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Processionaria del pino

L'Azienda USL collabora con i comuni per le misure di profilassi e contenimento

Riprende in primavera il ciclo vitale della processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), un lepidottero defogliatore da anni presente sul territorio della provincia di Modena che provoca danni alle piante attaccate - solitamente gli aghifoglie dove si collocano i nidi - ma dannoso anche per uomo e animali a causa del potere urticante delle larve.

Per prevenire possibili rischi sanitari e contrastarne la diffusione, l'Azienda USL di Modena supporta le amministrazioni comunali nelle azioni di profilassi e contenimento, invitandole a monitorare la situazione sul territorio. Sono infatti gli incaricati dei Comuni a raccogliere le segnalazioni dei cittadini sulla presenza delle larve, a informare il proprietario delle piante infestate dell'obbligo della distruzione dei nidi e a predisporre interventi mirati qualora si ravvisi una diffusione massiva del lepidottero.

Riguardo ai possibili rischi per questo periodo, in cui è maggiore la pericolosità delle larve che hanno una forte azione urticante, l'invito dell'Azienda USL è a prestare la massima attenzione ed evitare qualsiasi contatto.

 
 

La Processionaria del pino

È un lepidottero defogliatore che deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di "processione". Dopo una fase di inattività, in primavera gli insetti si muovono in cerca di un luogo dove interrarsi per tessere il loro bozzolo, che si schiude in estate. I nuovi bruchi cominciano ad alimentarsi e contemporaneamente costruiscono nidi con una sottile ragnatela di fili sericei bianchi, all'estremità dei rami, preferibilmente di aghifoglie, in posizioni soleggiate. Ospitano 150-200 bruchi, qui le larve trascorrono l'inverno prima di riprendere il ciclo riproduttivo. 
Le larve sono dotate di peli urticanti a forma di piccoli arpioni che vengono lanciati nell'aria in caso di pericolo e che possono penetrare nella pelle o essere inalate da animali e uomo; a seguito della rottura del pelo si libera una proteina che può causare dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni allergiche e infiammazioni delle mucose. Nei casi più gravi si possono verificare congiuntiviti, riniti, asma e, raramente, reazioni anafilattiche. 
Ai sensi delle ultime disposizioni di legge, interventi di lotta alla processionaria risultano obbligatori solo dietro disposizione del servizio fitosanitario regionale, qualora l'insetto rappresenti un rischio per la sopravvivenza delle piante o per la salute delle persone.

 
 

[10 aprile 2018]

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