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Ausl Modena - Testata per la stampa
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Percorsi multi professionali e presidio della continuità assistenziale

  1. Azienda USL
  2. Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico

Azienda USL

In riferimento allo sviluppo dei percorsi di Day Service Ambulatoriale (DSA) di cui alla DGR 1803/2009 anche attraverso la riconversione dei Day Hospital, nel corso del 2011 sono state realizzate le seguenti attività: 

  • sono state definite e diffuse alle diverse unità operative aziendali le indicazioni operative finalizzate all'attivazione dei DSA; 
  • si è lavorato con diverse unità operative internistiche allo scopo di incrementare i percorsi gestiti attraverso questo strumento (in particolare si è lavorato negli ambiti relativi alle patologie neurologiche, endocrinologiche, cardiovascolari e gastroenterologiche dei disturbi alimentari);
  • insieme ai Consultori si è iniziato a predisporre l'attivazione del DSA di tipo 2 per la presa in carico della gravidanza a basso rischio, in coerenza con la DGR 1097 del 27/07/2011. 
  • nel mese di ottobre 2011, le modalità organizzative per l'attivazione di tale DSA sono state oggetto di un incontro congiunto del gruppo AVEN della Specialistica Ambulatoriale e di quello Programma Percorso Nascita.

Significativo il lavoro svolto in collaborazione con l'AOU Policlinico in merito al percorso nascita (gravidanza fisiologica e integrazione consultori-punti nascita provinciali) secondo quanto previsto dalle DGR 533/08 - 1921/07, dalle indicazioni della Commissione Nascita regionale e coerentemente con le previsioni del PAL 2011-2013: è stata infatti prevista la realizzazione di un  Programma materno infantile provinciale con il compito di fornire alle direzioni aziendali il monitoraggio e la valutazione degli indicatori di salute e dei percorsi assistenziali, di rendere coerenti ed integrate la programmazione sul governo clinico, la sicurezza e la formazione.
Il programma, articolato per aree e per percorsi assistenziali, avrà un coordinamento nel quale saranno rappresentati i dipartimenti coinvolti e le direzioni sanitarie. Nell'ambito di tale programma lavoreranno, organizzati in gruppi di lavoro specifici, professionisti dell'area materno-infantile individuati dalla Direzione aziendale.

Dal Dicembre 2011 è stata avvita in collaborazione con l'AOSP Policlinico e con l'Ospedale di Sassuolo la progettazione di un'indagine longitudinale alle utenti del percorso nascita che verrà sperimentata nel 2012.
In riferimento al controllo del dolore in travaglio e nel parto in tutti i punti nascita sono state sviluppate, in modi diversi, le metodiche non farmacologiche con ampia offerta, anche se diversificata: acqua, posizioni libere, sostegno strutturato e rapporto one to one, massaggi, idropuntura. Come metodica farmacologica è stata introdotta la somministrazione della meperidina.

Nel 2011 si è provveduto alla formazione del personale ostetrico e dei medici ginecologi, a livello ospedaliero e territoriale: il corso ha coinvolto un centinaio di operatori, con l'obiettivo di condividere le finalità delle metodiche utilizzate nei vari punti nascita e le modalità di comunicazione ed offerta alle donne durante la gravidanza, nei corsi di accompagnamento al parto e al momento dell'accesso all'ambulatorio della gravidanza a termine. Ciò premesso, nessuno dei centri aziendali è riuscito a strutturare un'offerta dell'analgesia epidurale gratuita sulle 24 ore, in quanto la carenza di anestesisti ha reso incostante l'offerta sul punto nascita identificato come riferimento (Carpi). Maggiore continuità ha invece avuto il servizio garantito dalla Clinica Ostetrica del Policlinico di Modena.

I Consultori Familiari del Dipartimento di Cure primarie dell'AUSL di Modena sono una realtà diffusa nella provincia con 36 sedi, di cui 8 distrettuali (2 a Modena città e 1 per ogni Distretto), nelle quali e prevista la presenza contemporanea di tutta l'equipe e l'erogazione di prestazioni strumentali e complesse (ecografie,corsi nascita, ecc.). Già  dai primi anni duemila, nei Consultori Familiari distrettuali di Modena, Vignola, Carpi e Sassuolo e stata sperimentata l'assistenza ostetrica alla gravidanza fisiologica e, in applicazione della DGR 533/08, si sta predisponendo l'applicazione di questo modello assistenziale in tutti i distretti dell'azienda.

