1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Ausl Modena - Testata per la stampa
  1. Facebook
  2. Twitter
  3. Linkedin
  4. YouTube

Contenuto della pagina

HPV

 

La malattia

Il Papilloma virus umano ( HPV ) è un virus molto diffuso: ne esistono oltre 100 sierotipi, ma di questi solo alcuni sono capaci di provocare quelle alterazioni che possono portare allo sviluppo di tumori: del collo dell'utero, della vagina, del pene, dell'ano, della gola. Fra i sierotipi in grado di provocare lesioni pretumorali, il 16 e il 18 sono i più importanti, in quanto responsabili del 70% dei tumori del collo dell'utero.
L'infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale, si stima che oltre il 70% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita.
L'uso del profilattico riduce il rischio ma non protegge completamente da questa infezione. Nella maggior parte dei casi l'infezione è transitoria, asintomatica (cioè la donna non si accorge di nulla) e guarisce spontaneamente; solo nel 10% circa diventa persistente (condizione necessaria per l'evoluzione a tumore) ma solo una piccola parte svilupperà il tumore del collo dell'utero in quanto il virus, pur necessario, non è sufficiente da solo a sviluppare il tumore.
Nella donna l'infezione da HPV è frequente anche a livello vaginale e vulvare e si associa a condilomi e lesioni pretumorali e nel 40% dei casi di carcinoma.
Nell'uomo l'infezione da HPV è relativamente frequente a livello dei genitali esterni, si associa a condilomi, ma raramente a lesioni pretumorali e invasive.
In entrambi i generi è frequente l'infezione dell'area anale e perineale, che si associa a condilomi, lesioni pretumorali ed invasive, soprattutto del canale anale nell'80% dei casi.
Fumo di sigaretta, uso prolungato di contraccettivi orali, coinfezione da HIV, più partner e più figli sono fra i fattori che contribuiscono allo sviluppo del tumore del collo dell'utero che è dunque un esito raro di una infezione comune. Inoltre, si tratta di un processo molto lento: infatti possono passare anche 20 anni tra l'infezione e la comparsa del tumore.




 

Il vaccino

I vaccini in commercio contro i Papilloma virus sono ottenuti mediante raffinate tecniche di ingegneria genetica, non contengono i virus vivi ma solo particelle simili a quelle dell'involucro esterno dei sierotipi 16 e 18, non sono quindi infettanti e non possono riprodursi nè causare malattia.
I vaccini si sono mostrati altamente efficaci nel prevenire le infezioni e le lesioni precancerose dovute ai due virus HPV 16 e 18.
Da tutti gli studi effettuati è emerso che l'efficacia è molto elevata (90-100%) se la vaccinazione viene effettuata in giovane età, mentre si abbassa con l'aumentare dell'età.
Per tale motivo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di somministrare il vaccino alle ragazze pre-adolescenti (10-12 anni di età), nelle quali l'efficacia è massima.
 
Alle ragazze in questa fascia di età il Servizio Sanitario Regionale dell'Emilia-Romagna garantisce la vaccinazione gratuita presso gli ambulatori vaccinali della Pediatria di Comunità.
Le ragazze sono invitate con una lettera inviata a domicilio dalla Pediatria di Comunità del proprio Distretto.
Il ciclo vaccinale consta di 2 dosi da eseguire nell'arco di 6 mesi se iniziato prima del 15° compleanno.
Le dosi sono 3 se invece il ciclo viene iniziato dopo i 15 anni.
Il vaccino viene somministrato nel deltoide (parte alta del braccio) per via intramuscolare.
È bene ricordare che il vaccino protegge da oltre il 70% dei tumori del collo dell'utero, da quelli cioè dovuti a una infezione da HPV 16 e 18. Pertanto, anche se vaccinate,le ragazze dovranno eseguire il PAP-TEST, un semplice esame che permette di identificare tutte le alterazioni cellulari del collo dell'utero e di intervenire con le cure necessarie prima della loro evoluzione in tumore.
La vaccinazione è gratuita per tutte le ragazze a partire dagli 11 anni di età e può essere richiesta fino al compimento del 18° anno, rivolgendosi alla Pediatria di Comunità del proprio Distretto.
Anche i ragazzi minorenni, a partire dagli 11 anni di età, possono effettuare gratuitamente la vaccinazione sempre presso la Pediatria di Comunità del proprio Distretto.

Il vaccino attualmente offerto dalla Regione Emilia-Romagna si chiama CERVARIX, vaccino bivalente che protegge dai virus HPV 16 e 18.



 

Gli effetti collaterali

I vaccini si sono rivelati sicuri, ossia non ci sono stati aumenti di reazioni avverse gravi nei gruppi di popolazione su cui sono stati testati da più di 6 anni, anche i risultati della sorveglianza sulla popolazione che viene vaccinata nel mondo conferma la sicurezza del vaccino. Tuttavia, come per tutti i farmaci, sono possibili effetti collaterali rari che si  manifestano solo quando i farmaci sono usati diffusamente. Per questo è importante segnalare all'operatore che ha eseguito la vaccinazione o al proprio medico di famiglia qualunque sintomo particolare insorto dopo la vaccinazione. Nessuno dei due vaccini contiene mercurio o thiomersal.
Le reazioni collaterali più frequentemente riscontrate sono: rossore, dolore, gonfiore e prurito nel punto dove viene eseguita l'iniezione. Possono comparire anche febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, sintomi gastrointestinali, prurito, eruzioni cutanee, orticaria. Tali sintomi sono solitamente di modesta entità e di breve durata.
Le reazioni allergiche a componenti del vaccino sono rare come per tutti i vaccini.

 
 

 

Menu di sezione