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Ausl Modena - Testata per la stampa
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La sostenibilità patrimoniale


La presente sezione mira a evidenziare come l'azienda si rapporta ai vincoli di sostenibilità patrimoniale che si pongono al suo agire istituzionale. L'analisi procede attraverso le due seguenti dimensioni: analisi della struttura degli investimenti e dei finanziamenti aziendali e analisi delle dinamiche di investimento in atto, con particolare riferimento ai tassi di rinnovamento degli investimenti,  al grado di obsolescenza degli stessi, alle forme innovative di investimento, agli investimenti di tipo finanziario.

 

La struttura patrimoniale

 
Nel 2010 il 51% delle immobilizzazioni trova copertura nei finanziamenti a medio-lungo termine e nel patrimonio netto. Nel 2009 la copertura era pari al 57% ed il peggioramento dell'indicatore è dovuto alla perdita dell'esercizio, al mancato ripiano di perdite di esercizi precedenti ed al saldo negativo fra incrementi e decrementi dei contributi in c/capitale. 

 

 

  
 
Si riporta di seguito la serie storica 2008-2010 dello stato patrimoniale riclassificato in chiave finanziaria.
Si registra nel 2010 un lieve incremento delle liquidità immediate e differite all'attivo patrimoniale con uno speculare decremento della componente delle immobilizzazioni nonostante che il saldo al 31/12 di queste ultime sia in valore assoluto superiore rispetto al 2009 (+1,2 mln).

Sul versante del passivo patrimoniale, il contributo delle passività a breve termine (debiti) si riporta ai valori del 2008 ed è più che compensata dal decremento dei finanziamenti a medio-lungo e dal decremento del patrimonio netto.

 
 


 
 

Le dinamiche di investimento in atto

 

A. Grado di copertura degli investimenti attraverso contributi pubblici e donazioni


L'acquisizione delle immobilizzazioni materiali ed immateriali, strumentali all'erogazione dei servizi sanitari, può essere finanziata mediante risorse aziendali (in tale tipologia rientrano i mutui e l'utilizzo delle quote di ammortamento) o mediante contributi pubblici (contributi in c/capitale ai quali, per similitudine contabile, vengono associate anche le donazioni finalizzate).

Il primo grafico - copertura nuovi investimenti - mostra, nel triennio in esame, il rapporto fra contributi in conto capitale contabilizzati nei singoli esercizi ed il valore dei nuovi investimenti. L'esiguità della copertura, che nel 2010 sì è ridotta di ca. 3 punti percentuali rispetto al 2009, evidenzia ancora una volta come le difficoltà di carattere finanziario dell'Azienda siano storicamente anche da ricondurre al modesto apporto dei finanziamenti pubblici alla realizzazione dei piani di investimento aziendali. E' significativo rilevare che, dei 3,7 milioni di "contributi", ca. 2,0 milioni sono in realtà donazioni liberali finalizzate che hanno coperto  il 7,5% dei nuovi investimenti.

 

Il grafico successivo - copertura degli investimenti - fornisce un'informazione simile al precedente, calcolata però sul valore complessivo sia dei contributi in c/capitale che degli investimenti lordi. Il modesto apporto dei contributi contabilizzati negli ultimi esercizi fa sì che il grado di copertura complessivo continui a ridursi e passi dal 0,46 del 2008 al 0,41 del 2010.

 
 


B. Tipologia dei nuovi investimenti.

Il trend evidenzia una progressiva contrazione delle immobilizzazioni immateriali, costituite prevalentemente dall'acquisizione di licenze software, per effetto del contenimento dei piani di investimento sempre più finalizzati al, seppur parziale, rinnovo delle attrezzature sanitarie e all'esecuzione di interventi non procrastinabili sulle strutture sanitarie. 

 
 
 

Nella tabella successiva è riportato il dettaglio dei nuovi investimenti del triennio suddivisi per tipologia:

 

C. Grado di rinnovo del patrimonio aziendale
 
Il rapporto tra il totale degli investimenti in immobilizzazioni immateriali e materiali effettuati nell'esercizio e lo stock delle immobilizzazioni lorde alla chiusura dell'esercizio stesso determina il grado di rinnovo del patrimonio aziendale. L'andamento dell'indicatore nel periodo 2008-2010 è riportato nel grafico sottostante.
Nel 2010, anche per effetto delle varie "fasi" dell'articolo 20, il grado di rinnovo l'indicatore mostra un miglioramento significativo seppur insufficiente, come si vedrà dal successivo grafico, a contrastare il grado di obsolescenza delle immobilizzazioni tecniche.

