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IL CONTROLLO DEL DOLORE IN TRAVAGLIO

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"Il parto naturale è difficile, però il corpo della donna è predisposto per questa funzione. Quando una donna partorisce senza droghe, senza anestesia, senza interventi medici, strumentali, apprende di essere forte e potente. Apprende la fiducia in sé. Apprende a fidarsi di sé stessa anche di fronte a potenti personaggi autoritari. Una volta che realizza la propria forza e il proprio potere, avrà un'attitudine diversa verso il dolore, le malattie, il disagio, la fatica, le situazioni difficili, per il resto della sua vita." 
 
 

IL DOLORE

A differenza dell'uomo, la donna fa esperienze di dolore che sottolineano le tappe della sua maturazione psicologica e sessuale: il menarca, la mestruazione, la deflorazione ed infine il parto. L'evoluzione psicologica della donna non è quindi separabile dall'esperienza "dolore", che ha la sua massima espressione nel parto.
Possiamo dunque affermare che il parto sia un evento fisiologicamente doloroso, ma le connotazioni negative d'insopportabilità che gli sono attribuite sono estremamente variabili e sensibili a diversi aspetti, sia di natura emotiva sia socioculturale.
Il dolore del parto è ciò che permette alla donna di accorgersi che la gravidanza è terminata, che il corpo si sta aprendo per la nascita. L'intensità crescente segnala l'avvicinarsi del parto, permette alle donne di controllare ciò che accade.
Il parto rappresenta l'esperienza dolorosa più importante nella vita di una donna.
Il dolore è un ingrediente sgradito, ma fondamentale del travaglio fisiologico, è un elemento che attiva la donna e la rende più forte, la predispone al legame con il bambino, è fondamentale nella promozione della salute. La sua soppressione crea una serie notevole di complicanze nel processo del parto, ma soprattutto inibisce la reattività della donna e quindi la rende più debole, inoltre perde una grande occasione di fare un'esperienza importante su di sé.

Esistono due tipi di analgesia:

  • L'analgesia fisiologica che si basa soprattutto sul mettere la donna nelle condizioni di poter reagire attivamente al dolore, sul riconoscimento e potenziamento delle sue risorse, sulla scelta informata, sull'uso di mezzi naturali come il tatto, il massaggio, l'acqua, gli impacchi e, infine, sulla cura dell'ambiente (inteso come luogo e come persone) della nascita, che a sua volta può offrire delle risorse. Non si propone di abolire il dolore del parto, ma di ridurlo al suo minimo fisiologico e di predisporre nelle donne un atteggiamento di accettazione di questo dolore fisiologico che "non è niente che la donna non possa sopportare", lasciando intatta l'esperienza integrale della nascita;
  • L'analgesia farmacologica che può intervenire su due livelli: con l'analgesia loco-regionale peridurale (o epidurale) e l'analgesia spinale (usata soprattutto nei tagli cesarei), oppure attraverso sedativi e narcotici per via intramuscolare, endovenosa e inalatoria. 

STRUMENTI DI ANALGESIA NATURALE

COSA LE OSTETRICHE UTILIZZANO E INCORAGGIANO AD UTILIZZARE:

ACQUA
L'immersione nell'acqua induce l'affidamento e l'abbandono, produce l'intimità necessaria all'apertura emozionale e fisica; scioglie le tensioni muscolari e dà maggiore libertà di movimento nell'assunzione delle posizioni. In vasca il travaglio diventa più facile, più efficace e meno doloroso perché il peso del corpo è minore, il calore dell'acqua riduce la secrezione di adrenalina, aumenta la produzione di endorfine, rilassa i muscoli e crea una condizione mentale di relax.
Anche una doccia calda riduce la tensione muscolare, contribuendo perciò a ridurre il dolore.

