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Azioni legate all'assistenza ospedaliera

 
Nell'anno 2009 gli obiettivi posti per l'assistenza ospedaliera partivano dalla necessità di riesaminare la struttura assistenziale sulla base delle modificazioni del funzionamento di tale ambito che si erano verificate a seguito:
-  dell'introduzione di nuove tecnologie assistenziali,
-  della ripartizione di compiti assistenziali tra le diverse tipologie di presidi,
-  delle relazioni che l'assistenza ospedaliera deve avere con quella territoriale a seguito dello sviluppo di quest'ultima.

È necessario pertanto che entro l'anno in corso si consolidino gli interventi programmati nello scorso esercizio relativamente alle aree di intervento citate.

Riorganizzazione ospedaliera

Lungodegenza, post-acuzie e riabilitazione estensiva

L'Azienda ha lavorato molto nel corso del 2010 nel tentativo di ridefinire i livelli assistenziali più adeguati sia a livello ospedaliero che territoriale. In particolare i risultati migliori sono stati conseguiti non attivando delle aree polmone (nuovi letti per acuti e quindi implementando soluzioni estemporanee) ma attraverso "soluzioni strutturali" ovvero:

 
  • riconversione di posti letto chirurgici in posti letto di post-acuzie così da favorire i percorsi di corretta presa in carico dei pazienti sulla base dei bisogni assistenziali e dell'intensità di cura;
  • creazione di percorsi condivisi con tutte le UU.OO. attraverso la definizione di criteri di accesso ai posti di lungodegenza;
  • creazione di percorsi condivisi con tutte le UU.OO. attraverso la definizione di criteri di accesso ai posti di riabilitazione intensiva ed estensiva secondo un modello hub & spoke;
  • nomina di un coordinatore dell'Ufficio infermieristico di stabilimento dedicato all'attività di "bed management" così da supportare i reparti nella segnalazione precoce dei pazienti che necessitano di un prolungamento del ricovero presso la lungodegenza piuttosto che nelle strutture del territorio;
  • presenza all'interno dell'ospedale di personale infermieristico del distretto così come di assistenti sociali del comune i quali consentono una precoce e snella presa in carico dei pazienti che sempre più spesso necessitano di un intervento congiunto (sanitario e sociale) anche sul territorio

Adeguamento alle indicazioni di cui alla DGR 1706/09
La pubblicazione nel 2009 della DGR 1706/09 (Individuazione di aree di miglioramento della qualità delle cure e integrazione delle politiche assicurative e di gestione del rischio) ha costituito il primo effettivo esempio, su scala regionale, di adeguamento dei processi assistenziali ad un evento avverso di portata rilevante. La Delibera costituisce, infatti, una guida per le Aziende cui riferirsi per l'adeguamento dei processi assistenziali o di gestione degli stessi in tutti gli ambiti di miglioramento descritti.
Per la complessità e la portata dei cambiamenti richiesti è necessario che le Aziende affrontino in modo sistematico l'implementazione dei miglioramenti previsti dalla delibera.
Per l'anno 2010, tuttavia, l'azione delle Direzioni sarà valutata su un sottoinsieme delle azioni di miglioramento descritte nella delibera, e precisamente:

 Foglio unico di terapia (FUT)                                            

  • è stata redatta e ufficializzata con nota del Direttore Sanitario il giorno 22 Aprile 2008 una procedura per la corretta tenuta della documentazione sanitaria che prevede, fra le diverse raccomandazioni, anche l'adozione del foglio unico di terapia (creato un unico modello aziendale) che è stato implementato su tutti gli stabilimenti e che è oggetto in questo periodo di una prima revisione;
  • formazione: si sono svolti a livello aziendale diversi seminari che hanno provveduto all'illustrazione della procedura al personale sanitario coinvolto nell'attività assistenziale (medici ed infermieri);
  • riscontro dell'utilizzo del FUT nell'ambito dei controlli di qualità delle cartelle cliniche: il FUT è stato riscontrato nell'89% del campione di cartelle cliniche analizzate.

"Corretta tenuta della documentazione sanitaria" per il dettaglio delle raccomandazioni                         

  • è stata redatta e ufficializzata con nota del Direttore Sanitario il giorno 22 Aprile 2008 una procedura per la corretta tenuta della documentazione sanitaria;
  • formazione: si sono svolti a livello aziendale diversi seminari che hanno provveduto all'illustrazione della procedura al personale sanitario coinvolto nell'attività assistenziale (medici ed infermieri);
  • riscontro dell'utilizzo corretto della procedura aziendale nell'ambito dei controlli di qualità delle cartelle cliniche: Tale obiettivo è stato oggetto di uno specifico progetto aziendale che, in linea con la normativa nazionale e soprattutto regionale, prevede il controllo periodico delle cartelle cliniche teso a definire criticità e obiettivi di miglioramento fornite alle singole Unità Operative.

