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Prima in Italia e quinta in Europa per numero di trombolisi, la terapia medica più efficace nel trattamento dell'ictus ischemico. L'eccellente traguardo è stato raggiunto dalla Stroke Unit della Neurologia dell'Ospedale di Baggiovara, la struttura dedicata alla gestione tempestiva e integrata dei pazienti colpiti da ictus cerebrale. Dal 2006 a oggi, presso la Stroke Unit della Clinica Neurologica modenese, sono state effettuate 194 trombolisi endovenose, con un importante incremento di attività negli anni successivi (29 trombolisi nel 2008 e 72 nel 2009). In particolare solo nel primo trimestre del 2010 ne sono state effettuate ben 36 collocando la Stroke Unit di Modena ai vertici in Europa, dopo centri prestigiosi e di riferimento mondiale come Helsinki e Heidelberg.
L'ictus, una grave malattia cerebrovascolare che danneggia il cervello, colpisce ogni anno circa 2.100 persone in provincia di Modena. Una vera e propria emergenza sanitaria alla quale bisogna far fronte, oltre che con centri specializzati come quello modenese, anche con la prevenzione e con l'adozione di corretti stili di vita. Proprio per questo, domenica 9 maggio, nella nostra città è stata organizzata dall'associazione modenese "ALICe" (Associazione per la Lotta contro l'Ictus Cerebrale) una giornata di sensibilizzazione.

L'attività della Neurologia dell'Ospedale di Baggiovara sono state presentate il 6 maggio nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Direttore Sanitario dell'Azienda USL Modena Giorgio Lenzotti, il Direttore del Presidio ospedaliero e del Dipartimento di Emergenza Urgenza Mario Cavalli, il Direttore del Dipartimento Neuroscienze e dell'Unità operativa di Neurologia del Nuovo Ospedale S. Agostino-Estense di Modena Paolo Nichelli, la Responsabile della Stroke Unit - Unità operativa Neurologia Milena Cavazzuti e la Presidente dell'Associazione "ALICe" Modena Renata Ferrari.
L'ictus cerebrale è la prima causa di invalidità negli adulti, la seconda causa di demenza e la terza causa di mortalità nei paesi industrializzati. L'ictus è un'emergenza medica ed è pertanto importante chiamare subito il 118. L'arrivo precoce in pronto soccorso è fondamentale per poter accedere alla terapia della fase acuta. L'ictus (ischemico nel 80% dei casi, i rimanenti sono ictus da emorragia cerebrale) può manifestarsi in diversi modi. I sintomi di presentazione più frequenti sono: la comparsa improvvisa di una paralisi o debolezza e formicolio al viso, braccio, gamba dello stesso lato solo del corpo; la visione annebbiata o diminuita in entrambi gli occhi riguardante la metà del campo visivo, la difficoltà a parlare, a pronunciare o comprendere semplici frasi; un mal di testa violento e improvviso, mai provato prima e senza cause apparenti.La cura di questa patologia si avvale di due elementi che hanno permesso di migliorarne profondamente l'andamento: l'organizzazione dell'assistenza in aree dedicate ("Unità cerebrovascolare" o "Stroke unit") e, in caso di ictus ischemico, la terapia trombolitica eseguita entro quattro ore e mezzo dall'insorgenza dell'ictus.L'ictus ischemico è determinato dalla chiusura di un'arteria cerebrale causata da un trombo o un embolo. La trombolisi endovenosa con tPA (Alteplase®) rappresenta al momento la terapia medica più efficace nel trattamento dell'ictus ischemico. Tale terapia, che ha lo scopo di sciogliere il coagulo di sangue che ostacola la circolazione in una parte del cervello, deve essere però eseguita precocemente, entro 4 ore e mezzo dall'esordio dei sintomi.

