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Dipendenze patologiche

Responsabile: dr. Claudio Ferretti

 

"Settore di coordinamento delle attività di programmazione e assistenza riferite alle dipendenze patologiche"

Il Settore è la struttura funzionale che garantisce a livello aziendale, nell'ambito del Dipartimento Salute Mentale, l'unitarietà della programmazione, dell'organizzazione e della valutazione dei processi assistenziali. Più in particolare, il Settore:

 
  • è l'interlocutore naturale per l'Ufficio Tossicodipendenze della Regione, per l'Azienda, per il DSM, per il Privato Sociale, per l'Università e per gli Enti locali e per la Conferenza Sanitaria Territoriale, nel senso che interagisce e interloquisce con queste istanze affinché l'area funzionale sia qualitativamente e quantitativamente adeguata ai bisogni dell'utenza locale e omogenea sia al suo interno, sia con le altre analoghe della regione; 
  • definisce, quindi, le linee guida per la buona pratica clinica e assistenziale in ambito medico - infermieristico, psicologico, socio - educativo e mette a punto i relativi strumenti di valutazione; 
  • opera per la buona organizzazione dell'intero Sistema dei Servizi; 
  • contratta e definisce il budget aziendale centralizzato per Enti Ausiliari convenzionati del Sistema dei Servizi e per le Case di Cura private; 
  • organizza e promuove tutte le attività di formazione, aggiornamento professionale permanente, studio, didattica e ricerca; 
  • gestisce l'Osservatorio Aziendale sulle tossicodipendenze.
 

Il responsabile di Settore assolve ai compiti di:

 
  • tenere i contatti con l'Ufficio regionale tossicodipendenze e partecipare al GTCR (Gruppo Tecnico Consultivo Regionale); 
  • coordinare il CTT (Coordinamento Tecnico Territoriale del Sistema dei Servizi); 
  • rappresenta il Settore all'interno del DSM, col quale contratta - se ha competenze gestionali - il budget e all'interno del quale contribuisce a definire i principi generali della collaborazione tra i diversi settori (Assistenza psichiatrica, NPI, Settore Psicologia); 
  • è responsabile (almeno attualmente) del Progetto Regionale Tabagismo; 
  • tiene i rapporti, per la didattica, la formazione e la ricerca, con l'Università.
 

Il Settore Dipendenze Patologiche lo si può immaginare come articolato in sei Unità Operative, i SerT, aggregate in tre Servizi di Area (Nord, Centro, Sud) interdistrettuale. Ne risultano tre livelli funzionali: del Settore, delle Aree, dell'Unità Operativa.
L'Unità Operativa SerT è la struttura distrettuale di base che ha il compito di produrre i servizi attraverso la necessaria integrazione con le diverse componenti assistenziali e sociali localmente presenti nel territorio di riferimento. Il SerT distrettuale, in sostanza, eroga materialmente le diverse prestazioni - nei campi della prevenzione, cura e riabilitazione - agli utenti di tutti i tipi.

In particolare il SerT, con risorse adeguate alle esigenze dell'utenza, garantisce:

 
  • l'accettazione, la presa in carico, l'osservazione terapeutica e la definizione di un profilo diagnostico; 
  • la proposta e lo sviluppo di un percorso terapeutico riabilitativo individualizzato che si avvalga, se possibile, di un ampio ventaglio di trattamenti (farmacologici, psicologici, assistenziali, educativi, riabilitativi ecc.) 
  • la prevenzione primaria e l'educazione alla salute, quella secondaria (facilitazione dell'accesso al servizio) e quella terziaria e a bassa soglia; 
  • collaborazione con altri soggetti istituzionali: altri servizi dell'AUSL, ospedalità privata, Enti Ausiliari del Sistema dei Servizi, servizi sociali dei Comuni, cooperazione sociale, volontariato, ecc. ecc.
 

"Dipendenze Patologiche": appunti sulle funzioni distrettuali (Unità Operativa SerT), interdistrettuali (Servizio Interdistrettuale di Area) e aziendali (Settore Dipendenze Patologiche)"

Il Settore Dipendenze Patologiche lo si può immaginare come articolato in sei Unità Operative, i SerT, aggregate in tre Servizi di Area (Nord, Centro, Sud) interdistrettuale. Ne risultano tre livelli funzionali: del Settore, delle Aree, dell'Unità Operativa.

