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Morbillo,Rosolia,Parotite

 

Le malattie


Il morbillo, la rosolia e la parotite sono spesso considerate innocue malattie dell'infanzia. In realtà, a volte possono avere conseguenze anche molto gravi.

Il morbillo si manifesta con febbre quasi sempre alta, tosse insistente, secrezioni dal naso, congiuntivite e la comparsa di macchioline rosa sulla pelle (esantema).La malattia può complicarsi principalmente con otite, broncopolmonite o encefalite (circa 1 caso su 1.000). L'encefalite, in particolare, può provocare danni permanenti come convulsioni, sordità o ritardo mentale. La morte per morbillo è eccezionale, ma non impossibile. Molto raramente (1-2 casi su 100.000) il morbillo può provocare la PESS (Panencefalite Sclerosante Subacuta), una patologia che a distanza di anni può determinare un grave danno cerebrale irreversibile. Nei Paesi dove è diffusa da tempo la vaccinazione, la PESS è praticamente scomparsa. 
Due epidemie di morbillo hanno interessato l'Italia negli ultimi 15 anni. La prima, nel 2002-2003, ha interessato soprattutto l'Italia meridionale, provocando più di 1.000 ricoveri, 23 encefaliti e 4 decessi. Gli effetti si sono fatti sentire anche nella nostra regione: dai 20-30 casi all'anno, registrati negli anni precedenti, nel biennio 2002-2003 si è passati a circa 200. La seconda epidemia, che nel corso del 2008 ha coinvolto tutta l'Europa, ha fatto rilevare in Emilia-Romagna 180 casi di morbillo con 61 ricoveri e 9 polmoniti e ha interessato soprattutto i ragazzi di età compresa fra 15 e 24 anni. 
Da Gennaio 2016 in Romania è in corso un focolaio di morbillo che, fino a metà Marzo 2017, ha causato circa 3800 casi con 17 morti. Questa patologia, che sembrava quasi sconfitta grazie alle vaccinazioni, è purtroppo ritornata a destare preoccupazione anche in Italia. Dal mese di Gennaio 2017 è stato registrato un notevole aumento del numero di casi: a fronte delle 844 persone colpite dal morbillo nel 2016, dall'inizio del 2017 sono già stati registrati più di 2800 casi, con un incremento di sette volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La maggior parte dei casi sono stati segnalati da quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.  Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni e il 19% dei casi ha meno di 5 anni di età.
Nel 2016 ci sono stati 80 casi di morbillo in Emilia-Romagna, un netto incremento rispetto ai 9 casi del 2015. Dall'inizio del 2017 sono finora stati segnalati 42 casi.
La situazione in Italia

La rosolia nella maggior parte dei casi è tanto lieve da passare inosservata. A volte si manifesta con febbre modesta, ingrossamento generalizzato delle ghiandole (linfonodi), soprattutto del collo e della nuca, e con la comparsa di macchioline rosee sulla pelle per una breve durata. Per essere certi di aver avuto la rosolia è necessario eseguire un esame del sangue, poiché gli stessi sintomi possono essere causati anche da altri virus. Il 2008 è stato un anno epidemico anche per la rosolia. In Emilia-Romagna si è passati da meno di 30 casi all'anno a circa 500. La rosolia generalmente non crea problemi, salvo nelle donne incinte non protette (non vaccinate o che non hanno avuto la malattia). In questi casi, il virus può raggiungere il feto e provocare seri danni, come: aborto, malformazioni del cuore, degli occhi, dell'organo dell'udito e del cervello. Nell'epidemia del 2008 in Emilia-Romagna hanno contratto la rosolia 116 donne in età fertile e sono stati segnalati 3 casi in donne in gravidanza. Nel 2016 si sono verificati 24 casi in Italia.

La parotite epidemica, comunemente detta orecchioni, si manifesta di solito con il rigonfiamento doloroso di una ghiandola salivare posta davanti e sotto l'orecchio (parotide). Possono ingrossarsi una o entrambe le parotidi, e anche altre ghiandole salivari. Spesso la malattia è accompagnata da mal di testa, mal di pancia e febbre. Raramente compaiono complicanze come meningo-encefalite (solitamente benigna), danno all'organo dell'udito o infiammazione del pancreas. Se la malattia colpisce un maschio dopo la pubertà, nel 30% circa dei casi può complicarsi con l'infiammazione di uno o di entrambi i testicoli. Nelle donne, più raramente (5% circa), può interessare le ovaie. In Emilia-Romagna si è passati da circa 8.000 casi l'anno nel 1996 a 148 casi nel 2009.




 

Il vaccino

Il vaccino contro il morbillo, la rosolia e la parotite (trivalente), contiene nella stessa fiala i tre virus vivi e "attenuati" (virus indeboliti ma ugualmente in grado di stimolare le difese contro l'infezione). Per il morbillo la protezione ottenuta dopo la prima dose è intorno al 95% e raggiunge il 99% con la seconda. Per la rosolia già con una sola dose si garantisce una protezione a lungo termine nel 95-100% dei vaccinati. Per la parotite la protezione è diversa a seconda del tipo di vaccino usato e non è ottimale. Tuttavia, nei Paesi dove si è vaccinato ampiamente, la malattia è diminuita in modo drastico. Il vaccino viene somministrato con un'iniezione, solitamente nella parte alta del braccio. Il vaccino trivalente è vantaggioso per ibambini perché con una sola iniezione li difende contemporaneamente da tutte e tre le malattie ed è vantaggioso per la collettività perché riduce la circolazione di tutti e tre i virus, proteggendo da queste malattie anche le persone non vaccinate.

A partire dai nati dal 1 Gennaio 2016 la vaccinazione contro Morbillo, Rosolia, Parotite sarà offerta insieme alla componente contro la Varicella (nella stessa iniezione) ai 13-15 mesi di età e sarà offerta anche in occasione del richiamo dei 5-6 anni.


 

Gli effetti collaterali

In genere il vaccino è ben tollerato. Eccezionalmente, nel punto dell'iniezione, possono comparire rossore e gonfiore, che comunque scompaiono rapidamente.
Dopo la vaccinazione, si possono manifestare in forma molto attenuata i sintomi delle malattie contro le quali agisce il vaccino. A distanza di 5-12 giorni dalla vaccinazione infatti può comparire febbre e macchioline rosse, dolori articolari transitori ( dopo 1-3 settimane e più spesso negli adolescenti e negli adulti) . In 1 caso ogni 30.000 vaccinazioni, entro due mesi, può manifestarsi un calo transitorio delle piastrine.
È molto raro che si manifestino convulsioni collegate alla febbre, tuttavia, in caso il bambino da vaccinare abbia già sofferto di convulsioni febbrili o ne abbiano sofferto i genitori o i fratelli è consigliabile utilizzare il vaccino contro morbillo, parotite rosolia (MPR) ed effettuare la vaccinazione antivaricella dopo almeno un mese dal vaccino MPR.
Gli effetti collaterali della vaccinazione ( convulsioni, dolori articolari, calo delle piastrine) sono molto meno frequenti rispetto a quelle causate dalle malattie contro cui vacciniamo.
L'Herpes Zoster a distanza di tempo (mesi, anni) dalla vaccinazione è 5-10 volte meno frequente rispetto a quanto accade dopo la malattia naturale. Le reazioni allergiche a componenti del vaccino sono eccezionali come per tutti i vaccini.




 
 

 

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