Sei in: Home > Comunicazione > Ufficio stampa > Comunicati stampa > 2002 > Aprile > Il battito del cuore via telefono e in Internet per sconfiggere l'infarto
In Italia si verificano 160.000 attacchi cardiaci ogni anno, un paziente su quattro non sopravvive, e in più della metà dei casi la morte sopraggiunge prima che sia possibile raggiungere il più vicino ospedale. Per questo l'obiettivo attuale della Cardiologia è di intervenire tempestivamente sul paziente colpito da attacco cardiaco, anche attraverso nuovi strumenti di telemedicina come defibrillatori attivabili a distanza mediante la rete telefonica o elettrocardiogrammi che viaggiano su Internet.
Di telecardiologia e teleconsulto cardiologico si è parlato in una delle ultime sessioni di "ICT for Health", il convegno internazionale sull'innovazione tecnologica e servizi per la salute organizzato dall'Azienda USL di Modena dal 3 al 5 aprile. All'incontro hanno partecipato alcuni dei principali nomi della cardiologia italiana ed estera. "La telecardiologia è particolarmente efficace in quelle zone - come la provincia di Modena - molto estese e con vaste zone montane, o dove la viabilità è complicata dall'intenso traffico" è quanto ha affermato in apertura di lavori il dottor Francesco Melandri, direttore dell'Unità Operativa di Cardiologia dell'Ospedale di Sassuolo. Problematiche comuni a molte altre zone d'Italia, nelle quali la distanza da un centro cardiologico specialistico può compromettere l'esito dei soccorsi. L'Azienda USL di Modena sta affrontando questo problema istituendo una rete di servizi di Emergenza territoriale, costituita da una serie di defibrillatori (modello Lifepak 12) in grado di effettuare un tracciato elettrocardiografico su 12 derivazioni, inviarlo a distanza tramite rete telefonica ed eseguire una defibrillazione in pazienti in arresto cardiaco. I 15 defibrillatori sono dislocati in ambulatori e punti di primo intervento dell'Appennino modenese, e fanno riferimento all'Unità Operativa di Cardiologia di Sassuolo. "Il sistema offre molteplici vantaggi - spiega il dottor Meandri - quali l'abbattimento dei tempi di intervento sul paziente colpito da attacco cardiaco e la sua stabilizzazione sul campo. Inoltre consente di non sguarnire dell'ambulanza un'area di montagna, dove i collegamenti stradali sono più problematici".
Un analogo progetto di telecardiologia è operativo da alcuni anni nell'Azienda Sanitaria del Trentino. "La realtà trentina presenta un territorio molto vasto, con alta dispersione di popolazione e con pochi servizi di cardiologia presenti sul territorio" ha spiegato il dottor Marcello Disertori, primario della Divisione di Cardiologia dell'Ospedale Santa Chiara di Trento. "Il nostro servizio di telecardiologia prevede una rete orazione e coordinamento con il progetto informatico degli otto paesi più industrializzati. Tale progetto consiste in un data-base cardiologico integrato che, sfruttando la rete Internet, consente l'accesso a livello locale, nazionale e internazionale. Qualunque cardiologo, in ambulatorio o nei reparti ospedalieri, può così accedere ai dati immagazzinati con notevole risparmio di tempo.
Durante la sessione di lavoro è stato inoltre illustrato il tema del trattamento precoce dell'infarto miocardico acuto, grazie all'esposizione del dottor Stefano Coccolini, dirigente di cardiologia presso l'Ospedale Civile di Ravenna, e del dottor Antonio Di Chiara, dirigente della Divisione di Cardiologia presso l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.