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L'ambiente

 
  1. Inquinamento atmosferico
  2. Qualità dei suoli
  3. Qualità delle acque
  4. Approfondimenti
 

Inquinamento atmosferico

 
Grafico della percentuale di giornate con valori di concentrazione di PM10 superiori al limite di 50 µg/m3. Anni 2002-2010

Gli alti livelli di urbanizzazione ed industrializzazione del territorio, connessi con le caratteristiche meteo-climatiche, favoriscono il ristagno degli inquinanti e generano una situazione ambientale che presenta diverse criticità.
Una delle principali è rappresentata dal particolato (monitorato come PM10), sia per i numerosi superamenti dei limiti di legge, sia per le evidenze epidemiologiche che sempre più lo legano ad effetti avversi sulla salute umana.

Nel 2010 a Modena si sono verificate, utilizzando il dato della stazione di monitoraggio che presenta i valori più elevati (Modena via Nonantolana), 82 giornate con valori superiori al valore limite indicato dalla normativa di 50 µg/m3, pari al 23% delle giornate con valori validi. 

Sebbene la situazione rimanga critica in tutta la Provincia, visto che i superamenti consentiti per legge sono solo 35, il trend degli ultimi quattro anni, sembra indicare una situazione in miglioramento, infatti i superamenti nella stazione peggiore della zona urbana, sono passati da 130 nel 2006 a 82 nel 2010. Nelle stazioni di fondo, che rappresentano i livelli medi a cui la popolazione è esposta, si nota un significativo aumento nel 2010 (già rilevato nel 2009) delle giornate con livelli di polverosità inferiori a 25 µg/m3 .
Analizzando inoltre il  trend annuale delle concentrazioni medie, il 2010 conferma la riduzione di questo indicatore già riscontrata a partire dal 2007 (si è passati da 48 µg/m3 nel 2007 a  38µg/m3 nel 2010 rilevati nella stazione peggiore), nonostante una leggera ripresa delle attività economiche. 

 

Diversi fattori hanno contribuito a questo miglioramento, tra cui:

  • il continuo rinnovo del parco veicolare, indotto anche dalle politiche messe in campo su questo versante: analizzando il parco veicolare provinciale, anche nel 2009 (ultimo dato disponibile) continua il calo delle autovetture pre Euro che dal  27% nel 2003 si sono  ridotte all' 11% nel 2009, mentre le auto Euro 4, praticamente assenti nel 2003, hanno raggiunto la percentuale del 36%. Le autovetture Euro 5 (standard in vigore dal  1° gennaio 2011), con emissioni sia di particolato, che di ossidi di azoto ulteriormente ridotte, soprattutto per il diesel, hanno raggiunto  nell'anno  2009 una consistenza pari al 1% del Parco Veicolare totale della provincia. (dati ACI : autovetture parco circolante Copert  2009);
  • il fattore meteoclimatico: se si analizzano le giornate favorevoli all'accumulo di PM10 per motivi meteorologici, tra cui la scarsa ventilazione, l'assenza di precipitazioni e la ridotta altezza di rimescolamento, il 2010 è stato caratterizzato da 129 gg critiche, contro le 153 del 2006. Rispetto all'anno 2009, le giornate favorevoli all'accumulo, sono state 5 in più, ma distribuite in mesi dove i superamenti sono di norma poco frequenti;
  • non ultimo, gli effetti della crisi economica che ha influenzato sia le emissioni industriali sia il trasporto merci, con un calo della produzione industriale del 30% nel 2009 e del 15% nel 2010, rispetto ai massimi di giugno 2008. In relazione all'anno precedente, nel 2010, recuperano in parte il comparto delle macchine e apparecchi meccanici (+17 %), quello delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (+15%) e quello delle piastrelle in ceramica (+12%). (Modena Economica n. 6 novembre/dicembre 2010 - Rapporto Congiunturale sulla Provincia di Modena - Periodico della Camera di Commercio)
 

Nel corso del 2008, Arpa di Modena ha attivato un nuovo strumento che misura le PM2.5 nella stazione di Parco Ferrari, a Modena; queste particelle, che costituiscono mediamente il 65-70% in peso delle PM10, permangono a lungo in atmosfera e mostrano una distribuzione molto uniforme sul territorio.
Le concentrazioni medie rilevate nel 2010 sono risultate di 22 µg/m3 a Modena, inferiori al valore limite annuale di 25 µg/m3 da valutare per la prima volta nel 2015 e definito dal D.L. 155/2010.

Anche l'ozono (O3) presenta criticità paragonabili. Tale inquinante deriva dalle reazioni fotochimiche che avvengono tra un numero elevatissimo di inquinanti presenti in atmosfera in presenza di forte irraggiamento solare (è per questo che le concentrazioni più elevate si riscontrano in estate).
Nella stazione di Parco Ferrari a Modena l'estate 2010 ha registrato 3 superamenti della Soglia di Informazione (180µg/m3) e 40 giornate in cui è stato superato il Valore Bersaglio (numero di giorni con superamento delle medie mobili su 8 ore di 120 µg/m3, come media degli ultimi 3 anni 2006/2007/2008, massimo 25 volte in un anno). La  variabilità negli anni di questo inquinante è principalmente legata alla meteorologia che caratterizza la stagione estiva.

