Il 19 febbraio 2008 è stata pubblicata la legge regionale 4/2008 "Disciplina degli accertamenti della disabilità. Ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale". Per sostenere l'applicazione di tale legge è stato realizzato un sistema informativo che mette in rete tutti gli enti coinvolti nel processo di accertamento, denominato "Rurer" (Repository Unico Regionale dell'Emilia-Romagna), per semplificare la comunicazione interistituzionale e collegare tutti i soggetti deputati alle attività di certificazione, di assistenza e di integrazione delle persone con disabilità: Aziende U.S.L., Comuni, Province, Regione e INPS.
La legge, anche relativamente ai primi cinque articoli inerenti l'accertamento della disabilità, è il frutto di una lunga concertazione con i numerosi attori coinvolti nel processo e riveste un'importanza strategica per l'assistenza alle persone con disabilità. L'accertamento, infatti, si configura come la prima tappa della presa in carico della persona con disabilità, in un'ottica assolutamente innovativa, prevedendo una valutazione integrata da parte di operatori sanitari e sociali e lo snellimento delle procedure.
La valutazione è unica e le certificazioni rilasciate hanno valenza per tutti i percorsi assistenziali e di integrazione previsti dalle diverse norme. La valutazione della disabilità si iscrive dunque in un processo che coinvolge le persone interessate, le loro famiglie, le Associazioni, le Aziende U.S.L., i Comuni, le Province, la Regione e l'INPS in un processo finalizzato a una reale presa in carico della persona con disabilità, alla soluzione dei problemi, alla semplificazione dei processi e alla migliore accessibilità ai servizi.
Nel rispetto della formalizzazione richiesta dalle Commissioni Mediche di Verifica Provinciali dell'INPS, ai fini dell'erogazione degli eventuali benefici economici spettanti sulla scorta delle norme nazionali, l'ottica valutativa non è più quella del mero accertamento del tipo e dell'entità delle menomazioni e dei loro riflessi negativi sulla vita delle persone con disabilità, delle loro famiglie e di tutte le persone significative nella loro vita di relazione, ma è soprattutto quella di evidenziare i bisogni e di individuare le possibili soluzioni e servizi da erogare.
La legge regionale, a tale scopo, si base sulle indicazioni fornite dall'OMS con la pubblicazione, nel 2001, dell'ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), classificazione proposta come standard internazionale per descrivere e misurare salute e disabilità, che classifica gli "stati di funzionamento" delle persone e rappresenta una profonda innovazione nell'approccio conoscitivo della disabilità.
La legge regionale recepisce le indicazioni dell'OMS assumendo il fondamentale principio che la disabilità non è una situazione che riguarda singole persone rispetto al gruppo maggioritario dei "non disabili", ma riguarda tutte le persone in quanto componenti di un gruppo sociale, considerando la correlazione fra lo stato di salute e l'ambiente. In tale ottica, gli strumenti di accertamento costituiscono un "modulo integrato" bio-psico-sociale che, partendo dall'accertamento delle condizioni di salute delle persone osservate, si estendono all'interazione con i fattori ambientali, nella convinzione che non si possa fornire alcuna definizione di disabilità se non attraverso la valutazione del modo di interagire dell'individuo con il contesto ambientale in cui vive.
Ne deriva che l'accertamento non può che configurarsi come un processo di valutazione multidisciplinare e quale presupposto fondamentale per la definizione di progetti individualizzati che hanno come obiettivo l'autonomia personale, l'istruzione, la formazione, l'assistenza e l'integrazione nel mondo del lavoro.
Il processo valutativo, effettuato dalla Commissione prevista all'art. 3 della L.R. dell'Emilia-Romagna n. 4/2008, resta dunque incardinato nella rete locale dei servizi pubblici (sanitari, sociali e socio-educativi) e prevede una maggiore correlazione tra le Istituzioni che, in ciascuna delle fasi di vita della persona, sono chiamate ad intervenire. La stessa attività clinica, di supporto a quella valutativa, si configura come parte integrante dell'assistenza da fornire ai pazienti con disabilità conseguenti alle patologie riscontrate: in altre parole la valutazione della disabilità, ai fini della concessione dei diversi benefici previsti dalle norme in vigore, non è altra cosa rispetto al normale processo assistenziale, ma si innesta su di esso, eliminando ripetizioni di visite inutili.