Nel Nuovo Ospedale Civile Sant'Agostino Estense di Modena presso la Clinica Neurologica è attiva una Stroke Unit di 3° livello, dotata di tutte le competenze necessarie per affrontare la casistica più complessa. La Stroke Unit di Modena, di cui è responsabile la Dr.ssa Milena Cavazzuti, ricercatrice presso l'Ateneo modenese, è dotata di 6 letti monitorati di semi-intensiva e 8 letti di degenza ordinaria. Vi lavorano al momento altri quattro Medici Neurologi (Andrea Zini, Federica Casoni, Roberta Pentore e Giacomo Minicuci) e un medico specializzando. Il team multidisciplinare è composto anche da 2 logopediste, una neuropsicologa, una fisioterapista e lavora in stretta collaborazione con i medici del 118 e Pronto Soccorso, oltre che con fisiatri, neuroradiologi, neurorianimatori, neurochirurghi, cardiologi e chirurghi vascolari.
La terapia trombolitica è stata finora disponibile solo nel centro di Baggiovara, tuttavia da inizio aprile è effettuata anche presso l'Ospedale Carpi e, a breve, sarà possibile un collegamento in Telemedicina tra l'Ospedale di Pavullo e la Stroke Unit di Modena per renderla disponibile (progetto TeleStroke). I risultati della terapia, in termini di mortalità e disabilità a tre mesi dall'ictus sono del tutto sovrapponibili a quelli dei migliori centri europei: la trombolisi riduce infatti la mortalità e aumenta l'autonomia di questi pazienti. La mortalità è stata del 14%, mentre più del 40% dei pazienti era completamente autonomo a tre mesi dall'ictus.
Il numero di pazienti sottoposti a trombolisi corrisponde al 46% dei pazienti ricoverati in Neurologia a Baggiovara, al 19% di tutti gli ictus ricoverati a Baggiovara e soprattutto corrisponde al 10% di tutti gli ictus ischemici della provincia di Modena, una percentuale tra le più alte al mondo.
Ma i trattamenti in urgenza non si fermano qui: sono infatti state eseguite, grazie al lavoro della Neuroradiologia interventistica del Dott. Stefano Vallone che fa parte dell'Unità operativa di Neuroradiologia diretta dal dott. Paolo Carpeggiani, dal 2009 anche 51 trombolisi per via intrarteriosa e procedure di angioplastica, con applicazione di uno stent (struttura metallica per dilatare l'arteria). Inoltre dal 2008 sono state eseguite in pazienti con attacco ischemico transitorio (TIA) e ictus più di 80 endoarterectomie e applicazione di stent carotidei in urgenza grazie al lavoro dell'equipe di Chirurghi Vascolari del prof. Gioacchino Coppi. Nei pazienti con gravi ictus che non rispondevano alle terapie e sviluppavano un edema cerebrale sono state eseguiti anche 8 interventi neurochirurgici di craniectomia decompressiva dall'equipe del dott. Gianpietro Pinna. Da notare che il gruppo di Baggiovara partecipa a molteplici sperimentazioni cliniche internazionali, volte a migliorare il trattamento dell'ictus in fase acuta. In totale quindi nella Stroke Unit di Modena sono stati eseguite più di 320 "terapie salvavita" in urgenza nei pazienti con ictus ischemico dal 2006 a oggi. Elementi chiave di questo successo sono stati la forte integrazione con il personale del 118, che ha consentito di far arrivare entro 4 ore e mezzo dall'esordio dell'ictus circa il 42,5% dei pazienti con ictus, la stretta collaborazione con il servizio di Pronto Soccorso di Baggiovara e l'attivazione di una guardia neuroradiologica provinciale 24 ore su 24 che, attraverso un sistema RIS/PACS provinciale, consente la refertazione immediata degli esami eseguiti in qualsiasi punto della rete.
