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Ausl Modena - Testata per la stampa
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Assistenza territoriale

I Distretti rappresentano i luoghi della programmazione ed erogazione dell'assistenza primaria ed i contesti appropriati per realizzare l'integrazione tra i diversi soggetti presenti sul territorio e servizi sanitari, socio-sanitari e sociali.

Il Comitato di Distretto, composto dai Sindaci e dal Direttore del Distretto, è l'organo di governo locale con compiti di indirizzo e di valutazione, mentre il nuovo Ufficio di Piano è lo strumento tecnico per realizzare gli obiettivi declinati nel Piano di zona distrettuale per la salute e per il benessere sociale in una prospettiva comunitaria.

 
 
 

Le Cure Primarie

Nel corso del 2010 è proseguito lo sviluppo dell'associazionismo dei Medici di Medicina Generale, che ha portato ad avere nel territorio provinciale 39 Nuclei di Cure Primarie(NCP), in cui operano 519, circa l'85% dei quali è aggregato in associazione (medicina in rete e medicina di gruppo). I Pediatri di Libera Scelta (PLS) sono 100 (l'85% aggregati in forma associativa), 130 gli Infermieri dell'Assistenza Domiciliare e 22 i punti di Continuità Assistenziale. 

La formula associativa più gradita alla popolazione è rappresentata dalle medicine di gruppo, ove i professionisti operano presso un'unica sede, spesso assistiti da personale infermieristico e di segreteria. Questo modello organizzativo consente un significativo ampliamento delle fasce orarie di apertura al pubblico, una più puntuale organizzazione delle attività, un più facile interscambio delle conoscenze, nonché snellimenti operativi (vaccinazioni, gestione cronicità, ecc).
Per queste ragioni alla fine del 2010 è stato siglato con i Medici di Medicina Generale un accordo che prevede, nel triennio 2011-13, il potenziamento di questa forma di associazionismo.

In talune realtà l'integrazione tra medicine di gruppo e altre attività tipiche delle Cure Primarie ha poi consentito la realizzazione di veri e propri centri polifunzionali ove sono presenti anche altre attività del territorio, come quelle di prevenzione, le sedi dell'emergenza, del volontariato, ecc.

Nell'AUSL di Modena sono presenti 5 cooperative di MMG, dislocate in 6 sedi distrettuali, e 25 sedi di medicina di gruppo,  (con un incremento superiore al 30% rispetto al 2008). 

Sta proseguendo il processo di riorganizzazione della medicina territoriale, cominciato nel 2008, volto ad orientare i Nuclei di Cure Primarie (NCP) verso una sede di riferimento partendo dalla ricognizione delle sedi già disponibili, in particolare delle medicine di gruppo e delle cooperative in cui i medici convenzionati svolgono la propria attività in maniera coordinata e secondo progetti specifici.

Nei  distretti di Carpi, Modena, Castelfranco Emilia e Pavullo sono state individuate delle sedi distrettuali disponibili per la futura sperimentazione di NCP strutturati. Per Modena presso la sede dell'ex ospedale Estense è già attivo  uno spazio dedicato ad attività rivolte agli assistiti dei NCP (es. ambulatorio per follow-up diabete, gruppi informativi educativi per  i pazienti con patologia cronica). 
 
Al fine di realizzare un'assistenza che risponda alle esigenze dei malati e dei loro famigliari, nell'AUSL di Modena le Cure Domiciliari vengono erogate attraverso l'intervento di più figure professionali sanitarie e sociali al domicilio del paziente, con un progetto di cura personalizzato.
 
Nel 2010 i pazienti seguiti a domicilio nelle varie tipologie di assistenza sono stati 15.572 pari al 22,4 per mille; di questi 12.702, pari al 172 per mille, avevano una età maggiore di 75 anni.


