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L'ambiente

 
Percentuale di giornate con valori di concentrazione di PM10 superiori al limite di 50 µg/m3. Anni 2002-2008
Percentuale di giornate con valori di concentrazione di PM10 superiori al limite di 50 µg/m3. Anni 2002-2008

Gli alti livelli diurbanizzazione ed industrializzazione del territorio, connessi con lecaratteristiche meteo-climatiche, favoriscono il ristagno degli inquinanti egenerano una situazione ambientale che presenta diverse criticità.

Una delle principali èrappresentata dal particolato(monitorato come PM10), sia per inumerosi superamenti dei limiti di legge, sia per le evidenze epidemiologicheche sempre più lo legano ad effetti avversi sulla salute umana.

Nel 2009 a Modena si sonoverificate, utilizzando il dato della stazione di monitoraggio che presenta ivalori più elevati (Modena via Giardini), 79 giornate con valori superiori alvalore limite indicato dalla normativa di 50 µg/m3, pari al 22% delle giornatecon valori validi. 

Sebbene la situazione rimanga critica in tutta la Provincia, visto che i superamenti consentiti perlegge sono solo 35, il trend degli ultimi quattro anni, sembra indicare una situazionein miglioramento, infatti i superamenti nella stazione peggiore della zonaurbana, sono stati  rispettivamente 130nel 2006, 120 nel 2007, 112 nel 2008 e 79 nel 2009. Significativo anchel'aumento di giornate con livelli di polverosità inferiori a 25 µg/m3,particolarmente evidente nelle stazioni di fondo che rappresentano i livellimedi a cui la popolazione è esposta.

 


Analizzando inoltre il  trend annuale delle concentrazioni medie dal2006 al 2009, questa tendenza sembra trovare ulteriore conferma (48 µg/m3 nel2006, 48 µg/m3 nel 2007, 44 µg/m3 nel 2008, 39µg/m3 nel 2009). 
 
Diversi fattori hanno contribuito a questo miglioramento, tra cui:
-  Il continuo rinnovo del parco veicolare, indotto anche dalle politiche messe in campo su questo versante: in Provincia di Modena le autovetture pre Euro erano il  27% nel 2003 e tale percentuale si è ridotta al 13 % nel 2007 e  al 11,7 % nel 2008, mentre le auto Euro 4, praticamente assenti nel 2003, hanno raggiunto la percentuale del 26% nel 2007 e del 32% nel 2008;
- La situazione meteorologica: se si analizzano le giornate favorevoli all'accumulo di PM10, stimate tenendo conto della concomitanza di diversi fattori meteorologici, tra cui la scarsa ventilazione, l'assenza di  precipitazioni e la ridotta altezza di rimescolamento, il 2009 è stato caratterizzato da 125 gg critiche, contro le 138 del 2007.
- non ultimo, gli effetti della crisi economica che ha influenzato sia le emissioni industriali. sia il trasporto merci, con cali di produzione che hanno raggiunto anche il 30% nei settori ceramico, metalmeccanico, dei trasporti e della logistica.
 
Nel corso del 2008, Arpadi Modena ha attivato un nuovo strumento che misurao le PM2.5 nella stazione diParco Ferrari, a Modena; queste particelle, che costituiscono mediamente il65-70% in peso delle PM10, permangono a lungo in atmosfera e mostrano unadistribuzione molto uniforme sul territorio.
Le concentrazioni medierilevate nel 2009 sono risultate di 22 µg/m3 a Modena, inferiori al valorelimite di 25 µg/m3 definito nella Direttiva 2008/50/CE.
Anche l'ozono (O3)presenta criticità paragonabili. Tale inquinante deriva dalle reazionifitochimiche che avvengono tra un numero elevatissimo di inquinanti presenti inatmosfera in presenza di forte irraggiamento solare (è per questo che leconcentrazioni più elevate si riscontrano in estate).

L'estate 2009 non haregistrato superamenti della Soglia di Informazione (180µg/m3) ma 64 giornatein cui è stato superato il  ValoreBersaglio (numero di giorni con superamento delle medie mobili su 8 ore di 120µg/m3, come media degli ultimi 3 anni 2006/2007/2008, massimo 25 volte in unanno). La  variabilità negli anni diquesto inquinante è principalmente legata alla meteorologia che caratterizza lastagione estiva.

