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Ausl Modena - Testata per la stampa
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PERCORSO NASCITA

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COME LAVORIAMO

Il nostro obiettivo è quello di offrire alla donna la possibilità di affrontare il travaglio sostenuta dalla presenza discreta dell'ostetrica, con accanto, se lo desidera, una persona di fiducia, nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi bisogni e con la libertà di muoversi e di assumere la posizione più adatta a lei mettendole a disposizione tutti gli ausili presenti, tutto questo compatibilmente con lo stato di benessere materno-fetale.
La presa in carico di ogni mamma avviene intorno a settimane di gestazione con la compilazione della cartella clinica e la valutazione del rischio ostetrico in previsione del parto e per programmare i controlli successivi.
 
Una volta compilata la cartella clinica presso l'ambulatorio della gravidanza a termine ci rivediamo in caso di:

· Contrazioni ritmiche e regolari, ogni 5 minuti per almeno 2 ore
· Rottura spontanea delle membrane ("perdita delle acque")
· Perdite di sangue abbondanti
· Scarsi movimenti del bambino
. Controlli presso l'ambulatorio della gravidanza a termine a 40 sett e 41 sett.

Talvolta è necessario programmare il momento del ricovero: questo succede in caso di taglio cesareo programmato e in caso di induzione del travaglio di parto per gravidanza protratta.

ASSISTENZA IN TRAVAGLIO

In caso di gravidanza fisiologica il travaglio e il parto sono seguiti in autonomia professionale dall'ostetrica, con la partecipazione del ginecologo in caso di necessità. Sarà quindi l'ostetrica a eseguire la visita al momento del ricovero e ad essere un punto di riferimento importante per la coppia durante il travaglio e il parto, ma anche successivamente in puerperio e in reparto. L'assistenza è centrata sulla donna/coppia, nel rispetto della fisiologia e dei suoi tempi intervenendo solo quando realmente necessario.
 
Compito dell'ostetrica è quello di fornire sostegno e assistenza personalizzata alla donna, ma come?
· Dandole tutte le spiegazioni e informazioni che desidera durante il travaglio, il parto e la nascita del bambino rendendola consapevole e partecipe alle varie fasi del percorso
· Offrendole un ambiente confortevole e tranquillo, caldo (calore umano e ambientale) e intimo, in penombra, nel rispetto delle sue esigenze per farle vivere con consapevolezza e serenità il momento della nascita
· Fornendo supporto/appoggio emotivo con presenza (rapporto one to one), ascolto, rassicurazione e incoraggiamento
· Cercando di limitare il numero degli operatori sanitari presenti a quelli realmente necessari e mantenendo, se la donna lo desidera, la presenza di un familiare
· Valutando il suo stato di benessere fisico (misurazione dei parametri vitali) e psichico (dolore e necessità d'aiuto), la progressione del travaglio (tramite visita ostetrica) e le
condizioni fetali (attraverso l'auscultazione del battito cardiaco fetale)
· Dandole la possibilità di iniziare ad allattare nell'immediato post partum tramite il contatto pelle a pelle con il neonato
 
Ogni mamma, però, deve essere consapevole e convinta del fatto che è lei a partorire e non qualcuno a "farla partorire".
Durante il travaglio è importante rimanere attiva, cambiare posizione, alzarsi e sdraiarsi sul letto, camminare, mettersi carponi, accovacciata, seduta, in piedi o su un fianco. Nel periodo espulsivo, la donna viene incoraggiata ad assumere posizioni che favoriscano il suo benessere, la progressione e il benessere del bambino. Non esiste una singola posizione che si possa definire "perfetta" o "corretta". La postura interviene sulla frequenza, intensità e durata delle contrazioni uterine, ha effetto sulla forza di
gravità, condiziona l'allineamento delle ossa pelviche e del canale del parto, interferisce con l'ossigenazione fetale, modifica la sensazione dolorosa provata dalla donna e condiziona lo stato psichico della partoriente. La libertà di movimento permette ad ogni mamma di assumere istintivamente le posizioni che l'aiutano a sopportare meglio il dolore delle contrazioni.
 
Una volta nato il bambino viene posto sulla pancia della mamma a contatto pelle a pelle. Alla nascita, il contatto con l'aria sulla pelle e nei polmoni, è sferzante. Ritrovare la madre e il suo cuore battente è il più grande conforto. Per lui, che altro non ha conosciuto se non il corpo, la voce, il battito cardiaco, l'odore della madre, nella quale si identifica, significa ritrovare il suo proprio corpo e le sicurezze che lo hanno sostenuto in gravidanza.
Nei primi 60-90 minuti dopo la nascita il neonato si trova infatti nello stato di particolare veglia, durante il quale può aprire gli occhi, guardare e conoscere i genitori, ascoltare la loro voce, cercare da solo il seno della mamma, sentirsi rassicurato. In questa fase il neonato è molto attento e riesce a percepire ciò che lo circonda; è in questo momento che ha il suo primo contatto con il mondo. Dopo circa 2 ore dal parto il neonato passa in uno stadio di sonnolenza o di vero e proprio sonno, recupera le forze e la sua percezione del mondo si riduce fin quasi ad annullarsi: questo è il momento di affidarlo alle cure dell'infermiera del nido.
Nelle due ore successive al parto, quindi, la madre, il padre e il bambino rimangono insieme in sala parto. Questo tempo serve all'ostetrica per controllare che tutto proceda secondo fisiologia (controllo dei parametri vitale, della perdita di sangue e dell'involuzione uterina) mentre per la triade madre-bambino-padre è il momento dell'incontro e dell'accoglienza quindi è consigliato rimandare le visite di parenti e amici in un momento successivo.

Il periodo dopo il parto è una fase speciale della vita della donna, del suo compagno e del loro bambino e coinvolge aspetti personali e sociali. È caratterizzato da forti emozioni, cambiamenti fisici importanti, mutamenti nelle relazioni interpersonali e coincide con l'acquisizione di un nuovo ruolo, di una nuova identità.

IL RUOLO DEL PAPA'

Il padre è un importante alleato per l'ostetrica, la aiuta a interagire e a capire meglio i bisogni della partoriente. Viene spesso incoraggiato a massaggiare la schiena della propria compagna, a tenerle la mano, a rinfrescarle il viso tra una contrazione e l'altra, a sostenerla, ad aiutarla ad assumere le diverse posizioni in travaglio e durante il parto senza mai dimenticare le sue emozioni e le sue necessità. Deve essere di supporto e protezione alla propria compagna cercando di evitare negatività o costante apprensione che impediscono alla donna di rilassarsi.

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