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Ausl Modena - Testata per la stampa
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Assistenza territoriale


 

I Distretti rappresentano i luoghi della programmazione ed erogazione dell'assistenza primaria ed i contesti appropriati per realizzare l'integrazione tra i diversi soggetti presenti sul territorio e servizi sanitari, socio-sanitari e sociali.

Il Comitato di Distretto, composto dai Sindaci e dal Direttore del Distretto, è l'organo di governo locale con compiti di indirizzo e di valutazione, mentre il nuovo Ufficio di Piano è lo strumento tecnico per realizzare gli obiettivi declinati nel Piano di zona distrettuale per la salute e per il benessere sociale in una prospettiva comunitaria.

 
 
 

Le Cure Primarie

Nel corso degli anni si è dato sempre più corpo allo sviluppo dell'associazionismo dei Medici di Medicina Generale, che ha portato ad avere nel territorio provinciale 39 Nuclei di Cure Primarie(NCP), in cui operano 530 Medici di Medicina Generale (MMG): di questi l'80% è aggregato in associazione (medicina in rete e medicina di gruppo). I Pediatri di Libera Scelta (PLS) sono 97 (il 73,2% aggregati in forma associativa), 118 gli infermieri dell'Assistenza Domiciliare e 24 i punti di Continuità Assistenziale.

Su questa linea nel corso del 2008 è stata avviata la progettazione volta ad orientare i Nuclei di Cure Primarie (NCP) verso una sede di riferimento partendo dalla ricognizione delle sedi già disponibili, in particolare delle medicine digruppo e delle cooperative in cui i medici convenzionati svolgono la propria attività in maniera coordinata e secondo progetti specifici.

La formula associativa più gradita alla popolazione è rappresentata dalle medicine di gruppo, ove i professionisti operano presso un'unica sede, spesso assistiti da personale infermieristico e di segreteria. Questo modello organizzativo consente un significativo ampliamento delle fasce orarie di apertura al pubblico, una più puntuale organizzazione delle attività, un più facile interscambio delle conoscenze,nonché snellimenti operativi (vaccinazioni, gestione cronicità, ecc). In talune realtà l'integrazione tra medicine di gruppo e altre attività tipiche delle cure primarie ha consentito la realizzazione di veri e propri centri polifunzionali ove sono presenti anche altre attività del territorio, come quelle di prevenzione, le sedi dell'emergenza, del volontariato, ecc.

Nell'AUSL di Modena sono presenti 5 cooperative diMMG, dislocate in 6 sedi distrettuali, e 19 sedi di medicina di gruppo. Inoltre, nel 2009 si è prevista una sede NCP in ogni distretto.

I distretti di Carpi, Modena, Castelfranco Emilia e Pavullo sono state individuate delle sedi distrettuali disponibili per la futura sperimentazione di NCP strutturati. Per Modena presso la sede dell'ex ospedale Estense è stato individuato e ristrutturato uno spazio da dedicare ad attività rivolte agli assistiti dei  NCP (es. ambulatorio perfollow-up diabete, gruppi informativi educativi per  i pazienti con patologia cronica). 
 
Al fine di realizzare un'assistenza che risponda alle esigenze dei malati e dei loro famigliari, nell'AUSL di Modena le cure domiciliari vengono erogate attraverso l'intervento di più figure professionali sanitarie e sociali al domicilio del paziente, con un progetto di curapersonalizzato.
 
Nel 2008 i pazienti seguiti a domicilio nelle varie tipologie diassistenza sono stati 14.941 pari al 22 per mille; di questi 12.030, pari al169,9 per mille, avevano una età maggiore di 75 anni.
 

Le cure domiciliari si articolano in diverse tipologie:

1. Assistenza Domiciliare Integrata: i pazienti sono seguiti dal Medico di Medicina Generale, dall'Infermiere, dai Servizi Sociali e dagli Specialisti necessari in un progetto assistenziale integrato; l'ADI si differenzia in tre livelli di intensità crescente, nel 3° livello vengono assistiti i pazienti più complessi quali gli oncologici terminali (NODO);

2. Assistenza DomiciliareProgrammata: i pazienti sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal Medico di Medicina Generale;

3. Assistenza Infermieristica: i pazienti sono seguiti solo dall'Infermiere per interventi che non necessitano di un progetto assistenziale integrato con il Medico di Medicina Generale.
 