In ogni Distretto è  previsto un consultorio giovani ad accesso libero e gratuito e sono parimenti presenti spazi per le donne immigrate e i loro bambini, o percorsi di facilitazione dell'accesso della popolazione immigrata,con la presenza della mediazione culturale fissa e a richiesta. Il sistema informativo in uso nelle realtà consultoriali soddisfa certamente i requisiti richiesti a livello regionale e si integra, attraverso una funzione di richiamo dati, con la versione informatizzata della cartella ostetrica in uso presso i punti nascita dell'Azienda.

Consolidata da tempo e su  tutto il territorio provinciale l'applicazione della DGR 1690/08 e dei protocolli assistenziali regionali per l'IVG (Interruzione volontaria di gravidanza) medica e chirurgica.

Per quanto riguarda gli interventi messi in atto a garanzia della continuità delle cure per i pazienti affetti da malattie croniche ed in particolare lo sviluppo e il supporto ad una gestione integrata del diabete mellito, occorre rilevare come deliberazione del Direttore Generale n. 181 del 13/12/2011 "Riorganizzazione dell'assistenza sanitaria erogata dalle Strutture Diabetologiche della Provincia di Modena-Recepimento progetto",  le strutture diabetologiche sono state assegnate formalmente al Dipartimento Aziendale Cure Primarie,  nell'ottica di definire un modello assistenziale indirizzato ad una sempre maggiore integrazione fra i diversi soggetti/strutture coinvolti nell'assistenza diabetologica, basato sulla definizione di percorsi diagnostico terapeutici che consentono il recupero/valorizzazione delle professionalità e l'ottimizzazione nell'uso delle risorse.

Anche nell'ambito della progettualità aziendale per le Case della salute l'attenzione prioritaria, nel 2011 è stata rivolta ad organizzare ambulatori per la gestione coordinata delle patologie croniche e del follow-up specialistico e pianificare interventi di educazione terapeutica ai pazienti per l'autogestione delle patologie croniche, in particolare il diabete.

 L'Azienda ha anche promosso il "Percorso Integrato Scompenso Cardiaco Cronico" partendo dalla necessità di una ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità delle diverse figure professionali medico-infermieristiche e dei percorsi di cura nell'ambito di una nuova ed efficiente organizzazione della rete assistenziale del paziente con scompenso.
Fondamentale risulta la comunicazione e la condivisione dei percorsi di cura fra struttura ospedaliera e territoriale che diventano decisive per un'efficace continuità assistenziale.
E' stato redatto, nell'ottobre 2011, il documento relativo a "Ospedalizzazione e follow-up ospedaliero" che si interseca con i percorsi di specialistica ambulatoriale e coinvolgimento dei MMG. In sintesi vengono condivisi i protocolli clinici di gestione intraospedaliera e di dimissione e definito il follow-up.
Nella seconda metà del 2011 è stato divulgato il Documento "Appropriatezza in Endoscopia Digestiva Diagnostica Endoscopica del tratto digestivo inferiore" redatto da un gruppo di lavoro formato da professionisti ospedalieri e del territorio e MMG. Sono state trattate anche patologie intestinali croniche come follow-up al fine di evitare il proliferare di richieste di colonscopie ridondanti e poco utili, creando contemporaneamente uno stretto collegamento fra le figure professionali territoriali ed ospedaliere.
Per quanto riguarda la gestione integrata delle patologie croniche assume anche particolare rilevanza l'attività dell'Unità Operativa di Psicologia Ospedaliera, la quale si rivolge direttamente al paziente in fase di malattia acuta o emergenza; ai suoi familiari, ove occorra un intervento consulenziale psicologico e/o vi sia la necessità di costruire un progetto terapeutico continuativo in sede extra-ospedaliera; al team medico e paramedico, per programmi di formazione permanente e stesura di protocolli operativi congiunti. La modalità di lavoro in team multidisciplinare rappresenta il core dell'intervento specialistico psicologico all'interno del Nuovo Ospedale S.Agostino Estense di Baggiovara.
Nell'anno 2011 le modalità di presa in carico del paziente con patologie croniche ha fatto riferimento, lungo tutto il percorso di gestione della patologia cronica, ad una costituzione di una rete tra i diversi professionisti che ruotano attorno al paziente e alla famiglia con un vertice di attenzione psicologica relazionale e di comunicazione. I percorsi attivati sono i seguenti:

