Sei in: Home > Comunicazione > Ufficio stampa > News > 2004 > Marzo > Mamme, se donate il cordone ombelicale di vostro figlio potete salvare un bambino
Se una mamma dona il cordone ombelicale del suo bambino può salvare la vita di altri bambini. Ad esempio uno dei circa 400 bambini che ogni anno, in Italia, sono colpiti dalla leucemia. Se tutte le circa 6.000 donne che ogni anno partoriscono in provincia di Modena acconsentissero a questa donazione, si potrebbe contare su circa 600 sacche di prezioso sangue contenente cellule staminali (emopoietiche) per la cura di linfomi, leucemie, tumori solidi e altre malattie ematologiche. Seicento sacche e non seimila perché, parafrasando una canzone di Gianni Morandi, solo una su dieci ce la fa, solo il sangue di un cordone su dieci donne che hanno aderito alla donazione supera tutti i test e, alla fine, risulta idoneo. Con la consapevolezza di quanto sia importante vincere questa sfida per la vita, in occasione della festa dedicata alle donne è stato presentato un team di partner ancora più agguerrito che in passato per portare avanti il progetto "Una vita per la vita: mamma due volte".
La prima novità è che da marzo tutti i Punti Nascita, e cioè tutti i reparti di Ostetricia, della provincia raccolgono il sangue del cordone ombelicale delle donatrici. Alle Ostetricie del Policlinico, dell'ospedale di Carpi e di quello di Sassuolo, si aggiungono infatti quelle degli ospedali di Mirandola e di Pavullo. La rete è così completa. L'altra novità è che a fianco dell'Azienda USL col Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia-Salute Donna, dell'Azienda Policlinico con la Clinica Ginecologica-Ostetrica e il Servizio di Medicina Trasfusionale, dell'ASEOP (Associazione per il Sostegno della Ematologia e Oncologia Pediatrica) scende in campo anche la "Fondazione Patrizio Paoletti per lo Sviluppo" e la Comunicazionedi Assisi. Non solo operatori sanitari e volontari, quindi, ma anche esperti in dinamiche relazionali e di comunicazione. La Fondazione Paoletti sta curando, in particolare, la formazione degli operatori delle sale parto per migliorare ulteriormente la comunicazione tra operatori e donne in attesa, con l'obiettivo di una maggiore "umanizzazione" del percorso nascita.
Qual è l'obiettivo? Aumentare le donazioni che potrebbero essere molte di più anche se i risultati sono già lusinghieri da quando, alla fine del 2002, è stata attivata la Banca del Sangue del Cordone Ombelicale presso il Servizio di Medicina Trasfusionale. Nel 2003 alla Banca dei cordoni del Servizio trasfusionale di Modena è arrivato, complessivamente, il sangue di 294 cordoni ombelicali in sacche sterili (176 dall'ostetricia di Modena, 89 da quella di Carpi e 29 da quella di Sassuolo). Di queste sacche 207 sono state scartate (115 di Modena, 71 di Carpi e 21 di Sassuolo) e 87 sono state congelate (61 di Modena, 18 di Carpi e 8 di Sassuolo). Circa il 45 per cento dei cordoni è stato scartato perché aveva poche cellule. Circa il 30 per cento è stato scartato perché aveva una scarsa quantità di sangue. Il sangue contenuto nel cordone ombelicale è ricco di cellule staminali e può essere impiegato con le stesse finalità del trapianto di midollo osseo. Le cellule staminali, come è ormai noto, se opportunamente stimolate sono capaci di generare tutte le linee cellulari del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine. Tra i vantaggi dei trapianti di sangue di cordone ombelicale c'è il rischio minimo di rigetto. Il limite principale è il basso numero di cellule staminali ricavabili da un funicolo, il che limita la donazione solo a bambini di peso non superiore a 40-50 chili.
E' evidente, quindi, che occorrono più donatrici. Ogni mamma, al termine di una gravidanza fisiologica, purché non affetta da malattie genetiche e/o da malattie infettive trasmissibili con il sangue, può diventare protagonista di questo importante gesto di solidarietà. E' sufficiente presentarsi in ospedale, possibilmente qualche settimana prima del parto, per effettuare un colloquio di screening con un medico ostetrico-ginecologo. Al momento del parto (o del taglio cesareo), dopo il taglio del cordone ombelicale, il sangue viene prelevato dalla parte del funicolo inserito sulla placenta e messo in un'apposita sacca sterile. Tutto ciò non comporta, come è facilmente comprensibile, alcun rischio né per la donna, né per il suo bimbo. Il contenuto della sacca e un prelievo di sangue materno sono quindi analizzati e valutati dal Servizio Trasfusionale del Policlinico di Modena. La sacca, se idonea, viene congelata. Dopo 6 mesi (periodo finestra per evidenziare eventuali patologie infettive) il Servizio Trasfusionale, coadiuvato da ASEOP, ricontatta la donatrice per un nuovo prelievo ed un ulteriore controllo e per certificare il buono stato di salute del bimbo. La sacca viene quindi inviata all'Emilia Romagna Cord Bank (la banca regionale con sede a Bologna) e i dati alimentano il registro regionale e mondiale dei donatori di midollo e banche cordonali, in attesa di soddisfare la richiesta di un paziente compatibile.
Per informazioni sulla donazione del cordone ombelicale si può telefonare ai seguenti numeri:
MODENA
Clinica Ginecologica - Ostetrica
Tel. 059.4222551 - 059.4224169 - dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00
CARPI
Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia
Tel. 059.659753 - dal martedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00
MIRANDOLA
Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia
Tel. 0535.602247 - dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 20.00
PAVULLO
Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia
Tel. 0536.29211 - dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00
SASSUOLO
Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia
Tel. 0536. 863355 - dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00
SERVIZIO DI MEDICINA TRASFUSIONALE
Tel. 059 422 2459 - 059 422 2920
ASEOP
Tel. 059 370 640