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L'emergenza denunciata per l'ospedale di Mirandola esiste solo sul giornale

I pazienti ricevono, con la consueta professionalità, tutte le cure necessarie

Nell'ospedale di Mirandola non esiste un'emergenza per l'accoglimento dei pazienti internistici (affetti da patologie che necessitano di ricovero nei reparti di area medica), anche in condizioni di saturazione di posti letto per tale area. Infatti, proprio in virtù della procedura organizzativa contestata nell'articolo, è consentito sempre, tramite i medici del pronto soccorso, l'accoglimento dei pazienti che hanno necessità di essere ricoverati nei reparti internistici presso altri reparti con disponibilità di posti letto, nei i quali il paziente è adeguatamente assistito dal personale.

Si tratta quindi di un temporaneo "appoggio", per un periodo non superiore ad un giorno, e tale gestione è assegnata allo specialista dell'unità operativa di Medicina (o di Cardiologia, oppure di Pneumologia) pur con l'assistenza infermieristica di altra unità operativa.

Tale procedura è pertanto a tutela del paziente e consente il soddisfacimento dei bisogni dell'utente, anche in periodi stagionali di particolare riacutizzazione di alcune patologie che determinano, analogamente a quanto accade nel comprensorio provinciale e nazionale, l'elevato ricorso alla domanda di ricovero.

Questa organizzazione, condivisa con i professionisti dell'ospedale, consente di evitare il ricorso a spazi quali a corridoi o atri e realizza nel contempo l'integrazione funzionale fra le équipe operative dell'ospedale, nell'ambito della continuità assistenziale. Non emergenza, quindi, ma migliore accessibilità ai servizi per il cittadino che così non corre il rischio di essere "abbandonato" in corridoio, come invece spesso accade in altri ospedali italiani.

Rispetto a questa organizzazione non risulta alcuna protesta formalizzata da parte del personale medico e non medico che, ovviamente, assiste con la consueta professionalità il paziente indipendentemente dall'unità operativa che l'ospita.

Per quanto riguarda i pazienti affetti da patologie respiratorie, secondo il giornale "alloggiati" in Area Chirurgica, non risulta che questo sia mai successo. Per i pazienti affetti da patologia cardiologica dal 1° gennaio 2001 i casi sono stati soltanto sei su 300, per brevissimo tempo e sotto il diretto controllo del Primario che ha attestato la congruità dei livelli assistenziali erogati. Questi pazienti erano comunque tutti "stabilizzati" e per essi era richiesto un appoggio in attesa dell'esecuzione di alcune indagini specialistiche da effettuare il giorno successivo. In sostanza non sono mai stati "appoggiati" in altri reparti pazienti cardiologicamente instabili, per i quali sarebbe viceversa indicato e condiviso dal responsabile dell'unità operativa il trasferimento in altri sedi cardiologiche.

Per i riferimenti posti alla dotazione di posti letto di Area Medica e Area Chirurgica si rileva che non sono stati menzionati i sei posti letto assegnati all'Astanteria che integrano la dotazione dei 48 posti letto dell'unità operativa di Medicina. Per l'Area Chirurgica l'attuale dotazione di posti letto, alla luce degli indicatori di attività rilevati per l'anno duemila, è congrua rispetto al dimensionamento posto dal Piano Attuativo Locale (PAL).

Rispetto agli impegni assunti a suo tempo dal Direttore Generale dell'Azienda USL e ribaditi anche nel corso della conferenza stampa presso l'ospedale di Mirandola il 15 febbraio u.s. si rinvia ad una rilettura attenta dei comunicati diffusi a suo tempo dall'Azienda e di quanto scritto e pubblicato dalla stessa corrispondente de Il Resto del Carlino il 16 febbraio u.s.

Comunque, vale forse la pena di rammentare una volta di più che l'incremento di 16 posti letto per l'Unità operativa di Lungodegenza post acuzie sarà reso operativo entro e non oltre la prossima estate. I lavori sono stati ultimati, i collaudi effettuati ed è in corso l'espletamento delle procedure di acquisizione della relativa dotazione organica del personale.

Il progetto per la realizzazione del nuovo Servizio di Dialisi, con incremento di 4 posti letto, procede come previsto. Le procedure di gara per l'aggiudicazione dei lavori sono state già avviate, e il cantiere sarà aperto entro il mese di giugno. L'opera sarà conclusa entro dicembre 2001 e porterà l'ospedale a disporre 13 posti letto di cui uno riservato ai pazienti affetti da patologie infettive. Il progetto è stato anche illustrato ai rappresentanti dell'Associazione degli emodializzati (Aned) della provincia di Modena.

Non è stato mai assunto alcun impegno sull'istituzione del servizio di guardia attiva degli anestesisti, non essendone peraltro previsto l'obbligo, bensì è stato attivato il servizio di guardia interna per le aree Medica e Chirurgica da gennaio del 2001, in linea con la normativa regionale in materia di accreditamento delle strutture ospedaliere.

Il progetto preliminare di ristrutturazione del vecchio padiglione dell'ospedale è già stato effettuato e sono già attive le procedure per l'approvazione del progetto esecutivo.

Per l'acquisto di apparecchiature diagnostiche dal 1998 a tutt'oggi l'Azienda ha investito 1.964.000.000 di lire. Per l'anno 2001, al netto delle donazioni, l'Azienda investirà circa un miliardo e 200 milioni di lire, a testimonianza del costante impegno in questo settore.

Le "gravi carenze d'organico" denunciate nell'articolo si limitano all'ambito anestesiologico: va tuttavia precisato che questa carenza è compensata dalle attività svolte a Mirandola dagli altri anestesisti del Dipartimento. Per quanto riguarda la componente infermieristica, per completare la dotazione prevista di 212 operatori mancano quattro infermieri per i quali sono già attive le procedure di acquisizione attraverso la graduatoria del concorso.

La nuova TAC di ultima generazione, come già avvenuto per altri ospedali della provincia, sarà acquisita grazie al contributo spontaneo di cittadini e imprese locali: la sostituzione dell'apparecchiatura attualmente in uso era già prevista dal 2000 per l'anno 2001.

In conclusione, il valore dell'ospedale di Mirandola, per il volume di attività e la professionalità che esprime, sicuramente esclude il timore paventato di trasformazione in una "succursale" dell'ospedale in costruzione a Baggiovara, la cui distanza e la cui vocazione rendono quantomeno originale questa previsione.

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 
 
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