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Ausl Modena - Testata per la stampa

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Sorveglianza

La Sorveglianza costituisce il secondo fondamentale pilastro della Lotta alle Infezioni Correlate all'Assistenza Sanitaria.

 
 

Sorveglianza attiva sugli Enterobatteri produttori di carbapenemasi


NEW:

E' stato aggiornato il Documento E.R. "Indicazioni pratiche e procolli operativi per la diagnosi, la sorveglianza e il controllo degli Enterobatteri produttori di carbapenemasi nelle strutture sanitarie socio-sanitarie" (gennaio 2013)

 

 

 L'emergere della resistenza ai carbapenemi negli enterobatteri costituisce un problema clinico rilevante, dato che questi antibiotici rappresentano i farmaci di riferimento per la terapia delle infezioni invasive da enterobatteri Gram negativi multiresistenti. Tale resistenza è dovuta prevalentemente
all'emergere di nuove β-lattamasi capaci di idrolizzare i carbapenemi.
Gli Enterobatteri resistenti ai carbapenemi, non sono solo un problema rilevante sul piano clinico, ma rappresentano anche un pericolo notevole per la sanità pubblica per diversi motivi:
- gli Enterobatteri sono molto frequentemente causa di infezioni, in ambito sia ospedaliero che
comunitario, e la progressiva diffusione di ceppi resistenti ai carbapenemi nderebbe problematico il trattamento di un
numero elevato di pazienti;
- la mortalità attribuibile alle infezioni da enterobatteri resistenti ai carbapenemi è elevata, pari al 20-30%, potendo arrivare al 70% nelle batteriemie 
- la diffusione clonale di tali microrganismi fra pazienti diversi si sviluppa con estrema facilità e
inoltre la resistenza ai carbapenemi può essere trasmessa anche ad altri microrganismi attraverso
plasmidi.
Esperienze in singoli ospedali o in interi paesi hanno dimostrato come sia possibile eradicare o contenere fortemente la diffusione attraverso interventi aggressivi di controllo delle infezioni in ambito sanitario, mirati ad identificare tempestivamente i casi di infezioni clinicamente manifeste ed i colonizzati (per ogni caso clinico si stimano da 3 a 5 pazienti colonizzati) ed a adottare tempestivamente misure stringenti di contenimento della diffusione (isolamento, igiene delle mani, pulizia e decontaminazione ambientale, ecc.).
E' molto importante agire tempestivamente ed efficacemente, prima che la diffusione sia arrivata a livelli tali da non poter essere più bloccata.

L'epidemiologia degli Enterobatteri resistenti ai carbapenemi a livello globale appare ad oggi molto variegata con differenze significative tra paesi; in alcuni casi si sono verificate epidemie di larga scala che hanno coinvolto numerosi ospedali di una stessa regione, in altri contesti la presenza di questi microrganismi è divenuta endemica mentre vi sono paesi in cui il fenomeno è emergente.

In Emilia-Romagna, la loro diffusione, sporadica fino al 2009, è in evidente aumento con incremento
delle segnalazioni di singoli casi ed epidemie ospedaliere causate da Klebsiella pneumoniae. Anche in
ambito regionale la situazione epidemiologica appare assai eterogenea nelle diverse aziende.
In molti contesti, pur essendo stati individuati alcuni casi, la diffusione è ancora limitata e, agendo
tempestivamente, appare possibile individuare tutti i pazienti infetti e i colonizzati per applicare in
modo rigoroso misure atte a prevenire la trasmissione dell'infezione/colonizzazione ad altri pazienti.

Sono di seguito scaricabili le versioni aggiornate (2012) dei documenti con i quali la Direzione di Pesidio della Azienda USL di Modena ha fornito, nel luglio 2011, le indicazioni operative per la Sorveglianza degli Enterobatteri produttori di Carbapenemasi.
Il nuovo protocollo, in particolare, assume ora valenza aziendale in quanto condiviso anche con il Dipartimento di Cure Primarie e con il Dipartimento di Sanità Pubblica e prevede, rispetto al precedente, le seguenti modifiche:
 
Pagina 6: E' stata inserita la modalità di richiesta informatizzata del tampone rettale da effettuare per lo screening in ingresso e dei contatti.

Pagina 7: E' stata aggiornata la modalità di comunicazione dei referti da parte del Laboratorio di Microbiologia agli Uffici Igiene Ospedaliere, di Stabilimento, alle 1CI e ai reparti in funzione dell'introduzione della richiesta informatizzata.