Le cure domiciliari si articolano in diverse tipologie:

1. Assistenza Domiciliare Integrata: i pazienti sono seguiti dal Medico di Medicina Generale, dall'Infermiere, dai Servizi Sociali e dagli Specialisti necessari in un progetto assistenziale integrato; l'ADI si differenzia in tre livelli di intensità crescente, nel 3° livello vengono assistiti i pazienti più complessi quali gli oncologici terminali (NODO);

2. Assistenza Domiciliare Programmata: i pazienti sono seguiti, salvo rare eccezioni, solo dal Medico di Medicina Generale;

3. Assistenza Infermieristica: i pazienti sono seguiti solo dall'Infermiere per interventi che non necessitano di un progetto assistenziale integrato con il Medico di Medicina Generale.
 
Nell'ambito dei Nuclei di Cure Primarie (NCP) particolare impegno è stato profuso nei percorsi di continuità di cura, intesa come continuità assistenziale, ma anche e soprattutto come sostegno alla domiciliarità. Inoltre continua la sperimentazione di progetti innovativi con la medicina generale attraverso le cooperative, per garantire la continuità assistenziale quando gli studi medici sono chiusi: i MMG svolgono attività, in determinate fasce orarie dei prefestivi e festivi, per rispondere a bisogni non prorogabili dei cittadini attinenti alla medicina generale.

Oltre a ciò, continua anche l'attività dei NCP verso la presa in carico della cronicità (diabete, disturbi cognitivi, malattie cardiovascolari) che ha nella multidisciplinarietà tipica dell'approccio delle cure primarie, nel lavoro in team e nell'integrazione tra competenze professionali diverse ma convergenti sugli stessi bisogni assistenziali un aspetto chiave del disease management.
 
Gli attori delle Cure Primarie al 31/12/2010

 

L'assistenza residenziale e semiresidenziale per anziani e disabili

Il 2010 è stato l'anno dell'avvio dell'Accreditamento delle strutture sociosanitarie per anziani e disabili; un percorso che ha coinvolto i Comuni titolari del rilascio dell'accreditamento, gli Uffici di Piano, i distretti sanitari e gli enti gestori delle strutture.

Nelle tabelle sottostanti riportiamo la serie storica dei posti letto residenziali  e semiresidenziali  per anziani, nonché la suddivisione per Distretti.

Nell'ambito provinciale la % di copertura di posti letto residenziali supera leggermente  il 3% della popolazione con età superiore ai 75 anni ,ma possiamo notare una differenziazione nei vari territori. La comparazione tra l'offerta residenziale presente nella provincia di Modena e i dati complessivi presenti sull'intero ambito regionale evidenziano una
sostanziale corrispondenza.

La programmazione dei posti sia di residenza che di semiresidenza avviene a livello dei Comitati di distretto, in modo integrato quindi tra servizi sociali e sanitari.
Le risorse messe in campo sono quelle relative al Fondo Regionale della Non Autosufficienza (FRNA)  e confluiscono nella programmazione dei Piani di Zona e del benessere.

Con l'avvio del FRNA, oltre ad un aumento degli utenti anziani e disabili presi in carico, si è anche ampliata la gamma degli interventi tesi a sostenere ulteriormente la domiciliarità. Infatti oltre alla rete storica degli interventi presenti sull'intero ambito provinciale (centri diurni, assegno di cura e assistenza domiciliare) ulteriori interventi hanno qualificato il processo programmatorio

 
 
 
 

Gravissime disabilità acquisite

Nel corso degli anni le situazioni di lungoassistenza per persone con gravissima disabilità acquisite sono in netta crescita (164 nel 2010). Questo è legato alle migliorate possibilità di trattamento in fase acuta di eventi gravi e per la possibilità di dominare patologie concomitanti che spesso portavano all'exitus precoce le persone con patologie vascolari o traumatiche o degenerative.
Importante è il rapporto tra gli ospedali che ricevono i pazienti in fase acuta, l'ospedale in cui il paziente esegue la riabilitazione e la attivazione precoce dell'equipe territoriale che prende in carico la persona e la sua famiglia per un rientro a domicilio o in residenza sociosanitaria.
La famiglia continua a rimanere oggi la risorsa più rilevante per la maggior parte di queste persone; a domicilio sono state assistite 76 persone nel 2010.

 

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