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Attività

La Gestione del Rischio nelle Aziende Sanitarie.
Incident reporting.
Ascolto e mediazione dei conflitti in sanità.
 

La Gestione del Rischio nelle Aziende Sanitarie

Nel suo funzionamento ogni azienda fronteggia continuamente la possibilità che eventi incerti producano effetti negativi in relazione al perseguimento delle proprie finalità. Questi eventi sono i "rischi". Nella letteratura economica, il sistema di gestione dei rischi di un azienda è definito: risk management. In considerazione della particolare attività svolta nelle Aziende Sanitarie il sistema di gestione dei rischi deve essere affrontato da due visuali distinte benché fortemente integrate: il risk management aziendale ed il clinical risk management . L'insieme delle due attività è definibile: risk management sanitario. Il risk management aziendale si occupa di tutto il processo di gestione dei rischi: pianificazione/identificazione/prevenzione rischi aree non sanitarie (loss prevention), strategie di finanziamento dei rischi, gestione delle assicurazioni, gestione del contenzioso.  Il clinical risk management si occupa esclusivamente della prevenzione e della protezione dei rischi delle aree e delle attività sanitarie: sale operatorie, laboratori, apparecchiature elettromedicali, etc.  Il primo rischio di un'azienda sanitaria è quello di gestire i due processi in maniera separata.

Come definire il "rischio"?

Un rischio è qualcosa che non si desidera avvenga, una potenziale minaccia, una perdita di qualità ed efficienza non valutabile a priori. Per RISCHIO si intende una condizione o evento potenziale che può modificare l'esito atteso del processo. È misurato in termini di probabilità e di conseguenze, come prodotto tra la probabilità che accada uno specifico evento e la gravità del danno che ne consegue [R= Px G]; nel calcolo del rischio si considera anche la capacità del fattore umano (o più in generale dell'organizzazione) di individuarlo in anticipo evitando o contenendo le conseguenza dell'evento dannoso. Il rischio deve essere  gestito in modo pro-attivo e quindi minimizzato, ma non si devono evitare a priori progetti che comprendano elementi di rischio.

Perché "gestire il rischio" nelle Aziende sanitarie?

 La Gestione del rischio sanitario può definirsi come un approccio metodologico strutturato che prende in considerazione tutti i rischi a cui può andare incontro una organizzazione e che include pertanto l'identificazione, la valutazione, il trattamento, il monitoraggio, con l'obiettivo di ridurre la probabilità del loro concretizzarsi, o di abbattere la gravità delle loro conseguenze.  Ogni organizzazione sanitaria può definirsi come  un sistema complesso la cui attività si espleta con il susseguirsi di una serie di azioni in cui intervengono fattori umani, tecnologici, ambientali, etc. In tal senso l'estrema complessità di ogni organizzazione sanitaria fa sì che il rischio di evento avverso sia un elemento insito in essa, di fatto ineliminabile. La gestione del rischio ha, quindi, lo scopo di contenere e/o evitare gli eventi avversi, attraverso un processo sistematico di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi attuali e potenziali connessi alle attività svolte all'interno della struttura sanitaria. L'obiettivo è di aumentare la sicurezza dei pazienti, (oltre che degli altri attori, quali operatori sanitari e visitatori, che interagiscono con  l'organizzazione sanitaria), migliorare gli outcomes ed indirettamente ridurre i costi, riducendo gli eventi avversi prevenibili e, conseguentemente, le occasioni di contenzioso. La funzione della gestione del rischio è fornire all'organizzazione le informazioni necessarie per "imparare dagli errori" superando la concezione punitiva dell'errore come fallimento ascrivibile a responsabilità individuale (ovvero dei singoli operatori), tenuto conto che molto spesso l'operatore che commette l'errore viene in ciò facilitato da condizioni favorenti legate al contesto organizzativo e/o a scelte strategiche aziendali.