  • Valutazione propedeutica per interventi di Chirurgia Bariatrica e/o inserimento di BIB (Bioenteric Intragastric Balloon): tre colloqui clinici individuali e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Cardiologia Riabilitativa e Interventistica: due o più colloqui individuali con l'utente e/o i familiari e/o un incontro gruppale rivolto ai pazienti, co-condotto dallo specialista psicologo e da personale infermieristico afferente al gruppo operativo, e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Medicina Riabilitativa: due o più colloqui individuali con il paziente e/o i familiari e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Valutazione propedeutica per interventi Chirurgici di Deep Brain Stimulation (intervento di chirurgia intracranica in assenza di anestesia totale): due o più colloqui con il paziente e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Dialisi: due o più colloqui individuali con il paziente e/o i familiari e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Ambulatorio Stomizzati: due o più colloqui individuali con il paziente e/o i familiari e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Day-Hospital Malattie Demielinizzanti: due/tre colloqui individuali con il paziente e/o i familiari. Per i pazienti con nuova diagnosi è previsto l'inserimento in piccoli gruppi (5 - 6 pazienti) condotti dallo psicologo e dal personale infermieristico del DH e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Day-Hospital Internistico e Endocrinologico per Obesità e DCA: due/tre sessioni gruppali nell'ambito del team multidisciplinare e/o due/tre colloqui individuali con il paziente e/o i familiari e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Terapia Antalgica e Cure Palliative: due o più colloqui individuali con il paziente e/o i familiari e incontro valutativo atto a favorire l'integrazione psicosomatica nell'ambito dell'equipe multiprofessionale di riferimento.
  • Diagnosi e Terapia del Diabete Tipo I e Tipo II dell'età adulta: tre colloqui individuali con il paziente, selezionato e inviato dall'équipe multiprofessionale del SD attraverso sessioni permanenti di gruppo Balint a cadenza settimanale.
  • Consulenze intraospedaliere (in assenza di protocolli condivisi): un colloquio individuale con il paziente e/o i familiari ed un colloquio di restituzione al team inviante.                                     

 
Anche nel 2011 il Dipartimento di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche ha provveduto a formalizzare per i 4 Settori del DSM-DP un Piano per l'Accesso.
 

Salute Mentale Adulti
Nel 2011, il Settore Salute Mentale Adulti ha posto attenzione a facilitare l'accesso ai Servizi per alcune categorie diagnostiche che interessano in particolare le fasce di età più giovani: esordi psicotici e disturbi del comportamento alimentare.
 
Neuropsichiatria Infantile
Per quanto riguarda il Programma Regionale Autismo (DGR 318/2008, nota come PRI-A, e successive modificazioni), la responsabile aziendale ha regolarmente inviato i report regionali che documentano l'attivazione e il consolidamento del gruppo aziendale, nonché i di dati di attività.
Infine, relativamente ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DGR 108/2010, nota come Pro-DSA), la referente aziendale del gruppo ha provveduto ad inviare i report regionali che documentano l'istituzione e l'attività del gruppo. Da oltre 12 anni è attivo nelle scuole primarie di Modena, con la collaborazione del Settore di NPIA, uno screening dedicato alla diagnosi precoce dei disturbi specifici di apprendimento. Nel corso del 2011 sono stati perfezionati specifici percorsi clinici per la diagnosi di tali disturbi e la riabilitazione in collaborazione con gli operatori scolastici.
 
Dipendenze Patologiche
Per quanto riguarda l'attuazione dei percorsi dedicati a popolazione target: per gli alcolisti nel distretto di Modena è attivo un ambulatorio dedicato (Centro Alcologico presso l'ex Ospedale Estense) e al Centro Diurno Colombarone è attivo il modulo intensivo di trattamento; per i giocatori patologici è attivo nel distretto di Modena un ambulatorio dedicato (presso l'ex Ospedale Estense; è lo stesso ambulatorio per alcolisti, tabagisti e pazienti con dipendenza da farmaci), e l'ente accreditato LAG ha attivato un progetto specifico ad accesso diretto (Rien va plus); per i cocainomani, durante il 2011 è stata avviata la progettazione per l'avvio di gruppi specifici di trattamento, in una sede altra rispetto ai SerT, con possibilità di accesso da parte di tutti i SerT e anche dal privato sociale (il primo gruppo è poi partito con successo nel febbraio 2012); è inoltre attivo un percorso di accesso diretto all'Ambulatorio Toniolo del CEIS ed un progetto specifico della LAG di Vignola (Tirati Fuori); per i giovani policonsumatori l'Ambulatorio Toniolo del CEIS di Modena è un luogo facilitante l'accesso dei giovani, nell'ambito dei progetti finanziati dal Piano di Zona del Comune di Modena.

