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Semplice, veloce ed ecologica: la ricetta elettronica per la sanità digitale

Per ritirare il farmaco prescritto non serve la stampa, è sufficiente il proprio codice fiscale e il numero della ricetta elettronica. Che può essere annotato anche su supporto digitale

Semplice, veloce ed ecologica: sono molteplici i vantaggi della ricetta elettronica (o dematerializzata), strumento che sta progressivamente sostituendo la tradizionale ricetta rossa cartacea.  A partire dal 2016, infatti, per ritirare la stragrande maggioranza dei farmaci è diventato sufficiente comunicare alla farmacia il proprio codice fiscale e il numero della ricetta elettronica (NRE) emessa dal Medico di medicina generale, modalità che negli anni si è progressivamente diffusa. Il NRE è contenuto nel promemoria che il Medico rilascia al momento della prescrizione, ma viene anche inviato al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) dell’assistito, che così può facilmente recuperarlo. L’integrazione tra gli strumenti digitali che l’Azienda USL di Modena mette a disposizione dei cittadini, ricetta elettronica da un lato e FSE dall’altro, permettono dunque un notevole risparmio, economico e di tempo

La ricetta elettronica è anche “universale”: è infatti valida su tutto il territorio nazionale, per cui un farmaco prescritto dal proprio medico può essere dispensato anche in altre regioni. A tutto vantaggio dei malati cronici che possono così più facilmente acquisire i farmaci previsti nel proprio piano terapeutico. La “vecchia” ricetta rossa, però, non va in pensione: è tuttora valida, utilizzata in casi particolari, come ad esempio le prescrizioni a domicilio, per i farmaci oppiacei e in altri casi speciali, oltre ovviamente a tutte le situazioni in cui non è possibile disporre di connessione internet.

L’avvicendamento tra ricetta rossa e dematerializzata sta avvenendo in maniera progressiva: nel 2016, di circa 6 milioni di ricette di farmaci in provincia di Modena, il 77% è stato emesso in modalità informatica, nei due anni successivi la quota è aumentata fino all’84% registrato lo scorso anno. Nel 2019 la regione Emilia Romagna conta di superare il 90%.

 
 

[4 marzo 2019]

Ultimo aggiornamento: 05 Marzo 2019