Da tempo gli studiosi del fenomeno nei sistemi sanitari hanno rilevato come la frequenza con cui si sbaglia è esorbitante, e che il problema non consiste nella ripetitività dello stesso errore (sarebbe facile prevenirlo), ma dalla combinazione (talvolta fatale) di negligenze di per sé innocue. Le negligenze possono colpire all'improvviso e in modo imprevedibile in numerosi punti di un sistema decisionale complesso. Dall'analisi di molti casi si può osservare che l'incidente grave avviene quando si è verificata una serie di fattori, ciascuno di quali non potrebbe essere la causa di un evento importante, ma tutti insieme possono creare la catastrofe. È stata coniata la teoria del formaggio svizzero (James Reason, Human error: models and management , "British Medical Journal" 2000, n. 320): solo se una serie di buchi formati dalla fermentazione si ritrovano casualmente sullo stesso asse è possibile con un bastoncino attraversare tutta la forma. Gli esperti sono convinti che sia il processo e non l'individuo a dover essere messo sotto la lente di ingrandimento.

Modello di Reason ("The Swiss Cheese Model")

The Swiss Cheese Model
Modello di Reason
 
James Reason è professore emerito dell'Università di Manchester dove è stato docente di psicologia dal 1976 al 2001. E' considerato uno dei massimi esperti mondiali nel campo dell'errore umano. Ha introdotto un nuovo contesto per l'analisi della sicurezza nei sistemi ad alta tecnologia, conosciuto come il modello Reason. Attingendo dalla ricerca scientifica in psicologia, il modello è stato fondamentale per riconoscere le complesse dinamiche degli incidenti e la necessità di focalizzare l'attenzione su tutti gli elementi presenti nella struttura dell'aviazione commerciale, non solo sul personale operante in prima linea.

La sfida per ogni struttura sanitaria deve consistere nell'adattare gli specifici strumenti di gestione del rischio alla propria realtà, nell'accezione della clinical governance ovvero quella secondo cui  tutti gli attori coinvolti nel processo concorrono a sviluppare un "contesto in cui i servizi sanitari si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dell'assistenza e mantengono prestazioni di livello elevato creando un ambiente che favorisce l'espressione dell'eccellenza clinica nel limite delle risorse disponibili".

Le basi del contenzioso

La questione relativa al verificarsi di eventi indesiderati all'interno delle strutture sanitarie sta assumendo sempre maggiore rilevanza alla luce dell'importante incremento del contenzioso nei confronti del personale sanitario. Il problema è capire perché si sta verificando un aumento dei casi di responsabilità professionale: non certo perché peggiora la qualità della sanità, perché il fenomeno della responsabilità professionale medica si è verificato prima e con maggiore intensità proprio in quelle città dove lo standard medio dell'assistenza sanitaria è più elevato. Qualcuno pensa che si tratti di un fenomeno generato dagli organi di stampa, ma - data soprattutto la durata e l'intensità - vale la regola generale per cui la stampa può cavalcare un'onda, la può amplificare, ma non la può generare.  I due punti fondamentali che probabilmente stanno alla base di quanto sta accadendo, sono:

Sempre più spesso, infatti, il cittadino tenta di rivalersi sulla struttura per danni all'integrità psico-fisica apparentemente correlati alle prestazioni sanitarie erogate. Fino a qualche tempo fa le Compagnie di Assicurazione hanno tenuto un atteggiamento improntato alla soddisfazione di gran parte delle richieste, spesso indipendentemente dalla dimostrazione della reale sussistenza di un nesso causale fra la condotta illecita (o meglio, presunta tale) del dipendente e il danno.  Non esistendo una fattispecie specifica, la responsabilità professionale sanitaria viene perseguita in ambito penale rifacendosi al reato di lesioni personali colpose (art. 590 del Codice penale, perseguibili a querela di parte nella fattispecie di danno che si configura in seguito all'attività sanitaria) e all'omicidio colposo in caso di morte del paziente (art. 589 C.p., delitto perseguibile d'ufficio). Talvolta il cittadino (o i suoi familiari nei casi di decesso), presentano un esposto alla Magistratura anche per ottenere il risarcimento del danno in sede civile che, infatti, spetta automaticamente agli aventi diritto in caso di condanna penale.  In ambito civilistico il risarcimento spetta in conseguenza di un danno all'integrità psico-fisica (c.d. danno biologico), causato da una condotta illecita del sanitario. La responsabilità può essere di tipo contrattuale (art. 1218 del Codice civile), che discende da un'inadempienza contrattuale, o extracontrattuale o aquiliana (ex art. 2043 C.c.), che si integra per aver causato un danno ingiusto a terzi per un fatto doloso o colposo. In ambito sanitario tuttavia, per consolidato orientamento giurisprudenziale, la responsabilità professionale è ritenuta pressoché invariabilmente come di natura contrattuale. Infine il terzo aspetto è quello della responsabilità amministrativa verso l'ente da cui il sanitario dipende (va contemplato inoltre l'aspetto deontologico, della responsabilità disciplinare verso gli Ordini o i Collegi di appartenenza).