 

Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico

 

Qualità dell'assistenza: il contributo del Servizio di Psicologia Occupazionale e della Salute (già Settore Psicosociale-Servizio Formazione e Aggiornamento)

 
Tra i compiti principali del Servizio di Psicologia Occupazionale e della salute del Policlinico vi è proprio quello di concorrere  alla "riduzione del disagio psicologico connesso alla malattia e alle cure sanitarie previste", (Psicologia della salute)
Tale disagio  è, in generale, riconducibile a due serie di fattori: da una parte al tipo  di trauma , e quindi alle condizioni generali del paziente, dall'altra al modo con cui il paziente riesce a far fronte alle difficoltà implicate dalla malattia adottando peculiari modalità di fronteggiamento, di adattamento e di difesa, nonché alla competenza del personale sanitario nel trattare gli aspetti comunicativi e relazionali del rapporto con il paziente.

L'obiettivo di ridurre al minimo le difficoltà psicologiche dei pazienti ricoverati viene perseguito ponendo in essere una serie di azioni relative soprattutto alla seconda serie di fattori.
Le principali azioni sono:

  • aiutare e sostenere direttamente i pazienti nei momenti più difficili (ad esempio dopo la comunicazione di diagnosi, in concomitanza con ricadute o recidive di malattia, nella fase di preparazione al trapianto d'organo, in occasione del sopravvenire di limitazioni funzionali dovute a malattie croniche e degenerative, in preparazione di esami invasivi e/o di interventi chirurgici, particolarmente se mutilanti, al momento del risveglio in Rianimazione);
  • favorire la partecipazione del paziente alla sua cura con gli strumenti dell'informazione e della comunicazione, con il potenziamento delle abilità residue e lo sviluppo di abilità vicarianti, con il sostegno alla massima autonomia compatibile con la malattia o disabilità, con la valorizzazione delle risorse disponibili;
  • includere i familiari nel processo di cura per migliorare il sostegno che essi possono fornire al paziente;
  • adeguare, nel limite del possibile, le condizioni ambientali, organizzative e relazionali della cura ai bisogni psicologici dei pazienti;
  • integrare l'attività con l'équipe curante: tale modalità consente all'èquipe curante e allo psicologo di confrontarsi sulla gestione del paziente dal punto di vista comunicativo - relazionale.

Accanto agli obiettivi generali vi sono poi obiettivi specifici diversificati caratterizzanti gli interventi e le collaborazioni con le diverse Unità Operative.
Nel 2011 sono state operative collaborazioni con i seguenti dipartimenti:

  • Dipartimento A. I. n. 1: Medicina e specialità mediche (Progetto Nefrologia, Dialisi e Trapianti di Rene; Progetto Cardiologia: ambulatorio insufficienza cardiaca cronica; ambulatorio cardiopatia ischemica ad alto rischio;   ProgettoVaccino HIV/AIDS );
  • Dipartimento A. I. n. 2: Chirurgia generale specialità chirurgiche (Progetto Trapianti Multiviscerali e Fegato e Chirurgia epatobiliopancreatica; Rianimazione );
  • Dipartimento A. I. n. 3: Materno Infantile (Chirurgia Pediatrica, Pediatria, Oncoematologia Pediatrica, Neonatologia ed Ostetricia; Progetto Ambulatorio di Genetica Medica; Progetto Centro di Medicina della Riproduzione);
  • Dipartimento A. I. n. 4: Oncologia, Ematologia e Patologie dell'Apparato Respiratorio (Progetto Centro Oncologico Modenese: oncologia degenza, hospice, osservazione breve oncoematologica, day hospital; Progetto Radioterapia ); Dipartimento A. I. n. 5: Chirurgie Specialistiche Testa - Collo (Punto Diagnostico Terapeutico Testa Collo (attività integrata Oncologia-Otorinolarongoiatria);
  • Dipartimento A. I. n. 9: Patologie dell'Apparato Locomotore (Progetto Ambulatorio multidisciplinare delle malformazioni congenite dell'arto superiore, Progetto Infortunati alla mano );
  • Direzione Generale (Progetto Centro Antifumo)
  • Dipartimento di Neuroscienze presso NOCSAE (Progetto Malattie del motoneurone - Sclerosi Laterale Amiotrofica afferente alla Neurologia)

