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Ausl Modena - Testata per la stampa

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02.07.01

Il termometro della salute dei modenesi

La salute e le condizioni di vita fotografata in uno studio che servirà a programmare gli interventi del Piano per la Salute dei prossimi anni

Come stiamo in provincia di Modena? "Non c'è male, grazie" verrebbe da dire. E' vero che si è sempre più vecchi (età media 43,4 anni) e più soli (una quarto dei nuclei familiari è composto da una sola persona), ma possiamo anche contare su un'elevata speranza di vita (77,2 anni per gli uomini e 83,3 per le donne) e vantare un reddito pro capite medio di 50,7 milioni di lire l'anno (3° posto in Italia), un basso tasso di disoccupazione (3,7%) e un livello d'istruzione tra i più elevati in Italia.

Sono alcuni dei dati che fotografano, per la prima volta in un'unica soluzione e in modo esauriente, le condizioni di vita e lo stato di salute di chi vive in provincia di Modena. Il termometro utilizzato è il Profilo di Salute della provincia di Modena realizzato dalla Conferenza Sanitaria Territoriale come strumento per la definizione degli interventi prioritari da attuare a livello locale per il Piano per la Salute.

Il profilo è stato presentato dal Presidente della Provincia di Modena e Presidente della Conferenza Sanitaria Territoriale Graziano Pattuzzi, dal Sindaco di Modena e Presidente dell'Esecutivo della Conferenza Sanitaria Territoriale Giuliano Barbolini, dal Direttore Generale dell'Azienda USL di Modena Roberto Rubbiani e dal Coordinatore della Commissione Tecnica PPS della Conferenza Sanitaria Territoriale Giuseppe Fattori.

Tornando ai dati, nel campo più specifico della salute chi abita in provincia di Modena ha del proprio stato di salute una percezione che non corrisponde a quello oggettivo che è da considerarsi buono (circa il 30% dichiara di non avere uno stato di salute buono o molto buono e circa il 40% denuncia di avere almeno una malattia cronica). I modenesi hanno a disposizione una rete ospedaliera provinciale che offre interventi assistenziali in modo continuo, attraverso una corretta e completa integrazione col territorio; il tasso di ospedalizzazione è tra i più bassi in regione (meno ricoveri e più cure a domicilio). Il consumo dei farmaci è superiore alla media regionale (Pavullo è il distretto che consuma meno mentre Castelfranco è il distretto che consuma di più).

L'alimentazione è povera di pesce, ricca di carne e formaggi ma con un buon consumo di frutta e verdura. In quanto all'attività fisica il 60% dei modenesi non pratica alcuna attività.

Il 29,3% delle persone con più di 14 anni fuma (un valore superiore alla media nazionale e regionale). Le principali cause di morte nell'anno 1999 sono rappresentate dalle malattie cardiocircolatorie (circa 2800 morti/anno) e dai tumori (circa 2000 morti/anno). Per i tumori il numero di nuovi casi all'anno è inferiore alla media regionale, con una sopravvivenza a cinque anni tra le migliori in Italia e in Europa. Polmone (450 nuovi casi all'anno), mammella (440), stomaco (220) e colon (300) le sedi più colpite.

Il tasso di incidenza dell'Aids (3,6 x 100.000 abitanti a fine '99) è il 7° in regione e il 36° in Italia. La provincia si colloca ai primi posti in regione e in Italia per numero di incidenti stradali in rapporto alla popolazione (4.161 con 121 decessi nel 1999, prima causa di morte sotto i 40 anni); la tendenza è in aumento. Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro nell'industria, commercio e servizi, nel 1999 gli infortuni mortali sono stati 23 (16 dei quali alla guida di veicoli o in itinere). Sempre nel 1999 sono state denunciate 458 malattie professionali nei settori di industria, commercio e servizi.

Infine, si scopre che il 25% dei modenesi guarda la televisione per più di tre ore, il 60% legge i quotidiani. Si va molto a cinema ma il 37% dichiara di non aver mai assistito ad alcun tipo di spettacolo. Diffuso il volontariato (oltre 230 associazioni iscritte al registro provinciale). In campo ambientale il traffico veicolare rappresenta la principale sorgente di inquinamento atmosferico (polveri totali sospese e inquinamento fotochimico estivo ed ozono sono i parametri più critici), per l'acqua non si rileva la presenza in falda di pesticidi e la concentrazione dei metalli pesanti è al di sotto della soglia di attenzione sia ambientale che sanitaria. Sotto costante controllo l'inquinamento da campi elettromagnetici.



Perché è importante conoscere questi e altri dati? Perché la salute è determinata da un complesso di fattori che interagiscono fra loro e in gran parte dagli stili di vita. La novità del Piano per la Salute (PPS) è che per star bene occorre il contributo di tutti, ognuno per la sua parte.

Il PPS prevede tre tipi di azione: migliorare gli stili di vita della popolazione in modo di prevenire l'insorgenza di patologia, individuare i problemi più rilevanti da un punto di vista preventivo e diagnostico-terapeutico (sia in termini di rilevanza che di diffusione), aggredire le patologie sia da un punto di vista sociale che sanitario.

Partendo dalla considerazione che fino ad oggi le Aziende sanitarie e gli Enti Locali hanno già fatto tanto e che c'è un buon livello di servizi come punto di partenza, come individuare per i prossimi anni i bisogni reali rispetto alla domanda di servizi? E' determinante la collaborazione dei cittadini per la programmazione e l'adattamento delle azioni rispetto al territorio. Gli Enti locali hanno il ruolo importante di condurre il processo che porta all'intesa tra l'offerta dei servizi (da parte delle Aziende sanitarie e delle Amministrazioni comunali) e i cittadini e le associazioni di volontariato.

Uno degli strumenti per la programmazione è il Profilo di Salute presentato oggi e approvato la scorsa settimana dalla Conferenza Sanitaria Territoriale, l'organismo di rappresentanza degli Enti Locali (costituitosi il 26 giugno 2000) competente in materia di programmazione sanitaria e di verifica dei risultati. La Conferenza, di cui fanno parte i 47 sindaci della provincia, è presieduta dal Presidente della Provincia Graziano Pattuzzi e si avvale dell'opera di un esecutivo di cui fanno parte i sindaci dei sette comuni capo distretto e presieduto dal Sindaco di Modena Giuliano Barbolini.



Come proseguirà il percorso del Piano per la Salute?

I sindaci dei comuni della provincia, tramite la Conferenza Sanitaria Territoriale, hanno individuato dieci priorità: anziani, incidenti stradali, neoplasie, malattie cardio e cerebrovascolari, infortuni sul lavoro, salute donna, salute infanzia-età evolutiva, Aids, malattie respiratorie, malattie rare. Sono queste le principali aree d'intervento che orienteranno la programmazione e quindi le azioni dei prossimi anni, a partire dal 2002. Lavoreranno per la loro realizzazione dei gruppi provinciali che delineeranno le macro azioni e, quindi, gruppi distrettuali che adatteranno queste azioni a livello locale (verificando cosa è già stato fatto e cosa resta da fare).

In questi giorni si stanno avviando i primi gruppi di programma su anziani, oncologia, malattie cardiovascolari e incidenti stradali.

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

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