I profili elevati, le tematiche complesse, gli obiettivi fondamentali di un'Azienda U.S.L. vasta e articolata come quella di Modena, dedicata a soddisfare i bisogni di salute dell'intera popolazione provinciale, devono comprendere un assetto organico che privilegi ed esprima la sicurezza nella sua accezione più ampia, competente e integrata, dimensione necessaria per garantire una soluzione efficace, vale a dire adeguata ai livelli prestazionali. Il sistema di sicurezza aziendale è caratterizzato da una specifica attenzione agli aspetti che determinano tale stato; in particolare sono promossi appositi interventi informativi e formativi su tutto il personale e una serie di procedure e di controlli preventivi che permettono di intervenire proattivamente in modo da evitare, nei limiti del possibile, l'insorgenza di condizioni pericolose.  L'applicazione di un modello di approccio integrato alla Gestione del Rischio è già in essere da alcuni anni nella nostra Azienda, ma richiede certamente di essere riconfermata e perseguita con obiettivi più ambiziosi e strumenti sempre più efficaci, facendo altresì in modo che le singole professionalità che vi concorrono possano continuare a declinare le loro competenze senza perdere di vista la meta comune della safety governance aziendale.

 
  1. Gli strumenti di gestione del rischio messi in atto sono: 
    1.  identificazione dei punti deboli del sistema organizzativo o delle inadeguatezze nei meccanismi di prevenzione, in modo che il sistema di Gestione del Rischio possa agire per rimediare agli inconvenienti e applicare i correttivi necessari prima che un incidente si verifichi: la gestione attiva del rischio deve mirare a un monitoraggio continuo per la rilevazione degli errori;
    2. analisi dei reclami, degli infortuni, delle segnalazioni spontanee degli operatori (incident reporting) e del contenzioso per una identificazione ex post delle aree di maggiore criticità in quanto fonti potenziali di reiterazioni di eventi avversi o di near miss, al fine di pianificare ed implementare azioni di miglioramento mirate;
    3. la raccolta e l'analisi tempestiva della segnalazione di un incidente occorso in ambito sanitario, consente, se effettuata ed ottenuta nell'immediatezza del suo accadimento, la più adeguata gestione della crisi non solo dei rapporti interni (operatore - paziente -familiari, operatore-operatore, operatore/i - direzione aziendale) ma anche di quelli esterni (mass media - altri enti); essa permette inoltre di gestire nel migliore dei modi la raccolta di informazioni tecniche e di dati circostanziali che potranno rilevarsi "strategici" nell'eventualità di un contenzioso o, preliminarmente a questo, nella valutazione di quegli aspetti tecnico-professionali e relazionali-conflittuali che potrebbero far propendere da un lato per una soluzione stragiudiziale di tipo risarcitorio (nel caso di elevato rischio di azioni di responsabilità penali nei confronti dei professionisti coinvolti, pericolo concreto di un serio danno all'immagine Aziendale, ecc) e dall'altro, l'attivazione dell'équipe di ascolto e mediazione aziendale per mitigare gli aspetti conflittuali della vicenda.  Il percorso del flusso informativo è stato chiaramente definito a livello aziendale in questi termini con nota del Direttore Sanitario (Prot. 37/P0003) del 22 aprile 2008;
    4. Gestione del sinistro: quando vengono inoltrati all'Azienda reclami codificati dall'URP come "codici rossi" ovvero contenenti una esplicita richiesta di risarcimento danni, il Servizio Legale e delle Assicurazioni aziendale provvede ad effettuare l'opportuna segnalazione alla Compagnia di Assicurazione per l'apertura del sinistro. Come previsto dalla procedura aziendale (Prot. N. 13/P0004 - Gestione dei sinistri RCT/RCO) emessa il 07/07/2008, l'U.O. di Medicina Legale e Gestione del Rischio, provvede all'istruttoria e alla gestione complessiva del caso attraverso le seguenti attività:
    5. formulazione di un parere medico-legale per il Servizio Legale e delle Assicurazioni e per l'Assicurazione dell'Azienda con l'espressione di un giudizio valutativo sulla eventuale "tenuta" del caso in giudizio, cui può conseguire o meno la scelta di una soluzione transattiva in sede stragiudiziale;
    6. attivazione, se  e quando opportuno, del percorso ascolto-mediazione dei conflitti (ascolto e mediazione;
    7. partecipazione attraverso il proprio personale strutturato (Medici Legali dipendenti dell'Azienda) alla visita medico-legale dei "danneggiati" effettuata dal fiduciario della Compagnia di Assicurazione che tutela l'Azienda e i suoi professionisti; tale coinvolgimento, agevola l'apprendimento della qualità percepita da parte dei pazienti nonché la conoscenza di alcuni aspetti dis-comunicativi  e/o dis-organizzativi interni che sono spesso alla base del conflitto e delle richieste risarcitorie;
    8. la valutazione dei casi di potenziale contenzioso (c.d. "codici gialli" che non contengono una esplicita richiesta di risarcimento ma semplicemente una "lamentela"), con istruttoria delle pratiche, disamina dei casi e attivazione del percorso di ascolto-mediazione dei conflitti;
    9. l'inserimento nel software per la gestione del contenzioso della parte di competenza medico-legale;
    10. il fornire raccomandazioni - consulenze e partecipare all'elaborazione di procedure quando sono necessarie modifiche nella pratica assistenziale;
    11. fornire l'assistenza come consulente di parte in ambito penale, quando richiesto dal/i professionista/i (quasi sempre);
    12. l'assistenza come consulente di parte dell'Azienda U.S.L. in ambito civile. 
  2. L'assetto organizzativo aziendale per la gestione del rischio è così definito:
 