Le attività del Servizio di Psicologia sono rivolte, da un lato, direttamente ai pazienti e ai loro familiari, ma sono altresì rivolte al personale sanitario che si occupa della cura dei pazienti e che ha piena titolarità nella gestione diretta degli aspetti relazionali del rapporto con i malati e i loro familiari. Quest'ultimo punto risulta estremamente importante in quanto evidenzia il rapporto privilegiato tra psicologia e formazione del personale sanitario, aspetto che caratterizza buona parte delle azioni previste dai progetti in essere nel Servizio di Psicologia (specie le attività che possono essere definite prioritariamente formative ancorché conseguite tramite strumenti eminentemente clinici).

Nel 2011 l'azione intrapresa dal Servizio di Psicologia ha continuato, come negli anni precedenti, ad interessare tutte e tre le aree che ne guidano l'attività:

  1. attività formativa (attività articolata in momenti di aula, in iniziative condotte all'interno del Laboratorio della Comunicazione e in azioni di integrazione tra psicologi e personale sanitario nell'ambito della formazione on-work);
  2. attività clinica (attività articolata in azioni di sostegno psicologico finalizzata alla riduzione delle problematiche psicoemotive reattive alle condizioni cliniche rivolto sia a  pazienti che a familiari);
  3. attività di ricerca (attività di studio e di analisi delle dinamiche psicologiche connesse alla malattia e alla gestione dei processi di cura).
 

Attività formativa

La formazione professionale è uno dei principali obiettivi del Servizio di Psicologia per cui sono attive molteplici e diversificate iniziative formative riguardanti gli aspetti relazionali e comunicativi delle professioni sanitarie. Oltre a ciò, tutti i progetti del Servizio di Psicologia prevedono l'affiancamento dello psicologo al personale sanitario nei momenti più critici per il paziente (ad esempio durante l'ospedalizzazione, le visite, le terapie, in occasione di comunicazioni particolarmente delicate). Tale modalità operativa consente all'èquipe curante e allo psicologo di confrontarsi sulle reazioni del paziente, di compiere osservazioni sui comportamenti e sulla qualità della comunicazione al fine di migliorare le competenze comunicativo-relazionali necessarie nel rapporto con il paziente.
Rispetto agli anni precedenti, nel 2011 è stata intensificata l'attività di discussione casi clinici in équipe (Grafico 1).
 

Grafico 1. Incontri di équipe per la discussione di casi clinici e tematiche relazionali e comunicative: confronto tra il 2009, il 2010 e il 2011

Questa importante attività di integrazione tra sapere "medico" e "psicologico" sottolinea la particolare rilevanza che il Servizio di Psicologia attribuisce all'intervento multidisciplinare integrato nel processo di cura, anche attraverso il potenziamento delle competenze comunicative e relazionali degli operatori. L'attività di affiancamento e di discussione in équipe è stata integrata con la partecipazione degli operatori ai corsi dell'area 'relazionale', che ha portato all'incremento del numero dei partecipanti a tale attività formativa (Grafico 2) con un alto indice di gradimento da parte di questi ultimi. 

Grafico 2. Edizioni, ore e partecipanti ai corsi dell'area "relazionale": confronto tra il 2009, il 2010 e il 2011

 

 
Nel 2011 sono stati svolti 9 corsi di formazione rivolti al personale sanitario per un totale di 21 edizioni, 361 ore, 456 partecipanti.

Attività clinica

Il secondo tipo di attività rilevante per il miglioramento della qualità dell'assistenza è costituita dall'attività clinica svolta con l'obiettivo di ridurre le difficoltà psicologiche dei pazienti in cura presso il Policlinico nonché di offrire sollievo ai loro familiari attraverso l'aiuto e il sostegno diretto nei momenti più difficili, garantendo la massima qualità di vita possibile al paziente. Nel corso del 2011 (Grafico 3) sono stati effettuati 2836 colloqui con i pazienti e 1852 colloqui con i familiari. Sono stati visti 1379 pazienti e 1004 familiari.
 