"A confermare che, nonostante il lavoro svolto dalle Aziende Sanitarie che ci colloca in posizioni da primato a livello europeo e l'impegno costante dei volontari, c'è ancora molta strada da fare ci sono i risultati emersi ieri in occasione delle interviste realizzate durante la 5° edizione della Giornata modenese contro l'Ictus Cerebrale. Solo il 52% delle persone infatti sa cosa sia un ictus e ben il 40% di loro non è in grado di rispondere quando si chiede di indicare almeno uno dei sintomi che permettono di riconoscerlo. Basta questo per comprendere quanto sia importante agire a partire dal fronte dell'informazione." Sono le parole del presidente di A.L.I.Ce. Modena onlus (Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale) Renata Ferrari che traccia un bilancio delle iniziative tenutesi il 9 maggio, in occasione della giornata dedicata all'ictus.
Un bilancio complessivamente molto positivo che ha permesso di visitare 110 persone, 48% maschi, 52% femmine, di cui il 68% di età superiore ai 55 anni. Grazie ad una riuscita collaborazione tra mondo del volontariato e Azienda USL, presso i Poliambulatori del Nuovo Ospedale Civile "S. Agostino-Estense", infermieri e medici volontari della Clinica Neurologica di Baggiovara hanno effettuato controlli gratuiti di pressione arteriosa, glicemia, colesterolemia, calcolo del rischio cerebrovascolare, ed EcoDoppler dei vasi del collo. Inoltre per il primo anno si è aggiunto il prezioso lavoro delle dietiste del Servizio Dietetico dell'Azienda USL, diretto dalla dottoressa Fantuzzi.
Per l'Associazione ALICe Modena i dati che emergono da questa indagine rappresentano un punto di partenza importante su cui lavorare insieme alla autorità politiche e a quelle sanitarie per migliorare la prevenzione e la conoscenza dell'ictus nella nostra provincia.
"L'ictus, una grave malattia cerebrovascolare che danneggia il cervello, colpisce ogni anno circa 2.100 persone in provincia di Modena. Sono numeri importanti che ci fanno capire quanto sia importante agire in modo integrato e a tutti i livelli, partendo dall'azione di informazione e prevenzione. Desidero quindi nuovamente ringraziare pubblicamente i volontari il cui apporto è fondamentale per tutti noi, in particolare per non dimenticare mai che al centro dell'attenzione deve esserci la persona" ha aggiunto il direttore sanitario dell'Azienda Usl di Modena, Giorgio Lenzotti.
Diffondere anche nella nostra città la cultura della prevenzione dell'ictus. Con questo obiettivo è nata a Modena ALICe, l'Associazione per la Lotta contro l'Ictus Cerebrale, presieduta da Renata Ferrari. Ogni anno, in occasione della Giornata Nazionale contro l'ictus cerebrale, ALICe è presente in una piazza di Modena con materiale informativo sull'ictus cerebrale, mentre al Nuovo Ospedale di Baggiovara organizza controlli gratuiti. "In queste occasioni abbiamo rilevato come il livello di informazione in tema di ictus, in particolare per quanto riguarda i sintomi, sia ancora troppo basso - spiega la dott.ssa Ferrari. Ecco perché l'impegno di ALICe, che lavora in collaborazione coi neurologi e gli altri specialisti del Nuovo Ospedale S. Agostino Estense, continua a essere rivolto alla diffusione di informazioni e all'organizzazione di iniziative di sensibilizzazione, oltre che ad altre attività che coinvolgono i pazienti".
Numerose le attività dell'associazione. Dalla primavera 2008 organizza, presso società polisportive e circoscrizioni di Modena, incontri con neurologi sui vari aspetti della malattia. Nel settembre 2009 ha curato la presentazione del libro "Senza parola. Storie di afasia". Con gli "Amici del Cuore" e AVIS, sostiene il progetto PRICAM, per finanziare ricerche sulle malattie cardio/cerebro vascolari condotte da giovani talenti del nostro territorio. Organizza incontri settimanali di attività ricreativa e di comunicazione per pazienti postictus e loro familiari (C.I.AO., Conversa Insieme a Noi) , attività di sensibilizzazione e di valutazione del rischio presso i dipendenti di alcune aziende del comprensorio modenese. Ha organizzato un'asta benefica di oggetti di antiquariato finalizzata all'acquisto di un Doppler transcranico per la Neurologia di Baggiovara
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