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Misure di prevenzione all’interno della scuola

Con l’obiettivo di garantire la maggiore continuità nella frequenza scolastica - elemento essenziale per il benessere e la crescita degli studenti – e contenere il rischio di contagio da covid-19, sia per gli alunni che per il personale scolastico, si richiamano brevemente le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, da osservare in ogni contesto, incluso quello scolastico:

  • mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro fra (da “bocca a bocca”, ovvero fra le “rime buccali” e, a maggior tutela degli insegnanti, di due metri nella zona interattiva della cattedra fra l’insegnante stesso e i banchi): la distanza fisica riduce il rischio di trasmissione del virus ed è ancora più importante negli spazi chiusi. Questo implica anche evitare abbracci e strette di mano;
  • garantire l’igiene delle mani, con acqua e sapone o con soluzione idroalcolica: l’igiene deve essere frequente (almeno prima e dopo i pasti, il passaggio in ambienti diversi, l’utilizzo del bagno, l’uso del fazzoletto da naso, …) e va rafforzata particolarmente durante la stagione autunnale-invernale, quando la circolazione di diversi virus respiratori è più elevata. Nei bambini piccoli preferire l’uso di acqua e sapone;
  • coprire naso e bocca con una mascherina chirurgica o di comunità (di stoffa) ogni volta che si è in ambienti chiusi e quando, all’aperto, non si riesca a garantire la distanza di un metro
  • non recarsi a scuola se si ha febbre (temperatura >37.5°C), associata o meno a sintomi rilevanti compatibili con covid-19. Si ricorda che, soprattutto nei bambini fino ai sei anni di vita, la sola rinorrea (raffreddore) è condizione frequente e non può essere sempre motivo in sé di non frequenza o allontanamento dalla scuola in assenza di febbre o criteri di rischio epidemiologico (come l’esposizione a un caso positivo per SARS-CoV-2). Si sottolinea che la misurazione della temperatura è responsabilità della famiglia con cui la scuola stabilisce un patto di “corresponsabilità educativa”. La routinaria rilevazione dello stato di salute a casa, anche con la misura della temperatura, costituisce regola fondamentale di convivenza civile, in ogni tempo. Viceversa, la rilevazione della temperatura all’interno delle istituzioni scolastiche determinerebbe notevole dispendio di “tempo scuola”, destinato invece alle attività educative. I sintomi sotto riportati, validi ai fini della prevenzione di covid-19, integrano e non sostituiscono quelli delle comuni patologie contagiose (come congiuntivite purulenta, parassitosi, sospetto di malattia infettiva), che continuano a rappresentare motivo di non frequenza della scuola;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca se non dopo aver igienizzato le mani: queste sono infatti le porte di ingresso delle più frequenti infezioni, anche quella da CoVid-19;
  • arieggiare spesso i locali: anche d’inverno il ricambio naturale di aria riduce il rischio di infezione;
  • effettuare la regolare pulizia delle superfici.
 

Utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (mascherina)

Per quanto riguarda l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI), come confermato dal Comitato tecnico scientifico, in ottemperanza alle indicazioni della Consensus Conference OMS del 31 agosto 2020, si ricorda che:

  • nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità (i.e. bambini seduti al banco) con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).
  • nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina potrà essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.
  • Si ricorda altresì che l’utilizzo delle mascherine all’interno degli edifici scolastici è previsto per tutto il personale scolastico e rappresenta anche per gli alunni uno strumento di riduzione del rischio, da utilizzare ogni qual volta le condizioni psico-fisiche lo permettano.
  • L’opportunità di mantenere questa misura sarà soggetta a verifica, ed eventuale modifica, nel tempo in relazione all’andamento dell’epidemia.
 

Cosa fare in caso di sintomi

Se il bambino ha sintomi deve restare a casa da scuola, e la famiglia deve allertare il Pediatra di libera scelta (PLS) o Medico di medicina generale (MMG) e comunicare l'assenza da scuola per motivi di salute. 
Nel sospetto di un caso di covid-19, il PLS/MMG valuta se richiedere l’esecuzione del tampone diagnostico. In caso di positività il Dipartimento di sanità pubblica avvierà l’indagine epidemiologica e avviserà il referente scolastico covid-19 (i contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato). L’alunno rimarrà a casa fino a risoluzione dei sintomi ed esito negativo di due tamponi eseguiti ad almeno 24 ore di distanza, seguendo le indicazioni relative alla riammissione in comunità. L’alunno rientrerà poi a scuola con attestato di avvenuta guarigione.
In caso di negatività, invece, il PLS/MMG produrrà, una volta terminati i sintomi, un certificato di rientro in cui deve essere riportato il risultato negativo del tampone.
Per sintomatologia NON riconducibile a covid-19, il PLS/MMG gestirà la situazione come normalmente avviene, indicando alla famiglia le misure di cura e concordando, in base all’evoluzione del quadro clinico, i tempi per il rientro in comunità. Come previsto dalla Legge regionale 16 luglio 2015, n.9 - art. 36 “Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico” – non è richiesta certificazione medica per la riammissione alla frequenza scolastica, né autocertificazione della famiglia, per il rientro a scuola di sintomatologie non riconducibili a covid-19.


Anche la convivenza con una persona con infezione da covid-19 è motivo che controindica la frequenza scolastica. In questo specifico caso, la riammissione avverrà secondo le indicazioni del Dipartimento di Sanità Pubblica.
Si ricorda invece che i contatti stretti familiari di caso sospetto covid-19 non sono soggetti all’isolamento finché non sia stata confermata la diagnosi, anche se è indicato adottare tutte le misure di prevenzione appropriate fino alla diagnosi definitiva.

 

Come riconoscere i sintomi

I sintomi di covid-19 variano sulla base della gravità della malattia, dall'assenza di sintomi (essere asintomatici) a presentare febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare e nei casi più gravi, polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico. 
Si riportano di seguito i sintomi più comuni nei bambini: febbre, tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia (mal di gola), dispnea (fatica a respirare), mialgie (dolori muscolari), congestione nasale; sintomi più comuni nella popolazione generale: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell'olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea (ECDC, 31 luglio 2020);

Si precisa che i bambini costituiscono una percentuale molto bassa dei casi covid-19 segnalati: circa l'1% di tutti i casi segnalati ha età inferiore a 10 anni e il 4% ha età compresa tra 10 e 19 anni. I bambini sembrano avere la stessa probabilità degli adulti di essere infettati, ma presentano un rischio molto inferiore rispetto agli adulti di sviluppare sintomi o forme gravi di malattia.

Per approfondimenti visita il sito del Ministero della salute: Covid-19 - Che cos'è il nuovo coronavirus