la responsabilità complessiva sulla sicurezza è specificamente in capo alla Direzione Generale e, poiché le criticità aziendali prevalenti in materia di rischio-sicurezza  sono connesse ai processi tecnico-professionali di erogazione dei servizi l'atto aziendale dispone l'organizzazione integrata delle diverse componenti della gestione del rischio demandando alla  struttura complessa di Medicina Legale e Gestione del Rischio, posta in staff alla Direzione Sanitaria Aziendale, l'impostazione ed il coordinamento del programma aziendale di risk management.  Il Collegio di Direzione, organo dell'Azienda, riveste un ruolo preminente in merito alla gestione del rischio, in particolare di quello clinico, in quanto "sede" privilegiata della condivisione delle attività relative all'individuazione, alla prevenzione, al trattamento e al monitoraggio del rischio. L'espressione della responsabilità aziendale complessiva relativa alla promozione della sicurezza e alla gestione del rischio si realizza, oltre che attraverso il contributo del Collegio di Direzione, anche attraverso la collaborazione di un insieme di professionalità e servizi che esprimono tutte le competenze necessarie (Direzioni di Distretto, di Dipartimento, nonché di Presidio e di Stabilimento, l'Unità Operativa di Medicina Legale e Gestione del Rischio, il Servizio di Ingegneria Clinica, il Servizio Attività Tecniche, i Servizi aziendali deputati alla sicurezza del lavoro (SPPA e SSA, Medico Autorizzato ed Esperto Qualificato), il Dipartimento di Sanità Pubblica, il Servizio di Fisica Sanitaria, l'Agenzia Formativa dell'Azienda U.S.L. di Modena "AgeFor", il Sistema Qualità e Accreditamento aziendale, il Comitato per il Controllo delle Infezioni (C.C.I.), il Servizio Infermieristico e Tecnico).

 
Piano Programma aziendale per la Gestione del Rischio .
 

Glossario

Evento (Incident) Accadimento che ha dato o aveva la potenzialità di dare origine ad un danno non intenzionale e/o non necessario nei confronti di un paziente.