 
 

 
D. Grado di obsolescenza del patrimonio aziendale

La disamina del profilo patrimoniale dell'azienda si conclude con la valutazione sintetica del grado di vetustà della dotazione di immobilizzazioni materiali e immateriali. Essa è realizzata attraverso il confronto dello stock di investimenti dell'esercizio al netto e al lordo del fondo ammortamento. Tali valori e il corrispondente indicatore sono rappresentati nel grafico che segue.

L'indicatore ha un andamento decrescente, da un valore ottimale di 0,70 del 2008 al 0,65 del 2010. Viene quindi progressivamente meno l'effetto "straordinario" degli investimenti effettuati dal 2005 al 2007 per la riorganizzazione della rete ospedaliera ed i nuovi investimenti dell'esercizio non sono in grado di compensare la progressiva e naturale obsolescenza del patrimonio. Il problema, se non opportunamente affrontato, si accentuerà nei prossimi esercizi con il progressivo esaurimento del ciclo di vita utile delle attrezzature sanitarie acquisite per l'Ospedale di Baggiovara

 
 

Investimenti con formule contrattuali innovative


L'Azienda per il finanziamento dei propri investimenti utilizza, accanto ai contributi in conto capitale e ai mutui, anche delle fonti "innovative" come per esempio il project financing. Per la progettazione esecutiva, la costruzione e il completamento del nuovo ospedale di Baggiovara, l'Azienda ha attivato un contratto di concessione della durata di trenta anni che include anche la gestione dei servizi tecnici di supporto alle attività assistenziali (pulizia locali, lavanolo, mensa degenti, reception, logistica interna con sistema AGV, ecc.). Per la realizzazione e la gestione del nuovo laboratorio di analisi unico provinciale, situato presso l'ospedale di Baggiovara, l'Azienda si avvale di un contratto di global service della durata di sette anni. Tale contratto nel 2009 è stato esteso anche ai laboratori di Carpi, Mirandola e Pavullo. Presso l'ospedale di Carpi nel 2008 è stata affidata in concessione la progettazione esecutiva, costruzione e gestione di un nucleo di servizi commerciali per un periodo di 17 anni. Infine, nel corso del 2009, in unione di acquisto con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, sono stati approvati gli atti e il progetto per la locazione finanziaria finalizzata alla progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione, manutenzione e conduzione di un impianto di cogenerazione presso il nuovo ospedale di Baggiovara.
La tabella  riporta gli investimenti relativi al laboratorio di Baggiovara, corrispondenti all'ammontare dei canoni corrisposti per i lavori edili di completamento e per la fornitura di mobili e arredi, e gli investimenti dell'ospedale di Baggiovara, che corrispondono alla quota dei ricavi patrimoniali di competenza dell'esercizio

 
 

Le partecipazioni societarie


Il patrimonio immobilizzato dell'Azienda Usl di Modena contiene immobilizzazioni finanziarie per un ammontare complessivo al 31/12/2010 di 7,3 milioni di euro, costituiti quasi interamente da partecipazioni in società controllate.
L'incremento rilevato nell'esercizio 2008 è relativo all'acquisizione di una quota di proprietà nel Consorzio Programma Energia mentre nel 2009 e nel 2010 non vi sono state acquisizioni.

 
 

Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza


Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA), istituito con Legge Regionale n. 27 del 2004 ed attivato operativamente con D.G.R. n. 509 del 2007, ha come obiettivo il sostegno e lo sviluppo dei servizi sociosanitari destinati alla popolazione anziana non autosufficiente  e ai disabili. Una scelta regionale che  intende dare un segnale particolarmente forte alle famiglie che si fanno carico dell'assistenza delle persone non autosufficienti. 
 
Il fondo complessivo assegnato dalla Regione per l'anno 2010 al territorio della provincia di  Modena è stato di 63.438.610 mln di euro (a fronte di 62,6 mln del 2009) con un incremento del 1,23% rispetto al 2009.
La suddivisione tra i Distretti è stata la seguente:

 

Nel 2010 sono stati anche assegnati i Fondi Nazionali per la non autosufficienza che per il nostro territorio ammontavano ad ulteriori 5.051.775 € e altrettanti per 2009.
La spesa effettivamente utilizzata è stata inferiore  a quella prevista, in quanto sono stati prudentemente accantonati fondi per il 2011 ,anno in cui il FNA è venuto meno.

                                                                

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