Sei in: Home > Comunicazione > Ufficio stampa > Comunicati stampa > 2001 > Giugno > L'assegno di cura può essere erogato solo a determinate condizioni
Lo scorso 5 aprile l'Assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni, ha emesso un atto di indirizzo a tutte le Azienda Sanitarie della Regione, con il quale invita ad estendere l'assegnazione di un contributo in denaro alle famiglie che assistono familiari con patologia oncologica, in condizioni di dipendenza totale o parziale e che, malgrado l'assistenza fornita dal Servizio Sanitario Nazionale, sostengono direttamente delle spese rilevanti.
Il provvedimento s'inquadra nell'ambito più generale delle iniziative a sostegno delle famiglie che accettano di farsi carico della cura di un parente che necessita di assistenza per motivi di età o di malattia. Tra queste iniziative è compreso l'assegno di cura (nato nel 1994 all'interno delle misure previste dalla Legge Regionale n. 5 a tutela delle persone anziane) consistente in un contributo economico che le famiglie con determinate condizioni di reddito potevano ricevere accettando di assistere il parente anziano a casa invece di trasferirlo in una struttura protetta. Trattandosi di un contributo di natura economica, l'assegnazione era condizionata alla valutazione del bisogno assistenziale della persona da accudire e del reddito del nucleo familiare che si faceva carico dell'assistenza.
Nel 2000 questo tipo d'interventi è stato esteso anche alle famiglie con difficoltà economiche che assistono a domicilio pazienti in fase critica. Ammalati, spesso, ma non sempre e non solo, in età avanzata. In tale contesto assume una grande rilevanza, anche numerica, l'assistenza a malati oncologici, che può comportare anche la necessità di sostenere direttamente spese aggiuntive, da parte del singolo o della famiglia.
Il recente provvedimento di aprile ha dunque connotati non sanitari, ma essenzialmente sociali, ed è teso ad estendere ulteriormente il beneficio disciplinato dalla normativa regionale, assegnando il contributo economico previsto anche a chi sostiene spese aggiuntive di carattere prevalentemente farmacologico ed ai loro familiari. Tra queste persone possono essere compresi anche pazienti che hanno adottato la multiterapia Di Bella, il cui numero preciso non è noto alle Aziende Sanitarie Locali.
Il contributo è finalizzato alla reintegrazione delle spese direttamente sostenute per programmi assistenziali e terapeutici, a prevalente contenuto farmacologico, e sarà di entità non superiore alla spesa sostenuta e documentata, fino ad un massimo di 30.000 lire al giorno. Per avere titolo all'assegnazione del contributo, rimangono, ovviamente, i limiti di reddito già indicati nella normativa regionale, aggiornati di anno in anno.
L'Azienda USL di Modena ha inteso rispondere pienamente ai criteri di equità sociale e di attenuazione del disagio che hanno ispirato l'atto di indirizzo dell'Assessorato Regionale. In questo senso anche gli aspetti organizzativi sono stati affrontati in modo da agevolare quanto possibile le richieste di quanti sono interessati. Le domande per ottenere il contributo possono perciò essere indirizzate alla Direzione del Distretto in cui si trova l'ammalato da assistere, allegando l'autocertificazione relativa ai redditi 2000, il piano terapeutico seguito dal paziente ed ogni altro elemento utile a completare la valutazione del caso, che sarà effettuata a domicilio da personale del Dipartimento di Cure Primarie o del Servizio Assistenza di Base. Presso ogni Distretto sanitario è inoltre possibile ottenere informazioni dettagliate e qualificate, contattando gli Uffici Relazioni con il Pubblico o i Servizi Assistenza di Base.
Da quando è stato emanato il provvedimento regionale, fino al 31 maggio, l'Azienda USL ha ricevuto 11 domande per l'attribuzione dell'assegno di cura. Due di queste richieste sono state valutate positivamente, 2 negativamente per mancanza di requisiti sanitari e altre 7 sono attualmente in fase di valutazione.