L'Unità Operativa SerT è la struttura distrettuale di base che ha il compito di produrre i " ... servizi attraverso la necessaria integrazione con le diverse componenti assistenziali e sociali localmente presenti nel territorio di riferimento ..." (v. deliberazione n°84). Il SerT distrettuale, in sostanza, eroga materialmente le diverse prestazioni - nei campi della prevenzione, cura e riabilitazione - agli utenti di tutti i tipi.

In particolare il SerT, con risorse adeguate alle esigenze dell'utenza, garantisce:

 
  • l'accettazione, la presa in carico, l'osservazione terapeutica e la definizione di un profilo diagnostico; 
  • la proposta e lo sviluppo di un percorso terapeutico riabilitativo individualizzato che si avvalga, se possibile, di un ampio ventaglio di trattamenti (farmacologici, psicologici, assistenziali, educativi, riabilitativi ecc.) 
  • la prevenzione primaria e l'educazione alla salute, quella secondaria (facilitazione dell'accesso al servizio) e quella terziaria e a bassa soglia; 
  • collaborazione con altri soggetti istituzionali: altri servizi dell'AUSL, ospedalità privata, Enti Ausiliari del Sistema dei Servizi, servizi sociali dei Comuni, cooperazione sociale, volontariato, ecc. ecc.
 

Ogni SerT deve avere un (medico) dirigente responsabile (distinto dal responsabile di area) a cui toccano, come compiti principali, quelli di far funzionare l'équipe interprofessionale e di tenere i rapporti col direttore del distretto e col responsabile di Area.

Il responsabile SerT:

 

dirige localmente il lavoro d'équipe per gli aspetti clinici, favorendo l'integrazione delle diverse professionalità, secondo le linee guida del Settore e sovrintende ai diversi aspetti materiali dell'organizzazione del lavoro: orari di servizio, di apertura e di lavoro, congedi degli operatori, ecc. 
concerta col direttore del distretto il budget del servizio; 
raccoglie i dati utili al monitoraggio e alla valutazione delle attività svolte ed elabora una relazione annuale; 
collabora col responsabile di Area e/o col responsabile locale del DSM.

 

Le Unità Operative SerT, come visto, rappresentano la cellula operativa e organizzativa del Settore DD. Poiché, tuttavia, ogni singolo SerT, specie quelli più piccoli, dispone di un gruppo di lavoro piuttosto esiguo, non si può immaginare la sua piena autonomia, se non a rischio di un certo isolamento e di un'inconsistenza istituzionale. Pare, quindi, opportuno prevedere che, col parere favorevole dei direttori di distretto, queste cellule possano aggregarsi per formare entità di maggior spessore in termini di risorse, di organizzazione, di cultura operativa, ecc.

Da ciò deriva la necessità di un'integrazione delle diverse unità operative in Aree interdistrettuali, identificate e definite in base a criteri geografici e affinità organizzative:

 
  • Area Nord, costituita dalle unità operative dei distretti sanitari di Carpi e Mirandola; 
  • Area Centro, costituita dall'unità operativa maggiore del comune capoluogo, ma che è destinata a rispondere alle esigenze dei due distretti di Modena e Castelfranco E.;
  • Area Sud. Costituita dalle unità operative dei distretti sanitari di Sassuolo, Vignola e Pavullo.
 

Le funzioni del servizio interdistrettuale di ciascuna Area riguardano:

 
  • assicurare l'ottimizzazione organizzativa e l'equità territoriale nella distribuzione delle risorse e nell'offerta di prestazioni; 
  • promuovere un'omogenea applicazione locale delle linee guida, delle procedure e dei protocolli per una buona pratica clinica, secondo le indicazioni elaborate dal Settore e/o dal Dipartimento SM; 
  • contribuire alla costituzione, a livello di Area interdistrettuale, del DSM di Area.
 

