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  • Newsletter epidemiologica - n.3 Dicembre 2011
 
Immagine della testata della newsletter epidemiologica Modena in Salute del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena

Newsletter epidemiologica - n.3 Dicembre 2011
A cura del Servizio Epidemiologia e Comunicazione del rischio
Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Modena

 

Le nuove diagnosi di infezione da HIV in provincia di Modena

I dati dell'Osservatorio provinciale AIDS. Anni 1985-2010

 

Sommario:

  1. Le nuova diagnosi di infezione da HIV
  2. Le caratteristiche dell'infezione da HIV in sintesi
  3. Il ritardo di diagnosi
  4. L'AIDS in provincia di Modena
  5. La mortalità per AIDS in Emilia-Romagna
  6. Rafforziamo le difese contro l'HIV/AIDS!
  7. Sitografia

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero:
- Servizio Epidemiologia e Comunicazione del rischio
- Clinica Malattie Infettive e Servizio Virologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena

 
 
 
 

Le nuove diagnosi di infezione da HIV

Nell'anno 2010 sono stati notificati all'Osservatorio 59 nuovi casi di HIV nei residenti in provincia di Modena.

 
 
 
Immagine di tabella contenente le notifiche di infezione da HIV per genere nei residenti in provincia di Modena - Anni 1985-2010
 
 
 
 

Le caratteristiche dell'infezione da HIV in sintesi

Trend sostanzialmente stabile nell'ultimo decennio: il numero medio di notifiche nell'ultimo decennio è di circa 59 casi.

 
 
 
Immagine di grafico con l'andamento nelle notifiche per infezione da HIV nei residenti in provincia di Modena - Anni 1985-2010
 
 
 
 

La trasmissione per via sessuale è di gran lunga la prevalente (89% nell'ultimo triennio). L'HIV è quindi ora da considerare una malattia sessualmente trasmessa (MST). E' opportuno quindi ragionare in termini di prevenzione primaria, di comportamenti a rischio, indipendentemente dall'appartenenza a questa o quella categoria.

 
 
Immagine di grafico con la distribuzione percentuale per modalità di trasmissione delle notifiche da infezione da HIV - Residenti in provincia di Modena - Triennio 2008-2010
 
 
 

Progressivo aumento dell'età al momento della segnalazione: si è passati da un'età mediana di 23 anni per gli uomini e 22 per le donne nel 1985 a rispettivamente di 39 e 42 anni nel 2010.
 
La classe d'età più interessata è quella fra i 30 e i 49 anni, seguita da quella sotto i 30 anni; per entrambe si osserva nell'ultimo decennio una sostanziale stabilità dei tassi di incidenza di HIV (il numero di nuovi casi identificati ogni anno per 100.000 abitanti). E' in lento aumento, anche se ancora con valori inferiori, il tasso delle persone con 50 anni o più.

 
 
Immagini di grafico riportante l'andamento dei tassi grezzi di incidenza (per 100.000 ab.) delle notifiche di infezione da HIV
 
 

Il numero delle notifiche dipersone immigrate da paesi extracomunitari ad alta endemia rappresenta circa il 41% delle nuove notifiche nell'ultimo triennio. Confrontando i tassi di incidenza nella popolazione straniera dell'ultimo triennio con quelli precedenti si assiste a una riduzione, in parte dovuta all'incremento della popolazione residente straniera. Tra gli immigrati il numero di notifiche è leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini. La maggior parte dei casi osservati negli stranieri proviene dall'Africa sub Sahariana e dall'Africa meridionale, dove l'infezione da HIV è endemica ed assume elevati livelli di diffusione.

 
 
Immagine di grafico dei tassi grezzi di incidenza (per 100.000 abitanti) di notifiche di infezione da HIV nei residenti italiani e stranieri in provincia di Modena - Anni 2003-2010
 
 
 
 

Il ritardo di diagnosi

Ancora troppe persone fanno il test tardivamente: questo comporta un ritardo nella diagnosi da infezione di HIV,  che in provincia di Modena è simile a quello regionale; infatti circa il 50% effettua il test tardivamente con una situazione immunitaria compromessa e che necessita della terapia farmacologia. E' necessario quindi continuare a promuovere la corretta percezione del rischio e facilitare l'adesione al test.