Nell'ambito dei Nuclei di Cure Primarie (NCP) particolare impegno è stato profuso nei percorsi di continuità di cura, intesa come continuità assistenziale, ma anche e soprattutto come sostegno alla domiciliarità. Inoltre continua la sperimentazione di progetti innovativi con la medicina generale attraverso le cooperative, per garantire la continuità assistenziale quando gli studi medici sono chiusi: i MMG svolgono attività, in determinate fasce orarie dei prefestivi e festivi, per rispondere a bisogni non prorogabili attinenti alla medicina generale dei cittadini.

Oltre a ciò, continua anche l'attività dei NCP verso la presa in carico della cronicità (diabete, demenze, malattie cardiovascolari) che ha nella multidisciplinarietà tipica dell'approccio delle cure primarie, nel lavoro in team e nell'integrazione tra competenze professionali diverse ma convergenti sugli stessi bisogni assistenziali un aspetto chiave del disease management.


 

 
 
 

L'assistenza residenziale e semiresidenziale per anziani e disabili

L'offerta presente nel nostro territorio, rapportata alla popolazione residente, ha rilevato in quest'ultimo anno un incremento dei posti presenti nelle strutture residenziali per anziani, determinando un'offerta complessiva provinciale poco superiore a 31 letti ogni 1000 abitanti di età superiore ai 75 anni. Si è così riusciti a potenziare l'offerta residenziale anche se l'attuale equilibrio potrebbe subire delle modificazioni in parte dovute all'aumento progressivo delle fasce di età più avanzate e in parte imputabili al cambiamento della casistica afferente alle strutture.

La comparazione tra l'offerta residenziale presente nella provincia di Modena e i dati complessivi presenti sull'intero ambito regionale evidenziano una sostanziale corrispondenza, fatta eccezione per i posti dedicati all'assistenza semiresidenziale per i quali si evidenzia, sull'intero ambito modenese, una presenza maggiore rispetto la media regionale. Lo sviluppo dell'offerta semiresidenziale si inserisce nel più ampio obiettivo di sostenere la domiciliarità dell'anziano il più a lungo possibile.

Con l'avvio del FRNA, oltre ad un aumento degli utenti anziani e disabili presi in carico, si è anche ampliata la gamma degli interventi tesi a sostenere ulteriormente la domiciliarità. Infatti oltre alla rete storica degli interventi presenti sull'intero ambito provinciale (centri diurni, assegno di cura e assistenza domiciliare) ulteriori interventi hanno qualificato il processo programmatorio. In particolare ci si riferisce a programmi innovativi quali la formazione delle assistenti famigliari private e la progettazione di ulteriori azioni tese a sostenere le reti sociali.

 
 
 
 
 
 

Gravissime disabilità acquisite

Nel corso degli anni le situazioni di lungaassistenza per persone con gravissima disabilità acquisite sono in netta crescita (156 nel 2009). Questo è legato alle migliorate possibilità di trattamento in fase acuta di eventi gravi e perla possibilità di dominare patologie concomitanti che spesso portavano all'exitus precoce le persone con patologie vascolari o traumatiche o degenerative.
 
Anche sela famiglia continua a rimanere oggi la risorsa più rilevante per la maggiorparte di queste persone, i cambiamenti sociali e demografici in corso tendono aridurre in molti casi la capacità delle famiglie di farsi carico di percorsi dilunga assistenza,. Anche le situazioni di terminalità, soprattutto da patologieneoplastiche, trovano attualmente nel contesto famigliare la risorsa perpermettere una gestione della malattia a domicilio. In questa situazione,sempre di più appare necessario lavorare in una ottica di rete dei servizi esoprattutto in un continuum che permetta di supportare le varie fasi dellamalattia in modo adeguato.

 

 

 
 
 
                                             

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