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Ausl Modena - Testata per la stampa

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I percorsi assistenziali per la gestione dello scompenso cardiaco e della frattura del femore nel paziente anziano

La direzione dell'Azienda USL ha individuato come area di intervento prioritaria la revisione di alcuni percorsi diagnostico-terapeutici integrati tra ospedale e territorio. E' attiva l'area condivisa Agefor

E' stato avviato un progetto biennale di formazione/intervento finalizzato a sperimentare una metodologia comune per lo sviluppo e l'implementazione di percorsi assistenziali.

Sono stati individuati due percorsi "pilota" cui applicare la metodologia, di cui uno di area medica, lo scompenso cardiaco ed uno di area chirurgica, la frattura del femore nel paziente anziano, che presentano aspetti di integrazione multiprofessionale e multidisciplinare.
 
Sono state inoltre individuate aree territoriali specifiche (Carpi per l'Area Nord, Modena per il Centro e Pavullo per l'Area sud) per consentire da un lato, un approccio per step successivi nell'implementazione dei percorsi, dall'altro il coinvolgimento dell'intera rete dei servizi ospedalieri e territoriali.

La metodologia che sarà utilizzata prevede la definizione delle migliori pratiche cliniche e assistenziali per ciascuna patologia, la messa in campo di interventi organizzativi finalizzati alla strutturazione condivisa dei processi di gestione dei bisogni di gruppi definiti di pazienti e l'adozione di sistemi di monitoraggio adeguati. Lo scopo è aumentare la qualità delle cure lungo il continuum assistenziale migliorando gli esiti clinici, promuovendo la sicurezza, garantendo la soddisfazione dei pazienti ed ottimizzando l'uso delle risorse.

Il processo di implementazione dei percorsi assistenziali non può avvenire indipendentemente dal contesto aziendale e trova il suo elemento cardine nell'azione di gruppi di lavoro aziendali multiprofessionali e multidisciplinari. A tale scopo sono stati individuati circa 80 professionisti di varie qualifiche e discipline (sanitari, tecnici ed amministrativi) che verranno coinvolti in momenti formativi in aula e in un vero e proprio processo di costruzione e applicazione dei percorsi con metodiche di apprendimento attivo (learning by doing).

In ogni fase saranno forniti ai gruppi, tutoraggio e supervisione da parte di un gruppo di esperti individuati a livello nazionale tra i professionisti con maggiore esperienza scientifica, didattica ed operativa su questi temi. I professionisti formati potranno inoltre svolgere un ruolo di disseminazione e di facilitazione dell'applicazione della metodologia ad altri percorsi clinico-assisteniali.
 
Proseguono nel 2010 i lavori sui percorsi assistenziali
La ricognizione del percorso assistenziale del paziente con frattura di femore è stata avviata utilizzando il panel di indicatori individuato dai professionisti aziendali in stretto rapporto con i docenti. La sperimentazione di raccolta dati, avviata il 21 dicembre, sta procedendo  con importante partecipazione nelle unità operative degli ospedali di Baggiovara e Carpi, nonostante l'impegno richiesto ai professionisti a seguito dell'ondata di gelo che ha determinato un incremento del numero di accessi alle strutture ospedaliere.

La fase sperimentale permette di evidenziare e superare alcune criticità attivando soluzioni specifiche di raccolta dei dati anche mediante sistemi informativi creati ad hoc. Il 5 febbraio è previsto un primo commento sui risultati, mentre ad aprile la discussione finale con i docenti. Per il percorso dello scompenso cardiaco è prevista una sperimentazione di raccolta dati che con  modalità analoga al percorso sulle fratture di femore coinvolgerà tutti i professionisti ed in particolare i medici di medicina generale.

 

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