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Al Centro didattico di Medicina di Via del Pozzo: Convegno sul piede vascolare e diabetico

Nel 2009 a Modena sono stati effettuati 300 interventi per salvare l'arto. In tutta la regione 4.500 amputazioni negli ultimi sei anni

"Il piede vascolare e diabetico: clinica, trattamento e dimissione difficile", è il tema del convegno in programma sabato 13 marzo al Centro didattico interdipartimentale della facoltà di Medicina e chirurgia, in via del Pozzo 71. Organizzato dalla Struttura semplice di Chirurgia vascolare periferica dell'Azienda USL diretta dal prof. Tiziano Curti, l'appuntamento è un'occasione importante per affrontare un serio problema clinico che presenta dati epidemiologici in crescita: si tratta delle arteriopatie degli arti inferiori che, quando sono associate ad insufficienza renale e diabete, raggiungono il maggior tasso di complicanze irreversibili, con alta incidenza di amputazioni.

A questo proposito è il caso di ricordare che, secondo i dati della Regione Emilia Romagna, negli ultimi sei anni in regione sono state effettuate circa 4.500 amputazioni, la metà delle quali in pazienti diabetici, per complicanze vascolari. Per quanto riguarda l'attività del reparto di Chirurgia Vascolare di Modena in questo particolare ambito, nel 2009 sono stati compiuti circa 400 interventi di rivascolarizzazione degli arti inferiori. Di questi, oltre 300  sono stati effettuati per "salvataggio d'arto", e sono stati coronati da successo nell'80% dei casi, una percentuale che crolla al 40% quando all'arteriopatia si associano diabete ed insufficienza renale .

"Anche l'aumento della sopravvivenza della popolazione  determina il fatto che sempre più pazienti anziani  abbiano bisogno di cure di tipo medico, chirurgico ed interventistico da parte di un pool di specialisti - spiega il prof. Curti - E' quindi necessario disporre di precisione ed appropriatezza di diagnosi e terapia. L'ospedalizzazione rappresenta un episodio della cura, limitato nel tempo, spesso preceduto da   osservazione e  valutazione primaria, ma poi seguito  da un  lungo periodo di medicazioni eseguite in ambulatorio o a domicilio. L'assistenza domiciliare riveste pertanto un ruolo molto importante per la guarigione rapida, il monitoraggio della malattia ed il recupero piu' completo".
 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 
 
 
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