Grafico 3. Numero di pazienti (n.pz), familiari(n.fam) e colloqui (n. colloqui pazienti e familiari): confronto tra il 2009, il 2010 e il 2011

 
Rispetto all'anno precedente si rileva un leggero aumento del numero di pazienti seguiti ma un minor numero assoluto di colloqui. Per contro invece si può riscontrare un leggero incremento del numero di colloqui effettuati con famigliari
Nel 2011 è proseguita l'attività di gruppo con il coinvolgimento delle relative équipe curanti. Sono stati effettuati i seguenti incontri:

Dipartimento A. I. n. 3: Materno Infantile 
 
·  "Gruppo di supporto per i genitori di bambini nati pretermine": incontri strutturati di sostegno rivolti a gruppi di genitori. 20 incontri, 30 familiari.
·  "Gruppo di sostegno al lutto per genitori", 9 incontri , 8 familiari.
·  Diabete di tipo I: accogliere e comprendere il vissuto di malattia in età evolutiva attraverso gruppi di sostegno psicologico, 20 incontri, 10 pazienti.
·  Campo educativo terapeutico per bambini ed adolescenti con diagnosi di diabete di tipo I, 5 giorni, 20 pazienti.
 
Direzione Generale:
 
·       "Corsi di gruppo per la disassuefazione da fumo di sigaretta": 5 corsi di gruppo (12 incontri + 3 follow-up) ai quali hanno partecipato 86 pazienti.
 
Nel 2011 è proseguito il progetto "Strategie per una più efficace ed omogenea gestione non farmacologica del dolore nel bambino ospedalizzato, avviato nel corso del 2010, in collaborazione con l'associazione ASEOP e con la Regione Emilia-Romagna per cui sono stati realizzati interventi volti a sensibilizzare ed informare gli operatori del Dipartimento Integrato Materno Infantile sul fenomeno dolore, definendo un modello organizzativo di gestione del dolore, dell'ansia e della paura del bambino, nell'ottica della necessità di una formazione continua da parte degli operatori.

Attività di ricerca

L'attività di ricerca concorre all'obiettivo del miglioramento della qualità dell'assistenza attraverso il sistematico approfondimento delle tematiche di carattere psicologico implicate dalle diverse patologie e dalle varie forme di cura. Nel 2011 è proseguito il lavoro di ricerca relativo a tematiche di interesse psicologico, inerenti i vari progetti di collaborazione del Servizio di Psicologia. Alcune ricerche sono state svolte, altre sono in corso di svolgimento. Di seguito sono elencate le principali aree di ricerca: "Outcome neuropsicologico nei bambini affetti da drepanocitosi", "La qualità della vita nei bambini con patologia cronica", "La Rappresentazione mentale e sociale della malformazione nei padri di pazienti affetti da malformazioni congenite all'arto superiore",  "Gli aspetti psicosociali dell'aderenza terapeutica dei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante orale", "Qualità della vita delle donne operate al seno nel periodo del follow-up post terapia oncologica",  "La soddisfazione delle pazienti seguite dal Punto Senologico per il servizio offerto loro e per il rapporto con i curanti".

Altro compito del servizio di Psicologia è quello di concorrere alla valutazione e al miglioramento delle condizioni legate allo stress occupazionale e più in generale al benessere organizzativo dei professionisti che operano nella nostra struttura sanitaria.(Psicologia occupazionale)

L'AOU di Modena ha condotto nel 2010 una indagine sul benessere organizzativo e stress lavoro-correlato andando a valutare le principali condizioni di rischio e manifestazione del fenomeno stress occupazionale all'interno della propria organizzazione. La metodologia ha previsto l'analisi di indicatori oggettivi e dati di percezione soggettiva dei professionisti. Sono state concepite due diverse tipologie di indicatori: una legata al funzionamento dell'azienda (organizzazione del lavoro, orari di lavoro, ecc..) ed una legata alla salute e sicurezza sul posto di lavoro (incidenti, infortuni, malattie professionali, ecc...). Gli indicatori proposti sono stati individuati attraverso l'analisi dei vari database presenti in azienda. Gli indicatori sono stati classificati in "indicatori di rischio", concernenti principalmente l'organizzazione del lavoro e la gestione del personale, "indicatori di manifestazione/risultato" che segnalono un evidente deterioramento della salute dei professionisti, e "indicatori di contrasto" relativi alle strategie di prevenzione collettiva e coping/mastering individuale. Per quanto concerne invece la fase di ricognizione dei dati di percezione soggettiva, è stato somministrato il questionario Occupational Stress Indicator (OSI) a tutta la popolazione aziendale e analizzati i risultati in termini di: principali fonti ed effetti di stress, principali caratteristiche individuali e strategie di coping.

