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"Narrare il cambiamento": racconti a conclusione dei percorsi di presa in carico degli uomini autori di violenza

Presentati i risultati di una ricerca sui racconti di cambiamento di dodici uomini che hanno concluso il percorso di trattamento presso LdV (Liberiamoci dalla Violenza) dell'AUSL di Modena. Lucia Annibali: "lavorare in rete, come avviene a Modena, è fondamentale per far funzionare in modo armonico i servizi"

«L'inizio è stato complicato. Dal fondo in cui sono arrivato, ho iniziato a prendere coscienza delle cose che ho sbagliato. La mia richiesta era riconoscere i momenti in cui mi montava la rabbia dentro e ha funzionato. Poi man mano che ho frequentato il centro sono riuscito affrontarle queste cose in maniera sempre più tranquilla e serena. Sono cambiato, credo in meglio. Io ho sempre frequentato, non ho mai saltato. Avevo voglia di venir qua e imparare». «Ora parliamo molto. La cosa bella è che c'è un bellissimo dialogo. Ci diciamo tutto. Ci diciamo cosa hai fatto. C'è molta più complicità che prima non c'era. Siamo più uniti, ci vogliamo bene in maniera più profonda, più sana. Sono contento che abbiamo ritrovato la fiducia reciproca». Sono due racconti tratti da una ricerca, la prima di questo genere nel nostro paese, presentata giovedì 4 maggio a Modena nel corso che del seminario "Narrare il cambiamento. Racconti maschili e femminili a conclusione dei percorsi di presa in carico degli uomini autori di violenza". La interviste sono state condotte su dodici uomini tra i 47 e i 56 che hanno concluso il percorso di trattamento presso LdV (Liberiamoci dalla Violenza), Centro di accompagnamento al cambiamento per uomini dell'Azienda USL di Modena. La ricerca si focalizza sui racconti del "cambiamento" offerti da chi ha agito violenza, mettendoli a confronto anche con il punto di vista delle compagne o ex. Una visione "bifocale" che permette non solo di comprendere meglio a quale livello si è effettivamente prodotto un cambiamento, ma anche di riflettere sugli aspetti più di fondo di tale problematica per migliorare il percorso di trattamento e di rispondere in modo più appropriato ai bisogni di protezione e di sicurezza delle donne e dei minori. 

Hanno aperto i lavori il Direttore Generale dell'Azienda USL di Modena Massimo Annicchiarico, il Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l'Assessore Pari Opportunità Regione Emilia-Romagna Emma Petitti e il Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Regione Emilia-Romagna Kyriakoula Petropulacos. E' stata l'occasione per fare il punto su quali sono i soggetti che devono promuovere ed attivare percorsi valutativi, come possono raccordarsi in questo lavoro, quali sono le aspettative, gli strumenti da utilizzare per concorrere al perseguimento della finalità che accomuna tutti coloro che sono chiamati a lavorare sulla violenza: migliorare la protezione e la sicurezza delle donne e dei bambini.

 
Lucia Annibali

Al seminario hanno partecipato alcuni dei maggiori esperti a livello nazionale e internazionale della ricerca teorica sugli autori di violenza. Tra i relatori stranieri il docente universitario scozzese David Morran che ha parlato di una sua ricerca sui primi programmi per maltrattanti nel Regno Unito da cui la realtà modenese di LDV ha preso spunto e Marius Rakil, executive director del Centro Alternative to Violence ATV di Oslo (il primo d'Europa, nato nel 1987) che rappresenta il riferimento metodologico per il Centro di Modena con il quale, dal 2010, sono attivi contatti costanti per l'attività di formazione e supervisione clinica degli operatori. Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda con Lucia Annibali, Consigliera della Sottosegreteria di Stato alla Presidenze del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità che ha sottolineato come "il Dipartimento delle Pari Oppotunità è impegnato per promuovere, a livello nazionale e locale, una nuova 'fase' legislativa su questi temi" e che "lavorare in rete, come avviene a Modena, è fondamentale per far funzionare in modo armonico i diversi servizi e rendere efficaci i provvedimenti e le norme in materia di violenza domestica e di genere". 


Il Centro "LDV"
Il centro "Liberiamoci dalla Violenza" dell'Azienda USL di Modena è attivo dal 2011. Ha sede nel Consultorio Familiare di viale Don Minzoni 121 a Modena, riceve su appuntamento ed è contattabile sia al numero telefonico 366-5711079 che alla mail ldv@ausl.mo.it. "Liberiamoci dalla Violenza" è il primo esempio in Italia di struttura pubblica dedicata al trattamento di uomini autori di maltrattamenti. L'obiettivo innovativo della struttura è di riuscire a intervenire sui comportamenti degli autori delle violenze, andando ad affiancare i servizi esistenti per la protezione delle vittime. LDV Modena ha preso in carico complessivamente finora 229 uomini, 47 sono quelli in trattamento. L'età media degli uomini che si rivolgono a LDV è compresa tra 35 e 50 anni.

 
 

Intervista a Lucia Annibali

Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018