Nei giorni scorsi presso il Centro di urologia dell'Ospedale Estense di Modena si è tenuto un workshop su "Water Induced Thermotherapy (WIT) nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna", una nuova metodica che serve per il trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna (in parole più semplici un ingrossamento della prostata).
La metodica è molto semplice ed è minimamente invasiva per il paziente. Viene eseguita in regime ambulatoriale, cioè senza essere ricoverati in ospedale, non ha bisogno di anestesia e non determina dolore. In pratica viene inserito un catetere vescicale con due palloncini alle estremità: uno viene gonfiato in vescica e il secondo viene fissato nella prostata. Il catetere viene collegato ad una macchina, chiamata Argomed, che gonfia il palloncino nella prostata con acqua a 62 gradi. Questo determina una necrosi del tessuto prostatico.
All'incontro, coordinato dal professor Maurizio Brausi, primario della divisione di Urologia dell'ospedale Estense e di Carpi, hanno partecipato quindici urologi provenienti da varie regioni italiane. Durante il workshop sono state illustrate due relazioni tecniche e si è intervenuti con la nuova tecnica su due pazienti.
Nel Centro modenese di urologia ogni anno vengono visitati circa mille pazienti che presentano un ingrossamento della prostata. Nella maggior parte dei casi il nuovo trattamento comporta un miglioramento della sintomatologia e della qualità della vita.
Va infine sottolineato che la scelta della sede dell'incontro non è casuale: l'Urologia dell'Estense è uno dei Centri di riferimento europeo per la metodica WIT. In particolare, il professor Brausi, nel 1998, è stato il primo a sperimentarla in Italia.