È stata realizzata una mappatura del rischio stress occupazionale per aree omogenee e mansioni e redatto il documento di valutazione dei rischi con le relative ipotesi di azioni di miglioramento. Di seguito a questa attività l'AOU di Modena è stata invitata da Fiaso a far parte del Laboratorio nazionale : "Sviluppo e tutela del benessere e della salute nelle Aziende Sanitarie".

I risultati della valutazione del rischio stress lavoro correlato 2010 sono stati utilizzati anche come base di confronto all'interno di tale laboratorio la cui attività è stata quella di indagare  il benessere organizzativo attraverso tre strumenti specifici:

1) una check-list per la raccolta dei dati oggettivi/preliminari aziendali, prevista dalla Circolare ministeriale del 18.11. 2010, suddivisa per indicatori di analisi legati al funzionamento dell'Azienda e per indicatori di analisi legati a salute e sicurezza;
2) un questionario di rilevazione del Benessere Organizzativo Percepito (BOP), per la rilevazione e valutazione della salute organizzativa percepita dai lavoratori;
3) Interviste e griglie di rilevazione di Buone Pratiche, a supporto del benessere organizzativo, sperimentate e in corso di sperimentazione.
 
I risultati dell'indagine sul rischio stress lavoro correlato svolta nell' AOU Policlinico e quelli emersi nel Laboratorio FIASO sono stati presentati a Roma ad un convegno nazionale.
Di seguito alle rilevazione del 2010 e 2011 sono state identificate alcune azioni di miglioramento tra cui le principali hanno riguardato:

interventi a livello di gruppo:

1) analisi dei percorsi assistenziali e di cura- apac: progettazione di  un gruppo di miglioramento all'interno del Dipartimento di Chirurgie specialistiche testa-collo al fine di analizzare i percorsi assistenziali e di cura, nonché le principali problematiche di integrazione e relazione fra gli operatori, in un'ottica di sviluppo organizzativo e di promozione del benessere dei professionisti.
2) corso di formazione specifico sulle strategie di coping: erogazione di 6 edizioni del corso di formazione "Stress: strategie interne per affrontarlo" per un totale di 125 partecipanti.

interventi a livello individuale

Consulenza psicologica nei percorsi di sorveglianza sanitaria: stesura di una istruzione operativa per regolamentare l'attività di consulenza psicologica rivolta al personale interno all'azienda e le relative modalità di attivazione di questo specifico servizio all'interno dei percorsi di sorveglianza sanitaria, in particolare negli accertamenti richiesti direttamente dal lavoratore.
L'istruzione operativa si propone di:

· Strutturare all'interno della Sorveglianza sanitaria un percorso integrato e multidisciplinare per la valutazione e gestione dei rischi psicosociali, in particolare del rischio stress lavoro-correlato.
· Garantire un efficace servizio di consulenza psicologica rivolto ai professionisti che ne hanno necessità
· Garantire la possibilità di effettuare interventi per ridurre le principali manifestazioni individuali dello stress occupazionale (prevenzione terziaria)

Assistenza Didattica Ricerca UniMoRe

Descrizione della modalità definite al fine della ricognizione delle risorse conferite all'azienda rispettivamente dalla Regione e dall'Università in applicazione dell'articolo 9 del Protocollo d'intesa;

Ai sensi del Protocollo di Intesa: Regione - Università dell'Emilia Romagna l'Università concorre al sostegno dell'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena in primo luogo mediante la retribuzione del personale universitario in servizio presso i Dipartimenti ad Attività integrata (sia personale docente sia personale tecnico/amministrativo, sia con integrazione assistenziale sia non convenzionato con il S.S.R.) nonché presso i Dipartimenti Universitari di Scienze Biomediche e di Scienze di Sanità Pubblica, che pur non essendo integrati con l'Azienda, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione degli studenti nelle discipline cliniche e negli studi di ricerca pre-clinica, nonché con il personale docente e ricercatore afferente nei Dipartimenti Integrati con l'Azienda Unità Sanitaria Locale: a tal fine il costo complessivo del personale docente e ricercatore della Facoltà di Medicina e Chirurgia é stato di € 15.992.808,34 totale, di cui € 11.629.993,82 lordi ed € 4.362.814,52 di oneri a carico dell'Amministrazione.

