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Una rete provinciale per la cura dell'ictus: un convegno a Carpi

La Stroke unit del Ramazzini sarà attivata entro maggio

Una nuova unità dedicata alla sorveglianza e terapia di pazienti colpiti da ictus. E' stata realizzata nell'ospedale di Carpi e sarà attivata in maggio. L'unità si inserisce all'interno di una rete provinciale che ha l'obiettivo di realizzare un modello regionale di cure dedicate, o "Stroke Care", in grado di curare i pazienti affetti da ictus.

La nuova struttura (Stroke unit) è stata allestita anche grazie ad importanti donazioni di apparecchiature da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, di alcuni enti, associazioni e singoli cittadini e sarà presentata domani nel corso del convegno scientifico "Dalla stroke care all'unità ictus di Carpi". L'evento, organizzato dall'Unità operativa di Neurologia ospedale di Carpi, si terrà nella Sala del '600 (via S. Chiara, 18) con inizio dei lavori alle 8.30. Apriranno il convegno gli interventi del Direttore generale dell'Azienda USL di Modena Roberto Rubbiani, del Direttore del presidio ospedaliero provinciale Giorgio Lenzotti e del Sindaco di Carpi Enrico Campedelli. I moderatori saranno il Direttore sanitario dell'ospedale di Carpi Annemarie Pietrantonio e il Direttore dell'Unità operativa di Neurologia dell'ospedale di Carpi Gabriele Greco. Interverranno anche il Direttore sanitario dell'Azienda USL di Modena Stefano Cencetti e il Direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera Policlinico Licia Petropulakos che illustreranno il modello organizzativo di assistenza all'ictus in ambito provinciale.

In provincia di Modena, nel 2005, 3.022 persone sono state ricoverate a causa di un ictus, di cui (per l'Area Nord) 440 a Carpi, 246 a Mirandola e 47 a Finale Emilia. Statisticamente l'ictus cerebrale rappresenta la malattia neurologica più frequente: sulla base di studi epidemiologici recenti è stato calcolato che ogni anno nei paesi industrializzati, su una popolazione di un milione di abitanti, circa 2.400 persone ricorrono ad una struttura di cura a causa della comparsa di un primo ictus cerebrale (1.800) o di una recidiva (600).

Attualmente l'ictus rappresenta la terza causa di morte dopo le neoplasie e le malattie cardiovascolari, e sempre all'ictus è correlato il 10-12 per cento di tutti i decessi. L'ictus è inoltre una importante causa di disabilità: il 40-50 per cento dei pazienti che sopravvivono perdono in modo definitivo la propria autonomia.

La rilevanza del problema, in termini clinici e sociali, ha indotto l'Azienda USL di Modena, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Policlinico, a sviluppare una rete integrata su base provinciale, che oltre alle Unità ictus di Carpi e del Nuovo ospedale S. Agostino-Estense di Modena, prevede il coinvolgimento di tutte le Unità operative (con posti letto dedicati) deputate al trattamento dei pazienti con ictus presenti presso gli ospedali di Pavullo, Sassuolo, Vignola e Mirandola. All'interno di queste unità operano gruppi di professionisti secondo modalità indicate dal documento regionale "Stroke care". L'obiettivo è la realizzazione di un modello di cure dedicate che, come documentato da numerosi studi scientifici, costituisce il modello più efficace per ridurre mortalità e morbilità residue. L'assistenza non è fatta solo di un luogo fisico, come può essere l'unità ictus, bensì di una modalità complessiva di assistenza che prevede l'intervento di professionisti medici, infermieri e fisioterapisti. Inoltre, la rete provinciale si articola su più livelli ed approcci assistenziali che coinvolgono medici ospedalieri e medici di famiglia. Tale rete ha il compito di realizzare iniziative utili per una valida prevenzione a livello territoriale ed ospedaliero, organizzare modalità di assistenza territoriali mirate alla migliore gestione dell'evento acuto, attivare percorsi dedicati e modalità di assistenza post-acuzie.

L'Unità ictus dell'ospedale di Carpi è destinata al trattamento di pazienti con ictus di gravità media e medio-elevata e garantirà la gestione tempestiva e ottimale degli aspetti inerenti alla diagnosi, al trattamento ed al monitoraggio non invasivo dei pazienti, integrati con la gestione degli aspetti riferiti alla riabilitazione precoce per il ripristino delle funzioni motorie.

L'Unità ictus è dotata di sei posti letto con monitor per il controllo continuativo delle funzioni cardio-circolatorie dei pazienti in condizioni critiche, e sorvegliati dagli operatori, la cui postazione di lavoro è stata predisposta in posizione centrale. Gli spazi sono stati ottenuti all'interno della Unità operativa di Neurologia, con un intervento di ristrutturazione che ha coinvolto tre stanze di degenza per ottenere un'area centrale che accoglie la postazione di controllo degli operatori e due posti letto destinati a pazienti in condizioni particolarmente critiche e due aree laterali dotate ognuna di due posti letto. La divisione tra le tre aree avviene con delle pareti attrezzate con vetrate, che consentono nello stesso tempo la separazione e la sorveglianza continua dei pazienti da parte degli operatori. Ogni area è dotata di bagno autonomo dimensionato ed attrezzato per persone disabili. L'intervento, iniziato il 14 luglio 2005, ha comportato la ristrutturazione ed adeguamento dei locali (circa 200 metri quadrati) e la realizzazione degli impianti ad essi dedicati.

Il costo dei lavori e degli arredi è stato di 206 mila euro finanziato dall'Azienda USL di Modena. All'Unità ictus sono state, inoltre, donate numerose attrezzature per un valore complessivo di 176.500 euro. In particolare, la Fondazione Cassa di Risparmio Carpi ha donato un elettromiografo (valore circa 50 mila euro), uno stimolatore magnetico (valore circa 18 mila euro) e quattro monitor (valore circa 30 mila euro). Un gruppo di donatori (Associazione malati oncologici, circoli Arci di Migliarina e Budrione e il sig. Mantovani Luciano) ha acquistato due monitor (valore 19.500 euro). Un altro gruppo (Denny Rose, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Unicredit Banca Carpi) ha donato un ecografo portatile (valore 35 mila euro). Infine, Radio Bruno e la Nazionale italiana cantanti hanno donato sei letti "Hill-Rom avantguard" del valore di 24.000 euro.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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