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La rete oncologica

% di sopravvivenza dei principali tumori per i modenesi - Fonte Registro Tumori di Modena



In provincia di Modena si registra una minore mortalità per tumori rispetto alla regione, merito delle numerose attività di prevenzione svolte e anche della rete assistenziale. I dati di sopravvivenza riferiti al periodo 1999-2006 mostrano come il 63% delle donne ammalate e il 57% degli uomini sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi, con un aumento molto significativo rispetto al passato (58% per le donne e 48% per gli uomini nel periodo 1991-1998).

Occorre sottolineare che le previsioni regionali del 2004 avevano evidenziato, per gli anni fino al 2024, alcune tendenze che si ritrovano oggi come il consistente aumento della popolazione e il forte incremento degli ultra 80enni. La distribuzione per età dei nuovi casi sottolinea che l'età rappresenta il fattore di rischio più importante per la patologia neoplastica: infatti l'incidenza si evidenzia maggiore tra le persone over-65 (66,1%), mentre i tumori infantili rappresentano una quota estremamente esigua del totale (0,3%).

A livello provinciale esiste un Coordinamento Oncologico Provinciale con rappresentanti delle due aziende, ospedaliera e territoriale. La rete oncologica e la nascente rete ematologica si caratterizzano per una serie di servizi che mettono a disposizione dei cittadini, un sistema integrato fra ospedale e territorio.

Nell'AUSL di Modena operano una UO di Medicina Oncologica, a cui afferiscono i Day Hospital Oncologici (DHO) degli Ospedali di Carpi e Mirandola, il DHO afferente alla U.O. di Medicina della S.p.A. Nuovo Ospedale di Sassuolo a cui si aggiungono i Day Hospital Internistici afferenti alle rispettive U.O. di Medicina degli Ospedali di Castelfranco Emilia, Pavullo, Vignola, che svolgono attività oncologica. Tutte le strutture sopra citate svolgono attività anche in campo ematologico.

Nell'area Nord della Provincia è attiva all'interno della U.O. Medicina Oncologica Carpi-Mirandola, una Breast Unit, per la diagnosi e la terapia del tumore al seno. Nel 2008 sono stati presi in carico 221 nuovi casi di tumore al seno, con un incremento rispetto all'anno precedente del 23,5%. La Breast Unit costituisce un modello di gestione multidisciplinare , con discussione clinica collegiale dei casi, presa incarico della donna sia nella parte diagnostica che in tutta la fase terapeuticae di follow up. Si tratta di un percorso di eccellenza a livello provinciale, che svolge attività sia di I che di II livello, anche per le strutture limitrofe.

Tra i percorsi multidisciplinari integrati, sono da segnalare quelli relativi alla gestione collegiale dei pazienti con Tumori del polmone, presenti presso gli Ospedali dell'Area Nord e di Sassuolo, in collaborazione con le rispettive U.O. di Pneumologia.

L'attività oncoematologica per la AUSL fa riferimento al Dipartimento di Medicina  e il suo coordinamento è affidato alla sezione di Oncologia del Dipartimento.

Particolare attenzione viene posta nel campo delle cure palliative, che vede in tutta l'area provinciale la presenza di un Responsabile per la Formazione referente al Dipartimento e di esperienze diforte integrazione fra Ospedale e Territorio, con una esperienza consolidata di collaborazione fra Medici di Medicina Generale, Infermiere Ospedaliere eTerritoriali e Specialisti Ospedalieri, che costituiscono i referenti del NODO(Nucleo Operativo Domiciliare Oncologico).

Presso l'Area Nord, nei due Ospedali di Carpi e Mirandola, è presente una attività di Psico-oncologia, che ha come hub il Centro di Psicooncologia di Carpi e che ha eseguito nel 2008, 2.818 visite gestite da tre psicologhe. Un analogo servizio è presente presso l'Ospedale di Pavullo e la S.p.A. Nuovo Ospedale di Sassuolo.

 

 
 
                                              

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