 
 
 
Diagnosi tardive nella popolazione studiata - Anni 1992-2010
 
 

Advanced HIV Disease Presenters (AHDP) - persone che accedono ai Servizi sanitari con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cellule/mm3, oppure persone che all'accesso presentavano già un quadro clinico di AIDS, indipendentemente dalla conta dei linfociti CD4. Questa categoria è compresa anche nella successiva.
 
Late Presenters (LP) - persone che accedono ai Servizi sanitari con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cellule/mm3, oppure persone che all'accesso presentavano già un quadro clinico di AIDS, indipendentemente dalla conta dei linfociti CD4.

 
 
 
 

L'AIDS in provincia di Modena

In provincia di Modena nell'ultimo quinquennio sono stati diagnosticati in media circa 15 nuovi casi di AIDS all'anno (5 nel 2010, valore quest'ultimo non attendibile a causa del ritardo di notifica al Centro Operativo AIDS - COA). Complessivamente in provincia di Modena sono ammalati di AIDS quasi 36 persone su 100.000 abitanti (tasso di prevalenza), valore leggermente inferiore a quello regionale (circa 41).
I decessi nel 2010 sono stati 8, per un totale di 494 dal 1985.

 
 
 
Immagine di grafico con l'andamento dei nuovi casi di AIDS e dei decessi per AIDS
 
 

* i decessi per AIDS del 2009 e del 2010 sono stati classificati con ICD-10

 
 
Immagine della mappa dei tassi di incidenza stimati per 100.000 abitanti dei casi di AIDS notificati nell'anno 2010 per provincia di residenza  (Fonte: COA-ISS)
 
 
 
 

La mortalità per AIDS in Emilia-Romagna

Com'è noto, l'epidemia di AIDS ha caratterizzato il decennio 1985-1995, con un crescendo drammatico di nuovi casi e di decessi. L'avvento delle nuove terapie ha grandemente ridotto la mortalità e ridimensionato l'incidenza. Il quadro attuale della patologia in Emilia-Romagna è tuttora caratterizzato da forti chiaroscuri: sono colpiti molto di più gli uomini che le donne, i nati fra la fine degli anni '50 e gli anni '60, i residenti nella fascia costiera e a Bologna, naturalmente tutto ciò in presenza di numeri fortemente ridimensionati rispetto al picco epidemico degli anni '90.
 
Il trend regionale di mortalità per AIDS evidenzia per entrambi i sessi un andamento a cuspide con un picco nel 1995 seguito da una notevole diminuzione fino al 1999. Da questo anno in poi, fino ai nostri giorni, il tasso di mortalità per AIDS si è stabilizzato a livelli molto bassi. Si verificano comunque ogni anno circa 80-85 decessi per AIDS, per l'80% si tratta di uomini.
I tassi si differenziano infatti nei due sessi per l'entità maggiore del picco maschile (da 0,26 nel 1985 a 18,56 nel 1995) rispetto a quello femminile (da 0,17 nel 1985 a 6,85 nel 1995 ). L'andamento del dato italiano è analogo ma presenta picchi inferiori rispetto a quelli regionali.
L' AIDS colpisce prevalentemente persone in età giovanile e matura: il picco di massima mortalità si è spostato dai 20-25 anni del 1985-89 agli attuali 40-49, nel complesso i ¾ dei deceduti avevano un'età compresa fra 40 e 64 anni, e un altro 10% meno di 40 anni.
Le mappe di mortalità per comune evidenziano cluster ad alto rischio (RR>1,3) in entrambi i sessi in molti comuni delle province di Forlì-Cesena e Ravenna e nel comune di Bologna, inoltre in alcuni comuni delle province di Ferrara e Rimini solo per i maschi.

 
 
 
Immagine di grafici dell'andamento temporale dei tassi standardizzati di mortalità per AIDS, per maschi e femmine, nel periodo 191-2009 in Emilia-Romagna e Italia
 
 
Immagine delle mappe dei rischi di mortalità per AIDS (stima degli SMR) per comune di residenza in Emilia-Romagna. Periodo 2003-2007
 
 
 
 

Rafforziamo le difese contro l'HIV/AIDS!

La lotta all'HIV/AIDS non conosce sosta in provincia di Modena e vede coinvolte le Aziende Sanitarie modenesi in collaborazione con altri Soggetti della comunità locale.
Il 5 dicembre è stato presentato il Programma AIDS 2012 della provincia di Modena con gli obiettivi e le attività da realizzarsi nell'ambito del Coordinamento Interaziendale Aids.

 
 
 
 
 

Sitografia

 
 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2019