Profilassi antibiotica e profilassi antitromboembolica in chirurgia

  • è stata redatta una procedura per la profilassi antibiotca che prevede per le diverse patologie di pertinenza chirurgica la profilassi più adeguata secondo le ultime evidenze a disposizione;
  • formazione: sono stati coinvolti da subito i clinici delle diverse discipline nella redazione del documento che poi si sono fatti carico di formare i propri colleghi presenti nelle U.O. attraverso riunioni di reparto ma anche interdisciplinari (varie discipline chirurgiche e anestesisti) dedicate specificatamente al tema;
  • audit sulla profilassi antibiotica perioperatoria: periodicamente, come riportato anche al punto precedente vengono analizzati i casi più significativi attraverso riunioni di reparto dedicate al tema talvolta con il coinvolgimento anche di professionisti di differenti discipline (chirurgiche, anestesia, infettivologo, laboratorista);
  • evidenza di supporti decisionali alla valutazione del rischio TE del paziente chirurgico: al fine di supportare la decisione è stato predisposto uno strumento cartaceo che individua il rischio del paziente e le conseguenti azioni da mettere in atto. 

Sicurezza dei sistemi PACS/RIS
E' presente una procedura aziendale per la gestione di:

  • flusso dati e liste di lavoro,
  • gestione delle eccezioni,
  • riconciliazione delle informazioni del paziente,
  • gestione degli errori,
  • refertazione.

Emergenza-Urgenza: NUE 112

Le Aziende sede di centrale operativa 118 sono tenute a rendere operative le disposizioni contenute nella DGR 423/2010 avente per oggetto "Attuazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 novembre 2009 in materia di realizzazione di Numero Unico Europeo di emergenza: recepimento relazione di fattibilità e approvazione dell'accordo di programma quadro interregionale per la sperimentazione di una centrale unica di riferimento ("call center laico")" nonché le disposizioni inviate da questo assessorato (nota PG 2010/190305 del 26/7/2010 aventi per oggetto "Adeguamenti tecnici e organizzativi delle centrali 118 conseguenti all'attivazione del NUE 112", relativamente all'attivazione della cosiddetta "soluzione ponte" del NUE 112.
In particolare, l'Azienda Usl di Bologna, che gestisce le tecnologie informatiche e telefoniche di tutta la rete 118 regionale, deve avviare i necessari controlli e gli eventuali adeguamenti idonei ad assicurare la compatibilità delle attuali soluzioni tecniche per quanto previsto dal citato DM MISE del 12/11/09.

Accreditamento "Strutture di soccorso/trasporto infermi"

Le Aziende sono tenute ad attuare quanto previsto in relazione all'accreditamento di strutture di soccorso/trasporto infermi secondo i contenuti dei seguenti atti:

  • con la deliberazione della Giunta regionale n. 44 del 26 gennaio 2009 "Requisiti per l'accreditamento delle strutture di soccorso/trasporto infermi" sono stati approvati i requisiti per l'accreditamento delle strutture di soccorso/trasporto infermi ed è stato stabilito il 30 giugno 2009 quale termine per le Aziende sanitarie per provvedere alla verifica delle performances e all'aggiornamento dei sistemi aziendali di soccorso/trasporto infermi, come previsti nella deliberazione di Giunta regionale n. 1349/2003;
  • con la successiva determinazione del Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali n. 12.861 dell'1 dicembre 2009 sono state definite le modalità procedurali per la richiesta di rilascio di accreditamento da parte dei soggetti che effettuano soccorso/trasporto infermi;
  • con circolare n. 47/2010 sono state fornite alle Aziende sanitarie indicazioni relative alle modalità di graduale superamento dei rapporti contrattuali e/o convenzionali in essere con i soggetti che erogano prestazioni di soccorso urgente e di trasporto a mezzo ambulanze/auto mediche, rapporti che dovranno, infatti, essere regolamentati in applicazione del D.Lgs 502/92 e s.m.i., in analogia a quanto già avviene per gli altri soggetti accreditati erogatori di prestazioni sanitarie

