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Il profilo socio-economico

 
  1. Scolarizzazione
  2. Occupazione
  3. Reddito e spesa
  4. Reddito e spesa
  5. Qualità della vita
 
Grafico della distribuzione della popolazione18-69 anni  residente in provincia di Modena e regione Emilia-Romagna per titolo di studio secondo la sorveglianza PASSI 2010-2012

Scolarizzazione

   
In termini di scolarizzazione, il confronto fra le percentuali di laureati e diplomati in provincia e in regione evidenzia livelli di istruzione non molto diversi, sebbene la percentuale di laureati modenesi sia leggermente inferiore alla media regionale.
 

Infatti il 59% della popolazione modenese 18-69enne riferisce un livello di istruzione alto (media superiore o laurea) senza sostanziali differenze tra i sessi nella distribuzione del titolo di studio. Questo fenomeno è probabilmente da mettere in relazione al fiorente mercato del lavoro esistente in provincia che ha attirato forza lavoro a discapito dell'Università.
 

Il titolo di studio conseguito è fortemente correlato dall'età: nella classe 50-69 anni la percentuale di persone con un nessun titolo, licenza elementare o media inferiore è pari al 55%, valore sensibilmente più alto rispetto alle classi  35-49 anni (34%) e 18-34 (24%).
 

 
 

Occupazione

 
Grafico che rappresenta i tassi di attività e di occupazione (età 15-64 anni) e di disoccupazione. Anno 2011

 

 Il tasso di occupazione (occupati rispetto alla popolazione 15-64 anni) si attesta su valori nettamente al di sopra della media nazionale ed in linea con il dato regionale a testimonianza della maggior capacità del sistema economico modenese e regionale di continuare ad assorbire fasce della popolazione in età da lavoro anche in epoca di crisi economica.

Questa "ricchezza occupazionale" è avvalorata dal tasso di disoccupazione che, nonostante l'aumento dovuto alla crisi economica, resta ad un livello nettamente inferiore di quello nazionale  e leggermente superiore a quello regionale. Analoghe considerazioni valgono anche per la disoccupazione giovanile che, come il dato regionale, negli ultimi anni ha mostrato un forte aumento (dal 13% del 2008 al 25% del 2012), comunque inferiore a quello nazionale.

 
Grafico del trend del tasso di disoccupazione per sesso. anni 1993-2011

  
L'occupazione modenese è caratterizzata da una forte partecipazione della donna al mondo del lavoro, con un tasso di occupazione femminile (64,5% nel 2012) fortemente superiore al dato nazionale (47,1%).

Questo fenomeno ha creato un'evoluzione nella gestione delle problematiche familiari con forti ripercussioni sociali soprattutto per quanto riguarda bambini e anziani, diventando concausa di nuovi fenomeni come quello delle badanti straniere. Tuttavia, nonostante l'evoluzione dei costumi che comporta un maggior coinvolgimento nelle attività familiari di entrambi i sessi, le donne lavoratrici continuano a sopportarne ancora il peso maggiore finendo per avere spesso un "doppio lavoro", sommando a quello fuori casa il maggior carico delle attività domestiche e di cura.

 

 
Cartina del Prodotto Interno Lordo per abitante in Italia. Anno 2012

 
  
 Nel 2012, il totale degli occupati residenti è di circa 323.000  unità ed è così distribuito: il 56% nel terziario, il 41% nell'industria ed il 3% nell'agricoltura. Questi dati indicano una realtà economica in cui il terziario riveste un ruolo prevalente, sebbene inferiore alla media regionale, in quanto il territorio provinciale risulta tra i più fortemente industrializzati in regione. Alcuni distretti produttivi sono infatti eccellenze nazionali o internazionali come i settori ceramico, tessile, biomedicale e metalmeccanico.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) per abitante conferma ulteriormente, pur con tutti i limiti dell'indicatore, l'alto tasso di benessere economico raggiunto dal territorio provinciale, determinato da un elevato grado di specializzazione produttiva che gli ha permesso di misurarsi in settori ad alto contenuto tecnologico. Infatti, analogamente agli anni precedenti, anche nel 2012 l'indicatore colloca la provincia di Modena ai vertici della graduatoria delle province italiane (sesto posto) a livelli superiori rispetto alla media regionale e nazionale.


 
Grafico relativo ai lavoratori assunti con contratto di lavoro temporaneo rispetto agli occupati. Anni 2001-2011

  
 La maggior parte della forza lavoro modenese presta la propria opera come lavoratore dipendente, anche il lavoro atipico rappresenta una modalità importante nella realtà provinciale. Dopo anni di continuo aumento dei contratti di lavoro atipico, e del drastico calo del 2009 (-5.525 contratti rispetto al 2008), si è tornati ad una ripresa che prosegue anche nel 2011 (+13%),  soprattutto a carico degli uomini, che si accompagna ad un leggero aumento dell'occupazione complessiva (+3% rispetto al 2011). Complessivamente il ricorso al lavoro temporaneo nel 2012 si è attestato al 4,7% degli occupati, valore simile a quello regionale. Ciò conferma che il calo occupazionale, conseguente alla crisi economica, ha interessato a Modena soprattutto il lavoro precario e prevalentemente maschile: fino al 2007 Modena aveva sempre registrato valori superiori a quelli regionali.
 
L'elevato numero di stranieri si riflette anche a livello occupazionale. Il trend di utilizzo di manodopera straniera è costantemente in aumento con valori superiori a quelli regionali (+9.000 lavoratori rispetto al 2007); nel 2012 il 10,3% degli occupati in provincia di Modena era straniero, contro il 9,6% in regione. Il polo attrattivo principale è l'industria (in modo particolare Sassuolo per il settore ceramico e Carpi per il tessile), ma anche l'agricoltura e il terziario richiamano manodopera straniera.

 
 

Reddito e spesa

 

 
Modena è una provincia ricca: il reddito pro capite è in linea con la media regionale e i consumi familiari un po' inferiori. Dal sistema di sorveglianza PASSI , nel triennio 2010-2012 emerge che il 57% dei modenesi dichiara altresì di non avere difficoltà ad arrivare a fine mese con le risorse economiche a disposizione, da reddito proprio o familiare, valore leggermente superiore a quello regionale (55%).

Grafici del reddito medio pro capite, spesa media per consumi familiari e difficoltè economiche riferite in provincia di Modena
 
 
 
 

Qualità della vita

 
La sicurezza urbana è un aspetto fondamentale della qualità della vita dei cittadini per l'impatto che può avere anche sulle  condizioni psicologiche e fisiche. La paura della criminalità, o l'aver subito un reato, induce infatti comportamenti di autolimitazione e restrizione della libertà di muoversi, vivere la città e socializzare, con importanti conseguenze sul benessere psicofisico, soprattutto nel caso di donne e anziani.

Nel 2011 il totale dei reati denunciati nel territorio provinciale è stato di 37.993, con una crescita del 7% rispetto al 2010, incremento registrato anche a livello regionale (+9%). Stesso andamento si osserva per il numero dei furti, 23.152 nel 2012 in provincia di Modena, che è in aumento rispetto all'anno precedente (rispettivamente +14% e +17%).

 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018