioni nelle varie fasi di preparazione e conduzione degli studi sperimentali.

[1]: volume Agenzia sanitaria e sociale regionale "Per un Programma sperimentale regionale sulla integrazione delle medicine non convenzionali nei percorsi assistenziali del Servizio sanitario".
 


Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018