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Progetto benessere lavorativo nelle strutture territoriali dell'AUSL di modena

Il benessere lavorativo si configura sia come indicatore della capacità dell'organizzazione di recepire e adattarsi alle pressioni di cambiamento, sia come obiettivo da raggiungere e mantenere attraverso azioni mirate alla valutazione e gestione delle risorse umane coinvolte nelle operazioni di cambiamento. La recente normativa nazionale in materia di prevenzione del rischio da stress lavoro-correlato (Dlgs 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; Circolare Ministeriale 18/11/2010) fornisce indicazioni precise circa la necessità di misurare i fattori di rischio e rafforzare elementi di promozione del benessere nei luoghi di lavoro.

Il progetto di ricerca-intervento "Benessere Lavoro nelle strutture territoriali" si colloca all'interno del complesso di azioni intraprese negli ultimi anni da AUSL Modena per la prevenzione dei fattori di rischio e la promozione della salute dei propri lavoratori.

Il progetto è stato promosso dal Coordinamento Distretti sanitari, in accordo con la Direzione Amministrativa e il Dipartimento di Cure Primarie, in collaborazione scientifico-professionale con il gruppo di ricerca di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni dell'Università di Bologna.

L'obiettivo del progetto, in linea con l'ottica aziendale di promuovere azioni di prevenzione primaria, consiste nella valutazione di domande (insieme delle richieste rivolte al lavoratore per lo svolgimento della propria mansione) e risorse (insieme degli elementi del contesto a cui attingere per rispondere alle domande lavorative; es. supporto sociale, possibilità di reperire informazioni utili) del contesto di lavoro e nella promozione del benessere organizzativo attraverso la definizione di interventi volti al miglioramento della qualità della vita lavorativa.
Il lavoro si è articolato, nell'arco di 18 mesi, in due fasi metodologiche: una fase di ricerca durante la quale sono state raccolti in maniera quantitativa (questionario) e qualitativa (interviste e focus group) i dati relativi a domande e risorse del contesto lavorativo e una fase di proposta di intervento basata sulla discussione partecipata degli esiti relativi alla prima fase.

Il modello teorico impiegato per fase di raccolta dei dati e per l'interpretazione degli stessi è il DISC (Demand Induced Strain Compensation), un modello di origine nord-europea utilizzato in prevalenza in contesti organizzativi sanitari.
Sono stati selezionati tutti gli operatori del Servizio Amministrativo (referenti amministrativi di SAUB, CUP, URP, segreterie di direzione e tutti gli amministrativi di back-office) e del Servizio Salute Donna (medici, psicologi, ostetriche e figure socio-sanitarie dei consultori familiari) presenti nei sette distretti di Modena. La scelta dei partecipanti è avvenuta mediante "campionamento strategico", volto a individuare categorie di lavoratori la cui attività presenti possibili criticità connesse al tema del benessere. I due servizi sono stati scelti poiché sono stati di recente interessati da modificazioni della tipologia di utenza e da notevole aumento e differenziazione delle richieste lavorative; pertanto, più di altri settori risultano potenzialmente esposti a rischio psicosociale. Inoltre la scelta ha consentito un confronto intra-organizzativo dello stato di benessere lavorativo tra due diverse tipologie di servizi: amministrativo e sanitario.

Alla fase di raccolta dei dati quantitativi e qualitativi è seguita una fase di restituzione e discussione partecipata con i responsabili dei servizi, nell'ottica di definire strategie di intervento mirate al miglioramento del benessere lavorativo.
Sono stati definiti alcuni ambiti di intervento per uno dei due Servizi aziendali coinvolti, che riguardano: la riprogettazione organizzativa dei livelli assistenziali del servizio per area geografica (nord, centro e sud) programmazione a lungo termine; la predisposizione di un percorso formativo sulle competenze manageriali rivolto alle figure di coordinamento, a livello inter-distrettuale, programmazione a medio termine; e a livello del singolo servizio, operazioni di analisi del lavoro mediante osservazione per la riorganizzazione dei compiti.
In conclusione della fase di ricerca, si prevede l'avvio di progetti d'intervento per il miglioramento organizzativo e della qualità della vita lavorativa, definiti e implementati in accordo con le sedi proponenti, al fine di garantire la continuità del processo di sviluppo e consolidare l'apprendimento.

La prospettiva della ricerca-azione adottata per il presente progetto ha consentito di valorizzare lo sforzo di lettura e interpretazione congiunta dei dati di ricerca da parte dei ricercatori, committenti e partecipanti, manifestata nella moltitudine di incontri di restituzione, commento e discussione dei risultati tra ricercatori, referenti aziendali e partecipanti nelle diverse fasi. L'attività di restituzione dei risultati ha offerto tre ordini di vantaggi: sul piano del reperimento di informazioni, essa ha permesso di raccogliere i commenti degli interessati, contestualizzare i risultati nei singoli ambienti di lavoro e raccogliere spunti ragionati e specifici sulla necessità di interventi per il miglioramento; in secondo luogo ha permesso di sensibilizzare gli attori ai temi affrontati dalla ricerca, fornendo loro chiavi di lettura della realtà lavorativa e possibili soluzioni coerenti con il modello teorico utilizzato per l'indagine; infine, sul piano del processo di sviluppo organizzativo, ha permesso di coinvolgere attivamente ciascun partecipante, fornendo un feedback in itinere del lavoro svolto, valorizzando il contributo dei partecipanti e consolidando il contratto psicologico stipulato durante le sessioni di formazione nella fase di avvio del percorso.

La prospettiva della ricerca-azione adottata per il presente progetto ha consentito di valorizzare lo sforzo di lettura e interpretazione congiunta dei dati di ricerca da parte dei ricercatori, committenti e partecipanti, manifestata nella moltitudine di incontri di restituzione, commento e discussione dei risultati tra ricercatori, referenti aziendali e partecipanti nelle diverse fasi. L'attività di restituzione dei risultati ha offerto tre ordini di vantaggi: sul piano del reperimento di informazioni, essa ha permesso di raccogliere i commenti degli interessati, contestualizzare i risultati nei singoli ambienti di lavoro e raccogliere spunti ragionati e specifici sulla necessità di interventi per il miglioramento; in secondo luogo ha permesso di sensibilizzare gli attori ai temi affrontati dalla ricerca, fornendo loro chiavi di lettura della realtà lavorativa e possibili soluzioni coerenti con il modello teorico utilizzato per l'indagine; infine, sul piano del processo di sviluppo organizzativo, ha permesso di coinvolgere attivamente ciascun partecipante, fornendo un feedback in itinere del lavoro svolto, valorizzando il contributo dei partecipanti e consolidando il contratto psicologico stipulato durante le sessioni di formazione nella fase di avvio del percorso.
 

 
 

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