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Morbillo: protezione grazie al vaccino

Nel nostro territorio occasionalmente vengono ancora segnalati casi. Dal 2017 la vaccinazione, già raccomandata, è stata inserita nel Piano vaccinale nazionale

La strategia migliore contro il morbillo è la prevenzione. Il vaccino conferisce infatti un’alta protezione dalla malattia:dal 2017 la vaccinazione contro il morbillo, che era comunque già raccomandata da molti anni, è stata inserita nel Piano vaccinale nazionale tra quelle obbligatorie ed è stato previsto l’adeguamento ai nuovi obblighi vaccinali per tutti i minori nati dal 2001 in poi. Oggi la vaccinazione contro il morbillo, associata a quelle per parotite e rosolia, viene effettuata a 12/13 mesi e ha una efficacia molto elevata: circa il 95% dei bambini vaccinati è protetto per tutta la vita. Un seconda dose viene somministrata a 5 anni e mezzo, assieme al richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite e poliomielite e, raggiungendo un’altra percentuale di persone che non rispondono alla prima dose, consente di aumentare il livello di protezione sulla popolazione fino al 99% (è inoltre possibile anticipare la seconda dose trascorso un tempo minimo di 4 settimane dalla prima).

Per prevenire la trasmissione alle persone che hanno avuto contatti significativi con una persona ammalata,il vaccino è efficace se somministrato entro 72 ore dal contatto: è per questo motivo che la vaccinazione viene immediatamente offerta in presenza di casi anche solo sospetti di morbillo.

In Italia, la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie, anche se soltanto sospetta. Dal 2015 ad oggi sono stati segnalati al Servizio di Igiene Pubblica dell’AUSL di Modena 27 casi – la metà dei quali nel 2017 in coincidenza di un’epidemia che ha interessato l’intero territorio nazionale con quasi 5.000 casi – mentre l’anno scorso in tutta Italia si sono verificati 2.526 casi di morbillo.
Dall’inizio dell’anno sono 4 i casi confermati, a cui si aggiungono due casi al momento non ancora confermati. Per tutti i casi segnalati sono già state effettuate le necessarie indagini epidemiologiche per l’individuazione dei contatti, ai quali, anche in assenza di conferma del sospetto diagnostico, viene offerta la vaccinazione.

 

Il morbillo

Il morbillo è una malattia virale che, in assenza di vaccinazione, si dimostra altamente contagiosa. La trasmissione avviene per via aerea attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni catarrali di una persona ammalata. I sintomi compaiono 10-12 giorni dopo l’infezione ed includono: febbre alta, naso che cola, occhi rossi, tosse insistente, fugace comparsa di piccole macchie biancastre in bocca e gola arrossata. Poco dopo compare un’eruzione esantematica cutanea maculo papulosa che si sviluppa inizialmente al viso e sulla parte superiore del collo e poi si espande verso i piedi. La contagiosità si estende da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema. Nel 2018 il 47,0% dei pazienti (1.186 casi) ha riportato almeno una complicanza (le più diffuse sono state stomatite, diarrea, cheratocongiuntivite, ma vi sono stati anche casi di epatite, polmonite, laringo-tracheobronchite e insufficienza respiratoria). Sono stati segnalati infine otto decessi.

 

[18 febbraio 2019]

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2019