Sei in: Home > Comunicazione > Ufficio stampa > Comunicati stampa > 2002 > Aprile > In provincia di Modena una rete di mammografi digitali. Sarà l'unica al mondo
Le più moderne tecnologie informatiche e digitali al servizio della salute dei cittadini. Sono numerosi e particolarmente all'avanguardia i progetti di telemedicina e innovazione tecnologia che l'Azienda USL di Modena sta mettendo in campo. Durante ICT for Health, il convegno che si terrà a Modena dal 3 al 5 aprile, saranno presentati ad un pubblico internazionale di esperti del settore e confrontati con lo stato dell'arte in Europa e nel resto del mondo.
Non teme rivali la "Rete di mammografia digitale" che sarà realizzata dall'Azienda sanitaria di Modena nei prossimi due anni, un'esperienza che sta partendo proprio ora ed è unica non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
Il progetto costerà all'Azienda 10 miliardi di lire, pari a circa 5 milioni di euro, che saranno pagati in otto anni. "Prevede la sostituzione progressiva degli attuali mammografi analogici che utilizzano lastre, con un sistema di mammografi digitali che non hanno bisogno di pellicola, poiché si servono di un sistema numerico per acquisire ed elaborare le immagini" spiega il dottor Mario Bertolani, Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell'Azienda USL di Modena e primario del Servizio di Radiologia dell'ospedale Estense di Modena e di quello di Castelfranco Emilia.
La rete sarà costituita da otto mammografi digitali in grado di colloquiare tra loro e con il Centro Screening di via del Pozzo. A Modena si fanno attualmente tra le 45 mila e le 50 mila mammografie l'anno, circa la metà degli esami eseguiti rientrano nelle campagne di screening rivolti alle donne tra i 50 e i 69 anni per la prevenzione dei tumori al seno.
Le mammografie digitali, una volta memorizzate su dischi magnetici e su DVD, saranno consultabili in tempo reale e quindi facilmente confrontabili con le altre mammografie dalla stessa donna. "La consultazione dei precedenti è fondamentale nella mammografia perché permette di vedere eventuali anomalie", sottolinea il dottor Bertolani. Le immagini digitali permettono di mantenere un elevato standard di qualità, con minore possibilità di errore e potranno essere facilmente spedite attraverso una linea telematica dedicata, in grado di trasmettere immagini ad alta definizione in tempi molto brevi.
Gli otto mammografi di nuovissima generazione saranno installati a Carpi, Mirandola, Pavullo, Sassuolo (nell'ex ospedale di Formigine in prima battuta), a Vignola, all'ospedale Estense di Modena e al Centro Screening di via del Pozzo (due apparecchiature). Saranno macchine 'intelligenti': il modernissimo sistema CAD, Computer Aided Detection, di cui sono dotate, proporrà al radiologo una prima diagnosi della lesione riscontrata.
Da sottolineare, infine, che lo screening mammografico è uno degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 (che raccomanda di estenderlo a tutto il territorio nazionale con periodicità biennale per le donne tra 50 e 69 anni) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (che per alcuni tipi di tumore identifica nello screening di massa la strategia vincente).
Ma anche l'innovazione tecnologica ha un'importanza determinante e il Piano Sanitario Nazionale sottolinea come "la realtà italiana delle tecnologie sanitarie sia caratterizzata da una elevata vetustà delle apparecchiature (l'età media del patrimonio tecnologico del SSN è di oltre 8 anni)". Pone, quindi, tra gli obiettivi "l'individuazione delle priorità di sviluppo delle nuove tecnologie, tenuto conto della necessità di un contestuale rinnovo della base tecnologica esistente e di una diffusione programmata delle alte tecnologie" e il "miglioramento dei processi di gestione e di manutenzione delle apparecchiature biomediche"