Pagine 11-15: Il "Protocollo di sorveglianza attiva per enterobatteri produttori di carbapenemasr è stato esteso al territorio con l'inserimento:
- del punto B, "Indicazioni per i pazienti colonizzti da enterobatteri produttori di carbapenemasi che vengono dimessi dall'ospedale e trasferiti in strutture residenziali per anziani,
- del punto C, "Indicazioni ai MMC e al personale assistenziale per l'assistenza ai portatori di enterobatteri produttori di carbapenemasi,
- del punto D, "Nuova diagnosi di infezione o colonizzazione da CRE inpaziente a domicilio o  residente in struttura socio-sanitaria territoriale".

Allegato n°3: le indicazioni all'utilizzo dei prodotti DECS ambiente PIus e DECS al 10% sono state integrate sottolineando che, dal momento della preparazione la soluzione è stabile per 24 ore.

E' stato aggiornato l'Allegato 6 "Informazioni per i portatori di enterobatteri produttori di carbapenemasi.

E' stato aggiornato l'Allegato 7 "Indicazioni per i portatori di enterobatteri produttori di carbapenemasi dimessi dall'Ospedale e trasferiti in Strutture Residenziali per anziani.

E' stato inserito l'Allegato 12 "Indicazioni ai mmg e agli infermieri per l'assistenza ai portatori di enterobatteri produttori dì carbapenemasi (CRE) ".

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Sono di seguito scaricabili i documenti con i quali l'ASSR-E.R. ha fornito, nel luglio 2011, le indicazioni operative per la Sorveglianza degli Enterobatteri produttori di Carbapenemasi

 
 
 
 
 
 
 
 

Sorveglianza della legionellosi

 

E' di seguito scaricabile il documento "Programma per la prevenzione e il controllo della legionellosi correlata all'assistenza del Presidio Ospedaliero AUSL di Modena - Parte generale", redatto dal Gruppo di Lavoro Multidisciplinare Aziendale, che contiene in particolare indicazioni su:
 ·         misure igienico-sanitarie finalizzate a minimizzare il rischio di trasmissione di legionellosi nel corso di procedure assistenziali,
·         tempestività della diagnosi,
·         sorveglianza attiva dei casi di polmonite da legionella.
 
Sono scaricabili anche le Linee Guida Regionali (E.R.) per la Sorveglianza ed il controllo della legionellosi

 
 

Piano di Sorveglianza e Controllo di Chikungunya, Dengue, Zika virus e West-Nile per il 2014 - aggiornamento

 

Il piano di sorveglianza e controllo delle arbovirosi è stato esteso allo Zika virus. Il virus Zika è strettamente correlato a quello della Dengue ed è responsabile di una malattia simile. Il virus viene trasmesso da zanzare del genere aedes e i sintomi della malattia includono febbre, mal di testa, congiuntivite, eruzione cutanea, dolori muscolari ed articolari. La malattia di solito è lieve e di breve durata (2-7 giorni). Sono a rischio di contrarre questa infezione i viaggiatori diretti in alcune regioni africane, dell'Asia e del Pacifico Occidentale. Recentemente la Polinesia Francese è stata interessata da un focolaio epidemico con diversi centinaia di casi. Nel dicembre 2013 la Regione Toscana ha segnalato tre casi confermati da Zikavirus in turisti rientrati dalla Polinesia. E' pertanto importante considerare la diagnosi differenziale per questo virus soprattutto in turisti di ritorno dalle zone endemiche.

Sono state inoltre aggiornate le definizioni di caso di febbre di Chikungunya e Dengue

Si ricorda che la sorveglianza sanitaria per i casi umani di Chikungunya, Dengue, Zika virus e West - Nile, deve essere effettuata nel corso dell'intero anno ma con particolare attenzione per il periodo dal 15 giugno al 30 novembre. Tale periodo coincide con quello della massima attività, nel nostro Paese, dei vettori responsabili della trasmissione delle suddette malattie, cioè zanzare del genere Aedes e Culex.

Per condurre una efficace attività di sorveglianza e controllo è necessario porre una particolare attenzione agli aspetti di seguito riportati:

  • tempestivo riconoscimento dei casi clinici di malattia,
  • tempestività della segnalazione oltre che dei casi confermati,anche dei casi probabili e clinicamente compatibili, entro 12 ore,
  • corrette modalità di raccolta, confezionamento, trasporto e conferimento dei campioni biologici da inviare al Centro di Riferimento Regionale per le Emergenze Microbiologiche (CRREM) di Bologna,
  • adozione delle misure di prevenzione della trasmissione dell'infezione per ridurre la possibilità di insorgenza di cluster autoctoni delle suddette infezioni.

Infine sono stati aggiornati i recapiti telefonici per l'attivazione del trasporto dei campioni biologici al
CRREM e per l'attivazione del medico reperibile del Dipartimento di Sanità Pubblica.

 
 
 
 
 
 

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