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Percorsi integrati ospedale territorio

 

Dimissioni protette

Particolare attenzione si è posta alla definizione di percorsi di cura e al miglioramento di quelli esistenti, secondo principi di integrazione e continuità, che devono portare all'individuazione dei criteri di determinazione (per patologia, per età, per caratteristiche assistenziali, ecc.) ed al superamento dei punti critici, dando lavoro alla definizione di prassi che devono guidare le unità operative territoriali (sanitarie e socio-assistenziali) e ospedaliere secondo i principi della condivisione e del coordinamento.
E quindi si è puntato sulla revisione delle modalità di dimissione dei pazienti dagli ospedali partendo dall'identificazione dei pazienti a rischio di dimissione difficile già al momento del ricovero, pianificando la dimissione e impiegando modelli organizzativi e strumenti adeguati e omogenei sia a livello aziendale che interaziendale, sia a livello ospedaliero che territoriale. Le Dimissioni protette hanno avuto un incremento in quasi tutti i Distretti e, anche se si tratta di uno strumento molto sperimentato, ha richiesto una continua manutenzione e soprattutto la necessità di trovare un'organizzazione, individuata nel P.U.A. (Punto Unico di Accesso) per garantire una sostanziale uniformità di approccio sia fra le varie unità operative che fra i Distretti.
Le dimissioni ospedaliere protette sono aumentate del 6,8% (anno 2009 = 4.223 e anno 2010= 4.969).
A fine 2010 è stato esteso a tutti i reparti di medicina dell'ospedale di Baggiovara l'utilizzo della scheda informatizzata per l'individuazione del rischio di dimissione difficile subito dopo il ricovero e la presa in carico da parte del case manager. Il case manager che è stato individuato è un infermiere del territorio che prende in carico, durante il ricovero, i pazienti a rischio e li accompagna nel percorso di dimissione, individuando il servizio territoriale più appropriato.
Le richieste di valutazione dai reparti per dimissioni difficili sono state 1019 (dato parziale poiché diversi reparti hanno attuato il modello a partire da ottobre) provenienti per il 77% dal PARE e dal PAG e per il 18% dall'Ortopedia e dalla Medicina Cardiovascolare. Delle oltre 1.000 segnalazioni di rischio di dimissione difficile, il 62,5% (637) hanno avuto come esito il percorso di presa in carico da parte del case manager ed è stato intrapreso, insieme ai famigliari e già durante il ricovero, il percorso di dimissione più appropriato favorendo, anche grazie al supporto socio-assistenziale garantito al domicilio, il ritorno a casa piuttosto che l'accesso in residenza. Il 37,5% delle segnalazioni di dimissione difficile non è stato seguito dalla presa in carico o per aggravamento e decesso del paziente, oppure ha richiesto un'ulteriore valutazione, o perché non ha richiesto il percorso di dimissione protetta.

 

 
                                                           

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