Evento avverso Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta una danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile. Gli eventi avversi possono essere prevenibili o non prevenibili. Un evento avverso attribuibile ad errore è un "evento avverso prevenibile".

Incidente (Accident) Evento con conseguenze attuali di danno, l'unico che ha rilevanza giuridica

Quasi evento - Evento evitato  (near miss) Errore che ha la potenzialità di causare un evento avverso, che non si verifica per caso fortuito o perché intercettato o perché non ha conseguenze avverse per il paziente.

Errore Fallimento nella pianificazione e/o nell'esecuzione di una sequenza di azioni che determina il mancato raggiungimento, non attribuibile al caso, dell'obiettivo desiderato.

Errori latenti (latent failure): sono condizioni presenti all'interno dell'organizzazione aziendale che presi singolarmente non generano errori, ma se uniti ad altri fattori o situazioni facilitanti provocano l'errore; per la loro natura gli errori latenti sono imputabili all'organizzazione o alla pianificazione aziendale.

Errori attivi (active failure):  sono errori conseguenti ad atti od omissioni di chi opera direttamente sui pazienti; tra questi distinguiamo: distrazioni (slips) - Azioni in cui vi sono insufficienze di riconoscimento o selezione, errori di attenzione, Fallimenti Cognitivi (Lapses) -vuoti di memoria- Violazioni di regole o procedure (Errors) - Scelta scorretta dell'obiettivo o di una via per raggiungerlo (KNOWLEDGE-BASED e RULED-BASED)


 

"Incident reporting": disponibile la scheda di segnalazione spontanea degli eventi indesiderati

La scheda, una volta compilata, potrà essere inviata via e-mail all'indirizzo incidentreporting@ausl.mo.it o via fax

La funzione di gestione del rischio è sostanzialmente quella di fornire all'organizzazione e dunque a tutti gli operatori le informazioni necessarie per "imparare dagli errori" ovvero dagli eventi avversi prevenibili e dai cosiddetti "quasi eventi" o near-miss. L'errore o l'evento avverso prevenibile deve dunque essere concepito come una preziosa occasione di miglioramento per l'organizzazione che, a tale scopo, deve prioritariamente predisporre ed implementare strumenti finalizzati alla identificazione qualitativa dei rischi e di specifiche criticità.
 
Il sistema di incident reporting, definibile come la modalità di raccolta delle segnalazioni su eventi indesiderati effettuate volontariamente dagli operatori, ha appunto lo scopo di fornire una base di analisi, predisposizione di strategie e azioni di correzione e miglioramento per prevenirne il riaccadimento nel futuro. [Dossier 86-2003 - ASR - IL SISTEMA DI INCIDENT REPORTING NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE - Sussidi per la gestione del rischio].

A tal fine, rinnovando l'invito a segnalare ogni evento che abbia causato o aveva la potenzialità di causare un danno al paziente, all'operatore e/o ad un visitatore (incident) anche se semplicemente osservati e/o riportati da terzi, si rende disponibile l'ultima revisione della scheda generale di segnalazione elaborata a suo tempo con l'allora Agenzia Sanitaria Regionale che abbiamo reso compilabile su supporto elettronico. La scheda, una volta compilata, potrà essere inviata via e-mail all'indirizzo incidentreporting@ausl.mo.it o via fax ai recapiti indicati sulla scheda stessa.
Come noto, si tratta di un sistema di segnalazione assolutamente confidenziale, nell'ambito del quale l'operatore segnalante, qualora lo ritenga opportuno, potrà anche mantenersi anonimo non compilando i campi relativi alla sua identificazione, purché descriva in modo puntuale luogo, circostanze e modalità dell'accadimento, così come richiesto dalla scheda.

La segnalazione potrà anche essere effettuata e condivisa da più operatori o dall'intera équipe assistenziale nei casi in cui ciò sia ritenuto necessario/opportuno. 

 

Allegati

 (111 KB)Scheda di segnalazione in formato Microsoft Word (111 KB).
 (43.92 KB)Scheda di segnalazione in formato OpenOffice (43.92 KB).
 