In ciascuna delle tre Aree interdistrettuali deve essere individuato un dirigente responsabile di Area (diverso dal resp. di unità operativa e dal resp. del Settore) che svolga i seguenti compiti:

 
  • garantire l'omogenea erogazione delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, in modo più o meno decentrato o accentrato, secondo il miglior compromesso tra risorse esistenti, esigenze organizzative e bisogni dell'utenza; 
  • assicurare l'adattamento e l'applicazione locale di linee guida, procedure e protocolli relativi agli aspetti sia organizzativi, sia clinici; 
  • contribuire all'elaborazione e realizzazione di progetti speciali di Area; 
  • definire, d'intesa coi responsabili dei SerT e dei Distretti, il corretto utilizzo delle risorse assegnate, con particolare riferimento ai problemi relativi alla mobilità, alle temporanee carenze di personale assenze per malattia o congedo, alla necessità di apertura nei festivi, ecc. ecc.; 
  • collaborare alla gestione di strutture a valenza sovradistrettuale come la C. T. di Marzaglia (Area Nord), il C. Diurno di Colombarone e l'appartamento di rientro protetto (Area Sud); 
  • creazione di un centro unico di prenotazione per Area per l'utilizzo ottimale; programmato e monitorato, della quota di spesa assegnata annualmente tramite budget aziendale centralizzato per gli invii in strutture del sistema dei servizi (CC. TT., COD, Case di Cura, ecc.); 
  • coordinare a livello interdistrettuale la formazione e l'aggiornamento del personale dipendente e non (tirocinanti, volontari, ecc.); 
  • contribuire a sviluppare, a livello di Area, l'integrazione funzionale tra servizi (dell'AUSL e convenzionati del Sistema) nell'ambito delle indicazioni del DSM e in   accordo con (l'eventuale) responsabile locale del DSM stesso, o svolgendo queste funzioni; 
  • rappresentare l'Area nel CTT e nel DSM; 
  • redigere una reazione annuale di Area.
 

Il Settore è la struttura funzionale che garantisce a livello aziendale, nell'ambito del DSM, l'unitarietà della programmazione, dell'organizzazione e della valutazione dei processi assistenziali. Più in particolare, il Settore:

 
  • è l'interlocutore naturale per l'Ufficio Tossicodipendenze della Regione, per l'Azienda, per il DSM, per il Privato Sociale, per l'Università e per gli Enti locali e per la Conferenza Sanitaria Territoriale, nel senso che interagisce e interloquisce con queste istanze affinché l'area funzionale sia qualitativamente e quantitativamente adeguata ai bisogni dell'utenza locale e omogenea sia al suo interno, sia con le altre analoghe della regione; 
  • definisce, quindi, le linee guida per la buona pratica clinica e assistenziale in ambito medico - infermieristico, psicologico, socio - educativo e mette a punto i relativi strumenti di valutazione; 
  • opera per la buona organizzazione dell'intero Sistema dei Servizi; 
  • contratta e definisce il budget aziendale centralizzato per Enti Ausiliari convenzionati del Sistema dei Servizi e per le Case di Cura private; 
  • organizza e promuove tutte le attività di formazione, aggiornamento professionale permanente, studio, didattica e ricerca; 
  • gestisce l'Osservatorio Aziendale sulle tossicodipendenze.
 

Il responsabile di Settore (diverso dal responsabile di Unità Operativa e dal resp. di Area) assolve ai compiti di:

 
  • tenere i contatti con l'Ufficio regionale tossicodipendenze e partecipare al GTCR (Gruppo Tecnico Consultivo Regionale); 
  • coordinare (almeno fino ad ora, salvo diverse decisioni della Conferenza sanitaria Territoriale) il CTT (Coordinamento Tecnico Territoriale del Sistema dei Servizi); 
  • rappresenta il Settore all'interno del DSM, col quale contratta - se ha competenze gestionali - il budget e all'interno del quale contribuisce a definire i principi generali della collaborazione tra i diversi settori (Assistenza psichiatrica, NPI, Settore Psicologia); 
  • è responsabile (almeno attualmente) del Progetto Regionale Tabagismo; 
  • tiene i rapporti, per la didattica, la formazione e la ricerca, con l'Università.

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