RESPIRAZIONE
La respirazione è la prima funzione vitale, è ritmo, movimento, salute. Per anni abbiamo sentito che bisogna imparare a respirare per poter condurre un parto indolore. In realtà, oggi sappiamo che la respirazione antidolore non esiste e che respirare in modo forzato durante le contrazioni è persino controproducente: applicare una respirazione innaturale e complessa comporta una costante sorveglianza razionale durante il travaglio, che complica anzichè facilitare il processo. Inoltre, l'eccesso innaturale nel ritmo del respiro (il cosiddetto "cagnolino") può portare all'iperventilazione, che non è affatto una sensazione benefica, anzi, amplifica l'ansia. E' vero, il respiro corretto è tutto durante il travaglio ma per respirare in modo corretto non si intende imparare una tecnica o un metodo. La respirazione corretta è la respirazione spontanea, quella che possiamo osservare nei nostri bambini e che noi abbiamo dimenticato. Un bambino quando respira (osservatelo) ha la pancia che si muove su e giù, l'inspirazione e l'espirazione sono profonde, addominali: i polmoni si svuotano e si riempiono completamente ad ogni respiro. Gli adulti perlopiù respirano superficialmente, senza arrivare ad utilizzare l'addome ma solo il petto e quindi non utilizzano appieno la capacità dei polmoni, il respiro è più veloce e meno profondo.
Ecco, per il parto è bene imparare nuovamente la respirazione addominale. Non solo ossigena meglio i tessuti, ma il rallentamento del ritmo del respiro ha, questo sì, una valenza antidolorifica. Imparare a dominare il respiro è fondamentale per non farsi prendere dal panico e reagire alle contrazioni riprendendo il controllo del proprio corpo. In particolare, controllare l'espirazione, prolungandola per modulare la fuoriuscita dell'aria, è prezioso per la fase espulsiva. Infatti, più che spingere, meglio sarebbe "espirare" fuori il bambino.
La maggiore dolcezza ed il più efficace controllo della forza che permette l'espirazione rispetto alla spinta ci permette infatti di evitare lacerazioni perineali e garantisce migliore apporto di ossigeno al bambino durante la nascita. Per il parto, imparare a respirare profondamente significa anche imparare a controllare il diaframma, la cui apertura è correlata con l'apertura dell'anello pelvico e quindi della vagina. Ciò significa che se imparo a rilassare questi muscoli, avrò un parto spontaneo più facile perché la testa del bambino incontrerà minori resistenze a livello della muscolatura materna. Prolungare la fase di espirazione ha un profondo potete calmante, con la secrezione di endorfine ed il crollo dell'adrenalina in circolo, che è funzionale per controllare il dolore e per indurre una sorta di trance e concentrazione estatica.

RILASSAMENTO
Il rilassamento nelle pause ti da la forza di affrontare la contrazione successiva e produce endorfine, toglie le tensioni dal corpo, favorisce il recupero delle energie, attiva l'istinto e incentiva il contatto interiore con il bambino.
 
SOSTEGNO EMOTIVO
La caratteristica principale del sostegno è l'impegno a non lasciare mai sola la partoriente, durante il travaglio e il parto. Per "sostegno" si intende sostegno relazionale con ascolto e accoglienza; sostegno emozionale con incoraggiamento, rassicurazione e presenza fisica costante; sostegno informativo con informazione completa e libertà di scelta; sostegno fisico con contatto fisico, massaggi, impacchi e alimentazione; sostegno difensivo con interpretazione dei desideri e bisogni della donna e atti finalizzati al loro rispetto, protezione dell'ambiente e dello svolgimento naturale degli eventi.
Nella pratica ostetrica il sostegno si concretizza nella relazione terapeutica. La relazione terapeutica è una relazione professionale non autoritaria ma empatica che accoglie, contiene e, al bisogno, guida la donna e la coppia nel percorso del parto e della maternità e della paternità in genere. 
 
MUSICA
La musica, specialmente se scelta da te, diminuisce l'ansia, riduce lo stress e potenzia altre tecniche di rilassamento.

AMBIENTE
L'intimità dell'ambiente è indispensabile al buon svolgimento del travaglio. Il parto, per la presenza degli stessi ormoni, ha un ritmo simile ad un atto sessuale. Per poterti lasciare andare, in questo caso lasciar andare il bambino, hai assoluto bisogno di intimità, di sentirti accettata, rispettata, amata.

