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Specialisti ambulatoriali: nuovo accordo tra AUSL e SUMAI

Si rafforza la collaborazione per garantire ai cittadini i volumi di prestazioni e il rispetto dei tempi d’attesa

Sono più di 200 i professionisti che operano sulle sedi dell’Azienda USL di Modena: nuovo accordo per un’assistenza sul territorio sempre più qualificata

È stato firmato oggi, venerdì 24 gennaio, tra l’Azienda USL di Modena e il sindacato SUMAI, il nuovo Accordo attuativo aziendale 2020-2022 che disciplina i rapporti con gli Specialisti ambulatoriali (interni, veterinari e di altre professioni sanitarie).

 

L’AUSL, com’è noto, da tempo ha integrato gli specialisti ambulatoriali convenzionati – si tratta di più di 200 professionisti – all’interno delle Unità Operative sia territoriali che ospedaliere. Si tratta di un contributo rilevante, che consente di offrire un’ampia gamma di prestazioni specialistiche contribuendo a mantenere le buone performance realizzate sul nostro territorio rispetto ai tempi d’attesa per visite ed esami diagnostici. In alcuni casi il loro ruolo è diventato strategico – è una specialista ambulatoriale, ad esempio la direttrice del Distretto sanitario di Carpi – ed è oramai sistematico il loro inserimento nelle reti provinciali per il trattamento di alcune patologie diffuse, così come anche in alcune Unità operative ospedaliere, con l’obiettivo di garantire la continuità dell’assistenza.

La realtà modenese per la specialistica territoriale si è sempre distinta per la sua lungimiranza e per la realizzazione, insieme ai colleghi ospedalieri, di progetti per le reti interaziendali – ad oggi già attive quella di dermatologia e di reumatologia –; a livello territoriale queste figure operano in forte integrazione con i colleghi dell’ospedale in numerose branche come la Diabetologia, Oculistica, ORL e Vestibologia, Geriatria, Neuropsichiatria Infantile, Odontoiatria sia conservativa che chirurgica e sociale ai disabili, Fisiatria, Endocrinologia, ecc. Diversi anche i contesti assistenziali in cui gli specialisti operano: poliambulatori, ospedali, servizi territoriali, case della salute, strutture intermedie, carceri, domicilio dei pazienti.
Nel 2018 (ultimo dato disponibile) il volume settimanale di attività degli specialisti territoriali convenzionati è stato di 6.352 ore – vale a dire più di 300.000 ore l’anno e una forza lavoro che sviluppa oltre un milione di visite l’anno.

 

L’Accordo siglato applica a livello locale l’Accordo Integrativo Regionale in vigore e riconosce le nuove forme organizzative della specialistica ambulatoriale e le responsabilità di branca specialistica. Consentirà una collaborazione strategica tra l’AUSL e la medicina specialistica per la programmazione delle attività su obiettivi prioritari che pongono al centro la presa in carico dei pazienti e la semplificazione e facilitazione dei percorsi, vale a dire: garantire i volumi di prestazioni necessarie per rispondere in tempi congrui ai bisogni dei cittadini della provincia, l’appropriatezza clinica e prescrittiva, la partecipazione degli specialisti ambulatoriali ai percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, l’integrazione tra i professionisti, la crescita professionale attraverso la formazione continua sia clinica che manageriale, nonché lo sviluppo della cosiddetta “medicina di iniziativa” per l’equità d’accesso ai servizi sanitari.
L’accordo riconosce infine le nuove forme organizzative e i ruoli dei 218 Specialisti ambulatoriali che operano presso l’Azienda USL di Modena; tra essi sono 3 i Responsabili delle cosiddette Aggregazioni Funzionali Territoriali (A.F.T.) - una per Area provinciale - e 10 i Responsabili di branca individuati per coordinare l’assistenza in un’ottica multidisciplinare, pianificando con i Dipartimenti di riferimento l’attività specialistica ambulatoriale e definendo nuovi percorsi diagnostici e terapeutici.

 

“Mi piace guardare lo Specialista territoriale come la figura del Giano bifronte, con una testa rivolta al territorio e una testa rivolta all’ospedale – dichiara Pietro Procopio, Segretario provinciale SUMAI –. La priorità del SUMAI è dunque il riconoscimento del suo ruolo come punto nevralgico nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ambulatoriali. L’accordo firmato oggi è in continuità con le linee tracciate dall’accordo regionale, siglato sempre con il dottor Brambilla nel 2018, quando era direttore della Direzione Generale Cura della persona Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna e ci fornisce gli strumenti per raggiungere gli obiettivi che per questa Regione sono essenziali: l’abbattimento delle liste di attesa, la presa in carico del paziente, l’attenzione alle cronicità, alla domiciliarità, all’appropriatezza dell’assistenza, per accompagnare insieme il cittadino nelle sue necessità sanitarie. Posso dire che la firma di oggi rappresenta l’inizio di una nuova collaborazione tra SUMAI e Azienda Sanitaria di Modena e ringrazio il Direttore Generale infine per aver inserito nell’accordo una fondo per la formazione delle figure che andranno a occupare ruoli di responsabilità. Quindi non solo dare responsabilità ma formare gli uomini per avere le competenze necessarie a svolgere tale lavoro”.

 
 

[24 gennaio 2020]

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2020