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La salute è nelle nostre mani

5 maggio, Giornata mondiale dell'igiene delle mani - L'AUSL di Modena aderisce alla campagna dell'OMS, promuovendola con materiali e operatori dedicati

Ogni anno, il 5 maggio, l'Organizzazione mondiale della sanità celebra la giornata mondiale dell'igiene delle mani con lo slogan "SAVE LIVES: Clean Your Hands". Quest'anno con il messaggio "IT'S IN YOUR HANDS - PREVENT SEPSIS IN HEALTH CARE" si evidenzia come l'igiene delle mani sia fondamentale per la prevenzione della sepsi correlata all'assistenza sanitaria.

L'igiene delle mani è una delle misure più efficaci per proteggere dal rischio di contrarre un'infezione correlata all'assistenza, un rischio che interessa ogni anno milioni di persone in tutto il mondo con un impatto importante in termini di sofferenza, morbosità e mortalità.
Ogni operatore sanitario ha la responsabilità professionale e il dovere etico-deontologico di lavarsi correttamente le mani ogni volta che è necessario nella sua attività di lavoro, ma l'igiene delle mani è il gesto più semplice che tutti - assistiti, parenti, visitatori e caregiver - possiamo effettuare per rendere più sicuri i contesti assistenziali.

L'Azienda USL di Modena aderisce alla Giornata diffondendo materiali informativi che invitano a lavarsi le mani e a ricordare a tutti di farlo. Le mattine del 4 e 7 maggio, nelle aree di ingresso degli ospedali di Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola, saranno presenti operatori formati nella gestione del rischio infettivo che inviteranno tutti ad effettuare l'igiene delle mani con il gel alcolico, mostrando come utilizzarlo.
"L'iniziativa - spiega Teresa Pesi, Direttore della Struttura Complessa di Igiene Ospedaliera e Infezioni Correlate all'Assistenza - si aggiunge alle attività avviate nella nostra Azienda sin dal 2014, con la campagna mani pulite, sane e sicure, per migliorare l'adesione all'igiene delle mani in tutti i contesti assistenziali, verificata attraverso il monitoraggio del consumo di gel alcolico e l'osservazione diretta del personale sanitario".

Se l'obiettivo assegnato alle Aziende sanitarie dall'Agenzia Sanitaria e Sociale della regione Emilia Romagna è un consumo di almeno 20 litri di prodotti idroalcolici per 1.000 giornate di degenza ordinaria (standard indicato dall'OMS), nel 2017 il consumo medio negli ospedali dell'AUSL di Modena (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) è stato di 17,2 litri per 1.000 giornate di degenza ordinaria, con un grado medio di adesione del 71% (il 10% in più rispetto al 2016) e una notevole variabilità tra le diverse Unità Operative. I dati confermano il trend in aumento registrato negli ultimi anni: "L'obiettivo - conclude Pesi - è arrivare presto a un'adesione del 100%. Questo tema interessa tutti, e tutti hanno un ruolo importante nell'assicurarsi che una buona igiene delle mani venga praticata in tutto l'ospedale".



 
 

Lavarsi le mani

Come - Preferibilmente con soluzione alcolica, utilizzando il dispenser che l'Ausl ha messo a disposizione nelle sale d'attesa e nelle camere di degenza delle sue strutture sanitarie. Oppure, con acqua e sapone, se le mani sono visibilmente sporche. Nel primo caso la procedura corretta dura 20-30 secondi, nel secondo circa un minuto, ma in entrambi i casi se si seguono precisi passaggi, una volta asciutte, le mani saranno sicure.

Chi - Operatori sanitari, assistiti, visitatori, caregiver. È l'Ospedale di Carpi quello che più si avvicina all'obiettivo dell'OMS, lo seguono a ruota tutti gli altri. Un'adesione in crescita, grazie anche alle iniziative di informazione e sensibilizzazione dell'Azienda.

 
 

L'OMS: "it's in your hands - prevent sepsis in health care"

Accanto alle vaccinazioni, a un'alimentazione sana e sicura, alla disponibilità di acqua pulita e sanificata, una corretta igiene delle mani riduce del 40% l'insorgenza di disturbi intestinali e contribuisce ad evitare che le infezioni possano trasformarsi in una pericolosa sepsi. Semplicemente lavandosi le mani, è possibile ridurre del 50% il rischio di infezione negli ambienti sanitari (Dati OMS) e bloccare la diffusione di microrganismi multiresistenti.

Secondo gli ultimi dati dell'OMS infatti la sepsi, ultimo stadio di evoluzione delle infezioni, colpisce ogni anno 30 milioni di persone, con 3 milioni di neonati e 1,2 milioni di bambini e nelle sue forme più gravi causa la morte di 6 milioni di persone. Chiunque abbia un'infezione può sviluppare sepsi, ma alcune categorie sono più a rischio: bambini e donne in gravidanza, anziani pluripatologici, immunodepressi, pazienti cronici e persone ricoverate in ospedale.


 
 
 
 

[3 maggio 2018]

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