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Malata e costretta a pagare: alcune precisazioni

Il Servizio Sanitario Nazionale assicura a tutti i cittadini l'accesso alle prestazioni e la continuità di cura

In riferimento all'articolo pubblicato su Il Resto del Carlino venerdì 4 maggio u.s. col titolo "Malata e 'costretta' a pagare" preme formulare alcune osservazioni e rettifiche a quanto erroneamente ed in modo incompleto attribuito al direttore dell'ospedale di Carpi.

Il Servizio Sanitario Nazionale assicura in via istituzionale a tutti i cittadini l'accesso alle prestazioni e la continuità di cura. L'offerta di prestazioni a pagamento in regime libero professionale è una possibilità prevista per legge che favorisce la libertà di scelta del medico da parte del cittadino a parità di modalità e di prestazioni sanitarie.

Queste attività, erogate con oneri a carico del paziente, sono soggette a specifiche tariffe stabilite dai singoli dirigenti liberamente scelti dal cittadino nell'ambito del rapporto fiduciario medico-paziente.

Nel caso specifico, riferito alla realtà carpigiana, le tariffe per attività di visita medica rientrano in un range che varia tra un minimo di 75.000 lire e un massimo di 271.500 lire.

Va infine sottolineato che i medici sono oggi chiamati a erogare le prestazioni attenendosi alle indicazioni delle Società scientifiche. Ciò garantisce al cittadino qualità e omogeneità dei trattamenti diagnostico-terapeutici, sia che si rivolga al professionista durante il suo lavoro come dipendente della struttura pubblica, sia che vi faccia ricorso durante la sua attività come libero professionista all'interno dell'ospedale.

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 
 
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