Come per il PM10 anche per ilbiossido di azoto (NO2) il 2009 registra un lieve calo delle concentrazionimedie annuali, sebbene i valori siano, nella stazione peggiore, di 52 µg/m3 rispetto al riferimentoattualmente in vigore di  42 µg/m3(che diventerà 40 µg/m3 dal 2010).
Per quanto riguarda ilbiossido di zolfo (SO2), dopo l'avvento della metanizzazione negli anni'70-'80, esso ha subito una drastica diminuzione nelle concentrazioni tanto chei livelli attuali risultano molto bassi e ben lontano dai limiti di legge.

Nella stazione diGiardini, analogamente a quanto avviene nelle stazioni da traffico della ReteRegionale di Qualità dell'Aria, è misurato il Monossido di Carbonio (CO), gasche si produce principalmente dalle reazioni di combustione; i livelli diquesto inquinanti sono da anni molto contenuti e prossimi al limite dirilevabilità strumentale. La massima della media mobile delle 8 ore misuratanel 2009 è stata di 1.7 mg/m3 (valore limite 10 mg/m3).
Una forte diminuzionenegli ultimi decenni si è riscontrata anche per le concentrazioni di benzene,che attualmente raggiunge nella stazione di Giardini valori medi annui pari acirca 1.7 µg/m3, di molto  inferiori rispetto al limite previsto per il2010 pari a 5 µg/m3.
 
 
Qualità dei suoli
  La qualità dei suoli nella provincia di Modena risulta influenzatanegli ultimi decenni dalla agricoltura intensiva e dagli elevati carichi disostanze azotate prodotte dai numerosi allevamenti zootecnici diffusi sulterritorio provinciale. Relativamente alla problematica delle aree dispandimento, si evidenzia che in attuazione del Decreto del Ministro dellePolitiche agricole e forestali 7 aprile 2006 - Programma d'azione per le zonevulnerabili ai nitrati da fonte agricola, la Regione Emilia Romagna conDelibera dell'Assemblea legislativa n° 96/2007 ha dettato nuovi criteri e normetecniche per la disciplina dell'utilizzazione agronomica degli effluenti diallevamento che, a partire dal 1° marzo 2009, espleteranno pienamente i loroeffetti su tutto il territorio regionale. Come provvedimento amministrativo correlato, la Provincia di Modena (conatto deliberativo consigliare n° 40 del 12.03.2008) ha approvato la cartografiadelle aree idonee all'utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e deifanghi di depurazione.
Contaminazioni puntuali,correlate a pregresse contaminazioni industriali sono in corso di bonifica equindi in progressiva diminuzione.
Qualità delle acque
   
La classificazione ambientale delle acque superficiali determinataattraverso l'utilizzo di indicatori sintetici quali il Livello InquinamentoMacrodescrittori (LIM) e lo Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua (SECA), confermain classe "buona" tutte le stazioni del tratto montano-collinare e di pianuraposte sul fiume Panaro fino alla stazione di Bomporto, mentre per il fiumeSecchia risultano in classe "buona" solamente le stazioni del trattomontano-collinare fino alla stazione di Castellarano. I tratti terminali dientrambi i corsi d'acqua, confermano la classe "sufficiente", raggiungendol'obiettivo intermedio al 2008, ma non ancora quello fissato al 2016.Scadente-pessima risulta la qualità dei corpi idrici affluenti Naviglio eCollettore Acque Alte per il Panaro e Fossa di Spezzano e Tresinaro per ilfiume Secchia.

La qualità delle acque difalda, risulta scadente per buona parte del territorio di alta pianuramodenese; peggiore risulta lo stato qualitativo delle acque sotterranee nellaconoide del fiume Secchia (in peggioramento) rispetto alle acque sotterraneenella conoide del fiume Panaro (in lieve miglioramento). Lo stato scadentedelle falde è correlabile agli elevati carichi inquinanti riversati sul suoloprovenienti soprattutto dal settore agricolo-zootecnico, che provocano unincremento dei livelli di concentrazione dei composti azotati ed in particolaredei nitrati. Per il territorio modenese la presenza di nitrati nelle falderisulta determinante nella classificazione delle acque profonde, ma nonesclusivo; in zona pedecollinare permane una presenza puntuale di composticlorurati (organo alogenati) superiori al limite normativo. Risultano inveceassenti altri inquinanti quali fitofarmaci, idrocarburi policiclici aromatici(I.P.A.), fenoli e metalli pesanti.


Ulteriori informazioni sul sito www.arpa.emr.it/modena


                                           

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