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Carpi - Congresso "Attività Sportiva e Malattie Cardiovascolari"

Studiare l'esercizio fisico-sportivo in una popolazione affetta da una forma di cardiopatia. E' il tema del Congresso "Attività Sportiva e Malattie Cardiovascolari" che si terrà il 9 maggio a Carpi, organizzato dall'unità operativa di Cardiologia dell'Ospedale Ramazzini.

Molteplici sono le ragioni che hanno indotto ad organizzare un congresso che ha per tema lo studio dell'esercizio fisico-sportivo in una popolazione affetta da una forma di cardiopatia. Il primo obiettivo è riaffermare la necessità di dover considerare, nella popolazione in esame, la pratica dell'attività fisica alla stregua di qualsiasi altra forma terapeutica.
Sempre più numerose sono infatti in letteratura le segnalazioni della ormai acclarata efficacia della "sport-therapy", del tutto sovrapponibile, se non talora superiore, ad altre forme di terapia, ad esempio farmacologica (la "drug-therapy"), più convenzionalmente accettate.

E, infatti, la prescrizione medica, perché di questo si tratta, di attività fisico-motoria è ormai una presenza costante in tutte le linee-guida delle principali patologie cardiache, dalla cardiopatia ischemica, all'insufficienza cardiaca, alla riabilitazione cardiologica e post-cardiochirurgica. C'è peraltro la consapevolezza che, oggi più che mai, fra cardiopatia ed esercizio fisico, si stia instaurando un rapporto bidirezionale che debba quindi meritare un serio approfondimento. 
Viene spesso ricordato come sempre maggiori siano le evidenze a supporto del fatto che un regolare esercizio fisico eserciti un effetto benefico, in termini di prevenzione primaria o secondaria, almeno pari ad alcuni consolidati trattamenti farmacologici. E ciò, sia in soggetti sani che in pazienti che hanno già sperimentato una qualche forma di patologia cardiaca. Si osserva, inoltre, come soggetti sempre più anziani, sani o cardiopatici, pratichino forme di esercizio fisico, di per sé salutari e, invece, potenzialmente dannose quando esercitate in misura eccessiva e senza adeguata "prescrizione" specialistica.

L'altra faccia della medaglia propone, d'altro canto, dati allarmanti sulla estrema sedentarietà delle nuove generazioni del mondo occidentale ad un livello di guardia tale da etichettare l'obesità e alcune sue conseguenze (diabete, ipertensione, dislipidemia, ...) come l'epidemia del terzo millennio. La gestione del cardiopatico che esegue regolare attività fisico-sportiva (anche agonistica) e la potenziale o sospetta cardiopatia nell'atleta (anche di elitè) rappresentano altre situazioni in cui l'approccio multidisciplinare di diverse figure professionali mediche (e non solo) consente di massimizzare il beneficio per il paziente-atleta e minimizzare il rischio sia dell'atleta che della classe medica in termini di responsabilità legale.

Il congresso si prefigge quindi lo scopo di fornire gli strumenti più corretti e attuali per poter procedere ad una adeguata e sicura inidicazione e prescrizione di attività fisico-sportiva in una vasta serie di pazienti cardiopatici. E inoltre, dall'evento si conta non solo di trarre proficue indicazioni per la pratica clinica quotidiana, ma anche e soprattutto di consolidare un rapporto di fattiva collaborazione tra le varie figure professionali a cui il convegno è indirizzato (Cardiologi, Medici dello Sport e Medici di Medicina Generale).
 
Responsabile del Congresso
Giampiero Patrizi
U. O. di Cardiologia
Ospedale "B. Ramazzini" - Carpi
g.patrizi@ausl.mo.it

 

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