Come per il PM10 anche per il biossido di azoto (NO2) il 2010 conferma la tendenza ad un miglioramento, che risulta però più evidente nelle stazioni classificate urbane da traffico (mediamente la riduzione delle medie annuali si attesta sul 16%); per quelle di fondo urbano si confermano sostanzialmente i dati del 2009 (mediamente la riduzione delle medie annuali registrata risulta essere del 5%). Nonostante questo lieve calo delle concentrazioni medie annuali, nelle stazioni dell'area urbana di Modena, queste si attestano su valori superiori al valore limite annuale di 40 µg/m3 definito dal D.L. 155/2010.

Per quanto riguarda il biossido di zolfo (SO2), dopo l'avvento della metanizzazione negli anni '70-'80, esso ha subito una drastica diminuzione nelle concentrazioni tanto che i livelli attuali risultano molto bassi e ben lontano dai limiti di legge.
Nella stazione di Giardini, analogamente a quanto avviene nelle stazioni da traffico della Rete Regionale di Qualità dell'Aria, è misurato il Monossido di Carbonio (CO), gas che si produce principalmente dalle reazioni di combustione; i livelli di questo inquinante sono da anni molto contenuti e prossimi al limite di rilevabilità strumentale. La massima della media mobile delle 8 ore misurata nel 2010 è stata di 2.0 mg/m3 (valore limite 10 mg/m3).

Una forte diminuzione negli ultimi decenni si è riscontrata anche per le concentrazioni di benzene, che attualmente raggiunge nella stazione di Giardini valori medi annui pari a circa 1.3 µg/m3, di molto  inferiori rispetto al limite previsto per il 2010 pari a 5 µg/m3
 

 

Qualità dei suoli

La qualità dei suoli nella provincia di Modena risulta influenzata negli ultimi decenni dalla agricoltura intensiva e dagli elevati carichi di sostanze azotate prodotte dai numerosi allevamenti zootecnici diffusi sul territorio provinciale.
 
Relativamente alla problematica delle aree di spandimento, si evidenzia che in attuazione del Decreto del Ministro delle Politiche agricole e forestali 7 aprile 2006 - Programma d'azione per le zone vulnerabili ai nitrati da fonte agricola, la Regione Emilia Romagna con Delibera dell'Assemblea legislativa n° 96/2007 ha dettato nuovi criteri e norme tecniche per la disciplina dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento che, a partire dal 1° marzo 2009, espleteranno pienamente i loro effetti su tutto il territorio regionale.  Come provvedimento amministrativo correlato, la Provincia di Modena (con atto deliberativo consigliare n° 40 del 12.03.2008) ha approvato la cartografia delle aree idonee all'utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e dei fanghi di depurazione.
Contaminazioni puntuali, correlate a pregresse contaminazioni industriali sono in corso di bonifica e quindi in progressiva diminuzione.

 
 

Qualità delle acque

La classificazione ambientale delle acque superficiali determinata attraverso l'utilizzo di indicatori sintetici quali il Livello Inquinamento Macrodescrittori (LIM) e lo Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua (SECA), conferma in classe "elevata" nella stazione di Ponte Chiozzo a valle della confluenza dei torrenti Leo e Scoltenna e "buona" tutte le stazioni del tratto montano-collinare e di pianura poste sul fiume Panaro fino alla stazione di Bomporto. Per il fiume Secchia risultano in classe "buona" solamente le stazioni del tratto montano-collinare fino alla stazione di Castellarano. I tratti terminali di entrambi i corsi d'acqua, confermano la classe "sufficiente", raggiungendo l'obiettivo intermedio al 2008, ma non ancora quello fissato al 2016. Scadente-Pessima risulta la qualità dei corpi idrici affluenti Naviglio e Collettore Acque Alte per il Panaro e Fossa di Spezzano e Tresinaro per il fiume Secchia.

La qualità delle acque di falda, risulta scadente per buona parte del territorio di alta pianura modenese; peggiore risulta lo stato qualitativo delle acque sotterranee nella conoide del fiume Secchia rispetto alle acque sotterranee nella conoide del fiume Panaro (entrambe in lieve miglioramento). Lo stato scadente delle falde è correlabile agli elevati carichi inquinanti riversati sul suolo provenienti soprattutto dal settore agricolo-zootecnico, che provocano un incremento dei livelli di concentrazione dei composti azotati (Nitrati). Per il territorio modenese la presenza di Nitrati nelle falde risulta determinante nella classificazione delle acque profonde, ma non esclusivo; in zona pedecollinare permane una presenza puntuale di composti clorurati (organo alogenati) superiori al limite normativo.
 
Permane l'assenza di altri inquinanti quali fitofarmaci, idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.), fenoli e metalli pesanti.

 
 

Approfondimenti

 
 
 
 
 

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