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Pneumococco

 

La malattia

Gli pneumococchi (chiamati scientificamente Streptococcus pneumoniae) sono una famiglia di microbi di cui si conoscono più di 90 tipi, ma solo una parte di questi è in grado di provocare malattie importanti come meningiti, polmoniti o infezioni diffuse a tutto l'organismo (sepsi).I tipi di pneumococco che causano queste gravi infezioni possono cambiare nelle diverse aree geografiche e subiscono anche variazioni nel tempo. I microbi possono essere nella gola e nel naso delle persone senza provocare fastidi, oppure possono causare disturbi non gravi ma frequenti come otiti, sinusiti e bronchiti. Le malattie da pneumococco sono diffuse in tutto il mondo. I bambini con meno di 5 anni e ancor più quelli con meno di 2 anni, così come gli anziani, hanno una maggiore probabilità di ammalarsi. Nei bambini più piccoli la malattia invasiva è spesso mortale (fino ad un caso su quattro).
Nella nostra regione, prima dell'offerta vaccinale iniziata nel 2006, provocava la morte di circa un bambino ogni anno.

In Italia vengono segnalati ogni anno circa 40-50 casi di meningite da pneumococco nei bambini con meno di 5 anni e da 2 a 8 casi, nella stessa fascia di età, in Emilia-Romagna. La frequenza delle forme gravi di malattia da pneumococco nei bambini non sembra quindi molto elevata nel nostro Paese e in Europa, anche se non tutte le forme di malattia sono conosciute, mentre negli Stati Uniti sono molto frequenti. Nei Paesi più poveri questo fenomeno raggiunge dimensioni drammatiche: circa 1 milione di morti ogni anno.

A tutte le età e dovunque, il rischio di essere aggrediti in modo grave dallo pneumococco è notevole nel caso di soggetti con malattie che indeboliscono le difese (come patologie cardiache o respiratorie croniche, diabete mellito, asplenia, emoglobinopatie o condizioni di immunodepressione, ecc.) cui il vaccino viene offerto gratuitamente.
Anche frequentare una collettività (come l'asilo nido) aumenta la probabilità di infezioni gravi da pneumococco.

 

Il vaccino

Esistono due tipi di vaccino contro lo pneumococco, entrambi si somministrano con un'iniezione:

- il cosiddetto 13 valente coniugato è un vaccino in uso dal 2010, nel quale alcune particelle innocue dello pneumococco sono state legate ad altre sostanze (anch'esse innocue) che permettono di stimolare una buona risposta fin dai primi mesi di vita. Questo vaccino contiene 13 tipi di pneumococco ed è efficace contro le infezioni dovute a quei 13 tipi di pneumococco. La sua capacità di prevenire le infezioni più gravi è molto alta (quasi il 100%); la protezione dalle otiti è invece molto bassa. Le sue caratteristiche fanno supporre che sia capace di proteggere per lungo tempo. In Emilia-Romagna la vaccinazione contro lo pneumococco coniugato viene raccomandata e offerta gratuitamente a tutti i nuovi nati a partire dall'anno di nascita 2006.

- il cosiddetto 23 valente non coniugato è un vaccino usato da anni e che contiene 23 tipi di pneumococco. Protegge i bambini e gli adulti ma non è efficace prima dei 2 anni di età poiché le particelle di pneumococco con cui è fatto (non "coniugate") da sole non sono capaci di stimolare difese nei bambini più piccoli.
Viene offerto gratuitamente solo ai bambini affetti da patologie croniche o che indeboliscono le difese immunitarie; in alcuni casi è previsto un richiamo vaccinale dopo 5 anni.


Per i bambini affetti da determinate malattie croniche o che indeboliscono le difese immunitarie come quelle descritte sopra, si preferisce utilizzare entrambi i vaccini in sequenza (prima il 13 valente e poi il 23 valente) per allargare la protezione ad un numero maggiore di pneumococchi.


 

Gli effetti collaterali

Entro 24-48 ore possono comparire:
- nel punto di iniezione: dolore, rossore e gonfiore, difficoltà a muovere l'arto dove è stata fatta l'iniezione. Sono reazioni fastidiose, transitorie e non pericolose.
- febbre (generalmente non superiore a 38-38,5°C) , irritabilità, pianto, (oppure sonnolenza) . Queste reazioni durano un giorno o due e interessano il 5-10% dei vaccinati. La febbre elevata (39-40°C) è un evento che si presenta molto più raramente.
Le reazioni allergiche a componenti dei vaccini sono eccezionali.

 

 
 

 

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