 

Ascolto e mediazione dei conflitti in sanità

Il percorso di ascolto e mediazione dei conflitti tra cittadino/utente/paziente ed operatore sanitario, oltre a configurarsi come efficace strumento di gestione del rischio e di prevenzione del contenzioso, ha un precipuo fondamento etico nella misura in cui tende al  ripristino della relazione di fiducia fra i cittadini ed il servizio sanitario, ricomponendo i rapporti con le persone che ritengono di essere state in qualche modo danneggiate ovvero offese nel contesto di una prestazione sanitaria. Ci si è resi conto, di fatto, che la maggior parte delle segnalazioni e delle richieste di risarcimento danni, nonché degli esposti-denuncia e delle querele in sede penale, traggono principalmente origine da un difetto di comunicazione fra i professionisti ed i pazienti e/o i loro familiari, da una relazione interpersonale non perfettamente aderente alle aspettative di entrambi, tanto da sfociare sul versante tecnico-professionale, ma esclusivamente per dare corpo a un insormontabile ostacolo comunicativo-relazionale che ha fatto soffrire le persone in un momento di vulnerabilità.
In un simile contesto la mediazione tende alla ricerca di una dimensione comunicativa comune tra cittadino e professionista a prescindere dall'evento che ha scatenato il conflitto, ma che possa facilitare l'instaurarsi di una nuova relazione, basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco fra le persone, nonché tra le organizzazioni sanitarie e la società civile.

L'équipe di ascolto e mediazione è composta da professionisti adeguatamente formati, appartenenti a diverse discipline e con qualifiche e profili professionali differenti, inseriti in diverse realtà aziendali.
Di seguito i nominativi, elencati in ordine alfabetico:

 

Contatti:

ÉQUIPE DI ASCOLTO E MEDIZIONE  via Finzi 211 -  41122 Modena,
Tel. 059435274, cell. 3346394947,  ascolto-mediazione@ausl.mo.it 
 
L'attività, interfacciandosi attivamente e secondo specifiche modalità operative con il percorso gestionale delle segnalazioni dei cittadini svolto dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) "Approvazione del regolamento della procedura di gestione delle segnalazioni dei cittadini ), si esplica nell'effettuazione di incontri (di ascolto) con i cittadini e con i professionisti ed in una costante attività di counseling sui vari casi tra i membri dell'équipe oltre che con i colleghi dell'URP, delle Direzioni dei Dipartimenti, della Direzione Sanitaria aziendale, delle Direzioni di Stabilimento Ospedaliero.
Il tutto "semplicemente" declinato nel dedicare attenzione, tempo e supporto alla persona (cittadino e/o operatore), insoddisfatta di una prestazione, di un accadimento o di un rapporto conflittuale.
Si tratta di un percorso parallelo a quello di gestione del contenzioso (istruttoria, parere medico-legale ed inoltro della pratica alla Compagnia assicurativa che contestualmente vengono poste in essere).
L'incontro è l'occasione per "ascoltare" senza le formalità del rito giudiziario e di confrontarsi secondo modalità che permettono di esprimere i valori, i punti di vista ed i sentimenti che sottendono al conflitto.
Il conflitto, il disaccordo, lungi dall'essere situazioni patologiche, ma connesse ad ogni relazione umana, richiedono a volte un intervento da parte di terzi neutrali per aiutare a chiarire le motivazioni del conflitto stesso e per facilitare la comprensione delle reciproche posizioni, anche tra gli stessi operatori dell'Azienda U.S.L.     

 

Dati di attività dell'equipe di ascolto - mediazione

Dati di attività
2005
2006
2007
2008
2009
2010
05/06/2011
Totale
Colloqui con i cittadini
21
58
63
39
51
33
10
275
Colloqui con i professionisti
6
30
28
18
14
18
1
115
Mediazioni
1
14
16
10
7
11
2
61
Colloqui post mediazione
1
18
24
12
14
20
2
91
Totale
29
120
131
79
75
82
15
531
 

Allegati

 (43.88 KB)Delibera del Direttore Generale n. 80 del 29/05/2007 (43.88 KB).
 (135.76 KB)Approvazione del regolamento della procedura di gestione delle segnalazioni dei cittadini (135.76 KB).
 (76.9 KB)Ascolto e Mediazione: Valutazione della percezione e rilevazione delle aspettative - SINTESI DELLA RILEVAZIONE - (76.9 KB).
 
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