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Un laser ad Olmio (Laser ad Holmium) consentirà di eseguire interventi chirurgici ancora più precisi e meno invasivi su prostata, calcoli, stenosi ed altre patologie. L'apparecchiatura (costo 220 milioni di lire) è stata donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi all'Unità Operativa di Urologia dell'ospedale Ramazzini. L'Azienda USL, con 36 milioni di lire, ha dotato il laser di un accessorio e delle fibre ottiche necessarie per effettuare interventi anche in endoscopia. Con questa ultima apparecchiatura il valore del patrimonio tecnologico dell'ospedale di Carpi, frutto anche di tante donazioni da parte di privati, raggiunge complessivamente 31 miliardi e mezzo di lire. Alla conferenza stampa di presentazione della donazione erano presenti il Direttore Generale dell'Azienda USL di Modena Roberto Rubbiani, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Leo Goldoni, il Direttore del Presidio Ospedaliero Giorgio Mazzi, il Direttore sanitario dell'ospedale Ramazzini Anne Marie Pietrantonio, il Primario delle Unità operative di urologia dell'ospedale Estense e dell'ospedale Ramazzini Maurizio Brausi, il Responsabile del Servizio Ingegneria Clinica dell'Azienda USL di Modena Massimo Garagnani e l'Assessore ai servizi sociali del Comune di Carpi Nicola Marino. Rispetto ad altri sistemi laser analoghi quello ad Ho:Yag (olmio-yag) consente contemporaneamente di tagliare, asportare e coagulare i tessuti con la massima efficienza. Grazie alle caratteristiche della lunghezza d'onda utilizzata, la sua radiazione può essere trasmessa tramite fibre ottiche, consentendone l'utilizzo in applicazioni endoscopiche.
La reale mini invasività degli interventi consente un più rapido recupero del paziente, con una riduzione della durata media della degenza. Il modello donato è l'unico ad avere ottenuto l'approvazione dell'ente americano di controllo dei dispositivi medici, la FDA, per la resezione della prostata. Particolare attenzione, inoltre, è stata prestata alla installazione in sicurezza del laser ad Olmio-Yag nella sala operatoria dedicata del reparto di urologia con l'obiettivo di garantire agli operatori ed ai pazienti un ambiente con le maggiori condizioni di sicurezza possibili. Diversi i campi di applicazione del nuovo laser, a partire dall'ipertrofia (ingrossamento) benigno della prostata, per la quale si può parlare di una vera e propria rivoluzione terapeutica. Quando questa patologia (una delle più diffuse nell'uomo di età superiore ai 60 anni) provoca una vera e propria ostruzione urinaria, la terapia medica non sempre è in grado di risolvere il problema ed è necessario quindi ricorrere alla chirurgia a cielo aperto o endoscopica. Con il laser a Olmio la guarigione è più rapida e la degenza ospedaliera post-operatoria è ridotta a 24 ore (contro le 72/96 ore della resezione endoscopica tradizionale). Altro vantaggio la soluzione dei problemi legati al sanguinamento: non ci sarà più bisogno di trasfusioni, con riduzione dei rischi per i pazienti cardiopatici e per quelli con problemi di coagulazione. Sarà significativamente inferiore anche l'utilizzo di farmaci antidolorifici dopo l'intervento. Nel 2000 ben 140 delle 1167 persone ricoverate nell'Unità operativa di Urologia di Carpi erano affette da ipertrofia prostatica benigna. Nel 2001 si prevede di utilizzare il nuovo laser su circa 100 pazienti affetti dalla stessa patologia. In quanto alle calcolosi delle vie urinarie il laser ad Olmio è in grado di polverizzare qualsiasi calcolo vescicale ureterale e renale mediante l'utilizzo mini-invasivo endoscopico di strumenti rigidi e flessibili e l'ausilio di fibre molto piccole. Con la nuova apparecchiatura, l'Unità operativa di Urologia di Carpi dispone oggi di tutti i tipi di energie disponibili per la frantumazione dei calcoli: onde d'urto extracorporee (ESWL), energia balistica, energia elettroidraulica e laser. Nel corso del 2001 si prevede di trattare con la nuova tecnologia circa 100/120 pazienti (nel 2000 sono stati trattati per via endoscopica circa 150 pazienti affetti da calcolosi della vescica e dell'uretere e 22 pazienti per via percutanea. I trattamenti extracorporei con onde d'urto sono stati 162).
Il sistema laser ad Olmio permette di trattare anche le neoplasie superficiali della vescica e delle vie escretrici superiori e le stenosi dell'uretra e del giunto pielo-ureterale (dieci gli interventi previsti nel corso del 2001). Dal punto di vista scientifico è da segnalare che nel corso del 2001 l'Unità operativa di Urologia dell'Ospedale di Carpi parteciperà attivamente ad uno studio prospettico randomizzato multicentrico per verificare l'efficacia nella pratica clinica della nuova tecnologia, rispetto ad altre metodiche. Allo studio (patrocinato dalla "Endourological Society" e dall'Associazione Urologi Ospedalieri Italiani) partecipano 10 Centri Urologici italiani in possesso di tale tecnologia.
Oltre alle prospettive e ai benefici attesi grazie alle applicazioni in campo urologico la nuova tecnologia trova possibilità di utilizzo anche nell'ambito di altre discipline chirurgiche quali ortopedia, principalmente in campo artroscopico (artroscopia di spalla, ginocchio e polso per interventi di meniscectomia, controplastica, sinobiectomia), otorinolaringoiatria (per trattamento di adenoidi, turbinati e polipi), ginecologia (ablazione di tessuti molli, miomi, ecc.) e chirurgia (principalmente per interventi in laparoscopia).