Pronto Soccorso

Pronto Soccorso (accesso inappropriato): al fine di ridurre gli accessi inappropriati alle sedi di Pronto soccorso e di garantire tempi d'attesa compatibili con i livelli di priorità richiesti, si è convenuto di definire percorsi specifici per le prestazioni urgenti, destinando ad essi un certo numero di prestazioni previste nel piano contenimento tempi di attesa. L'identificazione e la valutazione della priorità sono elementi determinanti al fine di rispondere al bisogno assistenziale del paziente: per questa ragione la definizione di percorsi per le urgenze rappresenta un elemento fondamentale nella gestione complessiva del percorso diagnostico e terapeutico del paziente.
Per quanto riguarda le urgenze con livello di priorità U (24/48 ore), si è stabilito che, per una serie di prestazioni diagnostiche indicate in protocolli specifici e condivisi fra i diversi professionisti a livello locale, la gestione debba essere garantita mediante il contatto diretto fra richiedenti ed erogatori. Tali percorsi, che prevedono l'accesso diretto del paziente al reparto o all'ambulatorio dello specialista, richiedono un monitoraggio periodico e tempestivo oltre che un'opportuna valutazione di appropriatezza.
Per quanto riguarda le urgenze con livello di priorità B (7 giorni), si è predisposto un modello organizzativo che prevede la prenotazione telefonica diretta delle prestazioni, tramite un Call center dedicato, da parte dei prescrittori, sulla base di criteri clinici condivisi fra specialisti e MMG/PdLS. Il Call center, in presenza di disponibilità all'interno delle agende dedicate, provvede ad assegnare direttamente l'appuntamento; in caso contrario, viene attivata un'apposita procedura per l'erogazione di una prestazione straordinaria, con l'impegno a comunicare al cittadino l'appuntamento entro 24 ore dalla richiesta. Le strutture erogatrici individuate per garantire le prestazioni necessarie sono: il Nuovo Ospedale S. Agostino Estense di Baggiovara e il Policlinico, per l'area centro, gli Ospedali di Carpi e Mirandola, per l'area nord, il Nuovo Ospedale di Sassuolo, per l'area sud.
L'attivazione di tale progetto, oltre a consentire una verifica costante del rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni, garantisce una modalità omogenea di accesso su tutto il territorio provinciale ed una valutazione di appropriatezza rispetto ai criteri clinici identificati. Al momento sono stati avviati i percorsi relativi alle colonscopie urgenti ed alle prestazioni dermatologiche; con l'intenzione di estendere il progetto alle altre prestazioni urgenti.
 
Gestione dei posti letto: per quanto riguarda la corretta gestione della risorsa posto letto si rimanda al punto 12.2 la descrizione del percorso intraospedaliero nel quale vi è una relazione della presa in carico a partire dalla decisione del ricovero fino alla dimissione. Mentre per ciò che concerne il P.S. si è sperimentato, con ottimi risultati, la figura del "Senior". Quest'ultima funge da supporto ai medici "Junior" nella decisione di ricovero o dimissione per i pazienti "border-line" cioè per i quali vi è indecisione.
Ciò ha consentito:

  •  un miglior utilizzo dell'OBI;
  • una più uniforme % di ricovero dell'équipe la quale, nonostante i protocolli condivisi, risultava più sbilanciata verso una connotazione "operatore dipendente";
  • una "second opinion", soprattutto da parte dei medici "Junior", i quali sono stati affiancati proprio nelle situazioni critiche o potenzialmente tali.

Programma Stroke Care

Prosegue l'implementazione del percorso di centralizzazione di pazienti neurologici dalle sedi "Spoke" al centro "Hub" per l'avvio, se necessaria, della terapia trombolitica. Tale percorso ha permesso di raggiungere livelli assistenziali ottimi tanto da annoverare la sede modenese come una fra le prime in Europa. Inoltre, nel 2010 è stato attivato un 2° centro Hub, presso l'ospedale di Carpi, che funge da riferimento per la casistica di Area Nord, riservando al NOCSAE la funzione di "Hub" per i casi di Area centro e Sud e da centro di III° livello. In particolare si è provveduto, per la sede di Carpi, ad implementare e migliorare ulteriormente le aree di degenza dedicate all'assistenza del paziente con ictus, così come a proseguire nella definizione e implementazione dei requisiti essenziali e addizionali anche per i servizi territoriali (Servizio 118) così da poter completare e avviare la terapia trombolitica su una seconda sede. Prosegue, infine, la partecipazione attiva da parte dell'Unità Operativa di Neurologia del NOCSAE a studi clinici e specialistici in materia.

Gestione liste d'attesa per i ricoveri programmati

La gestione delle liste d'attesa è oggetto di stretto monitoraggio da parte dell'Azienda la quale periodicamente produce un report sia per la Direzione Strategica sia per i professionisti. Laddove si configurino delle criticità queste sono oggetto di analisi e successiva messa in atto di azioni correttive.
Dalla reportistica in nostro possesso non si rilevano particolari criticità se non quelle dettate da tempi di attesa in seguito a percorsi codificati. In particolare, per la patologia oncologica mammaria lo sforamento dei tempi derivanti dalla necessaria terapia radiante adiuvante dopo la quale il paziente è preso in carico dal punto di vista chirurgico. Tale percorso è evidenziato nella lista di attesa come nota del paziente in lista.

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