IMPACCHI CALDI
Le applicazioni di caldo hanno una azione simile al massaggio sulle terminazione nervose, in più sciolgono le contratture muscolari e i legamenti della pelvi.
L'applicazione può essere umida (acqua, impacchi, ecc) oppure asciutta (borse dell'acqua calda) se il dolore è soffuso, superficiale e costante. L'acqua calda abbassa i livelli di adrenalina, favorendo la produzione di endorfine e aiutando a riprendersi dal dolore.

MASSAGGI e TATTO
Una contro-pressione forte nei punti dolenti è indicata durante la contrazione, uno sfioramento leggero e superficiale attiva i recettori cutanei ed è indicato nelle pause tra le contrazioni. Ogni tanto va modificata l'intensità dello stimolo o la modalità del massaggio per superare l'adattamento (ovvero, cambiare regolarmente il tipo di pressione e la posizione aiuta a tollerare meglio il dolore). I massaggi fatti con empatia e coinvolgimento da parte di chi li esegue ti trasmettono affetto, solidarietà, aiuto, vicinanza, alleviano il dolore e facilitano il rilassamento nelle pause.

MOVIMENTO e POSIZIONI LIBERE

L'indispensabile risposta fisiologica al dolore è il movimento. La libertà di movimento permette alla donna di assumere istintivamente le posizioni più antalgiche, che sono quelle di minor resistenza e compressione; mentre protegge se stessa dai danni al collo dell'utero e al perineo, guida il feto nella correzione di mal posizioni, riduce l'eccessiva compressione dell'estremo cefalico e diminuisce lo stress fetale.  Non esiste una singola posizione che si possa definire "perfetta" o "corretta"; le posizioni più fisiologiche sono: eretta durante il travaglio e seduta o accovacciata durante il parto.
La posizione assunta dalla donna in travaglio ha un ruolo importante nel favorire la normale progressione del travaglio. La postura interviene sulla frequenza, intensità e durata delle contrazioni uterine, ha effetto sulla forza di gravità, condiziona l'allineamento delle ossa pelviche e del canale del parto, interferisce con l'ossigenazione fetale, modifica la sensazione dolorosa provata dalla donna e condiziona lo stato psichico della partoriente.
Poter scegliere la posizione più comoda riduce,oltre che il dolore, il disagio e sottolinea che la donna è la principale e attiva protagonista del parto e che i suoi desideri vengono rispettati e accolti, ciò aumenta enormemente l'autostima.

IDROPUNTURA
L'idropuntura è un'iniezione sottocutanea conalcuni cc di soluzione fisiologica in punti dislocati lungo i meridiani energetici secondo la medicina tradizionale cinese. Il liquido sotto pelle crea una pressione su determinate zone, come un massaggio, e va a ridurre il dolore. Un metodo completamente sicuro e privo di effetti collaterali che aiuta le donne a vivere meglio il parto e aiuta le ostetriche a gestire meglio i vari momenti legati al parto.

DIGITOPRESSIONE
La digitopressione è un'antica arte di guarigione e riequilibrio della medicina tradizionale cinese, basata sui principi su cui si fonda l'agopuntura: il corpo umano è percorso, oltre che dai vasi sanguigni e linfatici, anche da canali energetici (meridiani), che trasportano l'energia (il "qi") attraverso il corpo. Lungo questi meridiani sono localizzati all'incirca 600 punti, ciascuno dei quali corrisponde ad un organo o a un distretto corporeo e ogni punto viene indicato con una lettera (corrispondente al meridiano su cui si trova) e un numero. La digitopressione libera l'energia, le cui funzioni sono: trasformare, trasportare, trattenere, far salire, proteggere e riscaldare poiché l'energia in medicina tradizionale cinese è un'essenza raffinata prodotta dagli organi interni per nutrire il corpo e la mente, ma indica anche l'attività funzionale degli organi interni stessi. In gravidanza e durante il parto la stimolazione di alcuni di questi punti può essere un valido aiuto, ad esempio per stimolare il bambino podalico a posizionarsi correttamente in vista del parto, oppure per stimolare le contrazioni ed evitare l'induzione farmacologia del parto o ancora, durante il travaglio di parto, per supportare le contrazioni e renderle maggiormente efficaci, ma anche contro il dolore delle contrazioni stesse!

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