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La partecipazione degli enti locali a programmazione sanitaria

La centralità del cittadino in quanto titolare del diritto alla salute, espressa a livello individuale e collettivo, è uno dei fondamenti della Legge di riforma regionale 29/2004 del Servizio Sanitario Regionale dell'Emilia Romagna e del Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008-2010.
 
Per dare una risposta ai bisogni sempre più crescenti delle famiglie l'integrazione socio-sanitaria costituisce uno degli ambiti più importanti delle attività dell'Azienda.
 
In questi anni, gli Enti locali stanno consolidando il loro ruolo nel nuovo sistema di governance regionale tramite la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria e i Comitati di Distretto, interpretando con sempre maggiore partecipazione la loro responsabilità sulle scelte in materia sanitaria e sociosanitaria.
 
E' proseguito il lavoro dell'Esecutivo della CTSS e del relativo tavolo tecnico di supporto, composto da dirigenti dell'Azienda e dei Comuni Capo Distretto. L'Esecutivo ha approvato ed esaminato fra gli altri:
 - gli indirizzi sull'utilizzo del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA); 
 - le linee di indirizzo per interventi in conto capitale per le strutture socio sanitarie e socio assistenziali;
 - l'Atto di indirizzo e coordinamento da sottoporre alla CTSS;
 - le linee di indirizzo e il riparto per le risorse FRNA per i disabili e gli anziani;
 - i bilanci e i piani programmatici delle aziende sanitarie;
 - i piani programmatici delle aziende di servizi alla persona.

Per quanto riguarda l'Ufficio di Supporto alla CSST è già costituito da tempo e sta gradualmente implementando le funzioni che progressivamente la Regione pone in capo a questo Ufficio. In modo particolare per quanto riguarda il 2008 l'Ufficio di Supporto ha guidato tutto il processo per la costruzione del Profilo di Comunità e dell'Atto di Indirizzo e Coordinamento.
 
I lavori per arrivare alla definizione dell'Atto di indirizzo hanno preso avvio nel primo semestre 2008, quando la CSST ha costituito un gruppo di lavoro misto con operatori dell'Azienda USL e degli Enti Locali (Comuni e Provincia) sotto la guida dell'Ufficio di Supporto per la costruzione del Profilo di Comunità, documento che sintetizza i dati sulla domanda e offerta locale di servizi, declina gli orientamenti della Conferenza riguardo alle attività sociali, sociosanitarie e sanitarie sia in relazione ad obiettivi di sistema che per target specifici di utenza.
 
Il gruppo ha lavorato in questi mesi anche attraverso focus group che hanno permesso di coinvolgere un numero significativo di operatori dei diversi servizi e del Terzo Settore. I due documenti sono stati approvati  dalla CSST a fine 2008 e sono diventati la base di partenza per la costruzione dei Piani di Zona per la salute ed il benessere sociale nei singoli Distretti.
 
In ogni Distretto sono stati costituiti i Nuovi Uffici di Piano con una attiva partecipazione degli operatori dei servizi sia tecnici che amministrativi secondo le indicazioni fornite dall'Azienda USL.
 
Attraverso l'adozione dell'Atto di indirizzo e coordinamento la comunità modenese ha confermato la scelta di fondare la propria programmazione sulla valutazione dei bisogni di salute della popolazione locale  e l'attivazione di politiche concertate. Sulla base di queste indicazioni e confermando la stessa volontà di partecipazione sono stati elaborati ed approvati i Piani di Zona Distrettuali per la Salute e il Benessere Sociale triennali che orientano l'intera programmazione sociale e sanitaria del distretto. 
 


 
 
 


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