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Dipendenze patologiche, dalla Regione quasi 1 milione di euro alle Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna per la qualificazione organizzativa e professionale dei servizi

Più di 32mila le persone in carico ai Servizi Dipendenze nel 2018, di cui il 58,7% per problemi di droga. Ed è già partito un progetto di riduzione del danno, sempre finanziato dalla Regione, sul Fentanyl, potentissimo farmaco antidolorifico usato spesso per "tagliare" l'eroina

Quasi 1 milione di euro (965mila) alle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna per finanziare progetti biennali destinati alla qualificazione organizzativa e professionale dei Servizi Dipendenze patologiche. Ad assegnarli la Giunta regionale, che con una recente delibera ha approvato la ripartizione delle risorse sul territorio.

Molteplici gli ambiti di intervento: prevenzione e riduzione del danno, differenziata per tipologia e per età; facilitazione dell’accesso ai servizi di cura, in particolare per le persone più fragili; riqualificazione professionale delle équipe, per promuovere la diffusione di conoscenze e competenze aggiornate.

 

Non solo, perché – in aggiunta a questo pacchetto di risorse – viene finanziato con 34mila euro in due anni l’avvio di un progetto sperimentale dell’Azienda Usl di Bologna che prevede uno spazio clinico-assistenziale, ma al tempo stesso di prevenzione e consulenza, pensato prevalentemente per giovani consumatori di cannabinoidi e i rispettivi familiari. Una realtà innovativa, con percorsi specifici per sensibilizzare sull’uso, l’abuso e la dipendenza da queste sostanze. 

“Le caratteristiche dei consumi e dei consumatori sono cambiate negli anni, e hanno richiesto, da parte nostra, la capacità di fornire risposte adeguate - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi -. Proprio per far fronte a questo scenario così complesso, nel 2016 abbiamo varato il nuovo ‘Programma regionale per le dipendenze patologiche’. Uno strumento che, oltre a confermare le azioni già adottate per la prevenzione, il trattamento delle persone, la riduzione dei rischi correlati all’uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza. Fondamentale- aggiunge l’assessore- è il lavoro di rete tra le istituzioni e il territorio, che nel tempo abbiamo rafforzato e diversificato”.

 

La ripartizione delle risorse tra le Aziende sanitarie

L’intera cifra – 965.300 euro – viene ripartita tra le Aziende sulla base della popolazione nella fascia d’età 15-64 anni residente al 1° gennaio 2019, ed è utilizzata come compartecipazione alle spese necessarie all’attuazione dei progetti, che devono essere presentati entro il 30 novembre. Il finanziamento ai progetti, previsto nell’ambito del “Programma regionale 2016-2019 per le Dipendenze patologiche”, prevede: 61.700 euro per l’Azienda Usl di Piacenza, 98.500 per quella di Parma; a Reggio Emilia vanno 117.100 euro; all’Azienda Usl di Modena 154.000, a quella di Bologna 190.200, a Imola 28.600; all’Azienda Usl di Ferrara 72.700, a quella della Romagna 242.500 euro.

All’Azienda Usl di Bologna, oltre alla cifra assegnata del riparto, vengono destinati altri 34.700 euro (di cui 20.500 per il 2020 e 14.200 per il 2021), per l’avvio del progetto sui cannabinoidi, già presentato, e che ha caratteri di innovatività. Una volta valutati gli esiti, potrà essere eventualmente replicato in altre Aziende sanitarie della regione.

 

Il progetto della Regione sul Fentanyl

Un potentissimo farmaco antidolorifico che negli Stati Uniti, negli anni 2000, ha causato centinaia di migliaia di decessi. Usato spesso per tagliare l’eroina, recentemente è “sbarcato” anche in Europa e in Italia: è il Fentanyl. L’assunzione involontaria di quest’oppioide sintetico, anche in quantità minime, può causare overdose letale; è il motivo per cui la Regione Emilia-Romagna ha finanziato un progetto, appena partito, di riduzione del danno.

In sintesi, viene proposta l’analisi, tramite test rapidi, sui consumatori per valutare la presenza di derivati del Fentanyl nell’eroina da strada. I test vengono fatti anche sugli utenti eroinomani di tutti i Sert dell’Emilia-Romagna, quando fanno i controlli periodici delle urine. I consumatori in contatto con le Unità di Strada possono effettuare invece il test in autonomia, tramite kit che viene consegnato dalle Unità stesse.

Con uno stanziamento di 15mila euro, la Regione ha acquistato 5.000 kit, tramite l’Azienda Usl di Reggio Emilia, e li ha distribuiti ai servizi. Inoltre, ha fatto sì che sia possibile inviare eventuali segnalazioni di positività ai test al sito di Drug Advisor (www.drugadvisor.it, progetto di Asp Città di Bologna gestito dall’Azienda Usl e da Coop Open Group).

 

Le persone in carico ai servizi: tipologia della dipendenza ed età

In Emilia-Romagna, nel 2018, erano 32.628 le persone in carico ai Servizi Dipendenze; un numero in aumento rispetto all’anno precedente (+ 2,2% sul 2017). Sul totale, il 58,7% era seguito per problemi di droga, il 33,2% per dipendenza da alcol, il 3,9% per tabacco e il 4,3% per gioco. Le età più rappresentate sono, per le droghe, la fascia 18-50 anni; per l’alcol e il gioco 41-50 anni; per il tabacco 51-60 anni.

 
 

[3 dicembre 2019]

Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre 2019