In secondo luogo l'Azienda ha riconosciuto al personale universitario svolgente attività assistenziali l'integrazione allo stipendio universitario di cui al D.P.R. 761/79 per il personale tecnico/amministrativo ed il trattamento aggiuntivo di incarico di cui all'art. 6 del D.Lgs. 517/99 per il personale docente e ricercatore universitario.

In particolare per quanto riguarda il personale docente e ricercatore universitario integrato (n. 110 unità al 31-12-2011) a fronte di uno stipendio tabellare universitario complessivo di €  9.342.126,49 di cui € 6.787.295,20 lordi ed € 2.554.831,29 di oneri a carico dell'Amministrazione Universitaria, l'integrazione complessivamente riconosciuta dall'Azienda (solo il trattamento aggiuntivo di incarico) è stata di € 2.746.554,42 lordi mentre gli oneri sono stati 1.017.110,08 per cui il costo complessivo dell'integrazione per l'Azienda è stato di € 3.763.664,50: detto importo è risultato inferiore a quello registratasi nell'anno 2010, pari complessivamente ad € 4.280.412,44, per due motivi: a) nel corso del 2011 si sono registrate ben n. 7 cessazioni tra cui n. 1 direttore di Dipartimento e n. 3 responsabili di struttura complessa a fronte di n. 4 assunzioni di cui n. 2 responsabili di struttura complessa (assunti a fine anno); per tale motivo anche gli stipendi universitari sono inferiori al valore del 2011; b) per il fatto che durante il 2010 sono stati liquidati gli arretrati relativi al trattamento aggiuntivo di incarico relativo al biennio economico: 2006 - 2007.

Per quanto riguarda il personale tecnico/amministrativo dell'Università integrato con l'Azienda (pari a n. 46 unità in servizio al 31-12-2011 di cui n. 3 integrati come dirigenti medici, n. 13 equiparati come dirigenti biologi e n. 30 come personale sanitario dell'area del comparto) gli stipendi universitari lordi complessivi sono stati di € 1.232.987,05 più gli oneri di € 318.945,32 per un totale di 1.551.932,37 €.

Rispetto all'esercizio 2010 vi è stato un lieve calo (da 1.298.052,66 € lordi ad € 1.232.987,05) dovuto al fatto che da un lato gli stipendi universitari sono rimasti sostanzialmente invariati e dall'altro sono cessate durante l'anno n. 2 unità di personale integrato come biologo.

L'Azienda ha riconosciuto a detto personale un'integrazione lorda annua di € 497.271,60 più gli oneri di €  184.150,71 per un costo complessivo per l'Azienda pari ad €  681.422,31, valore superiore a quello registratisi nel 2010 (€ 529.833,71) dovuto alla liquidazione di arretrati di una posizione di tecnico riconosciuto come dirigente biologo. 

Azienda e Università hanno contribuito a sviluppare forme di integrazione tra le attività cliniche e di ricerca mediante i Protocolli di Intesa vigenti relativi all'inserimento nelle funzioni assistenziali di laureati titolari di assegni di ricerca e di studenti iscritti a corsi di dottorato di ricerca.

Detti Protocolli intendono sviluppare le sinergie tra i progetti di ricerca universitari e le ricedute cliniche di dette ricerche prevedendo la possibilità per tali soggetti di essere inseriti, fino ad un massimo di 16 ore la settimana, nell'attività assistenziale svolta nelle Unità Operative Aziendali strettamente connesse con l'attività di ricerca svolta: ciò ha comportato un indubbio beneficio sia agli assegnisti/dottorandi che hanno potuto beneficiare dell'esperienza clinica oggetto del loro studio, sia all'Azienda in quanto si è potuta avvalere di personale professionalmente qualificato (laureati e, nella stragrande maggioranza dei casi, specializzati).

Tuttavia tale importante percorso di integrazione, analogamente a quanto avvenuto già nel 2010, è stato fortemente condizionato dai vincoli di bilancio aziendale, per cui solo una parte delle richieste di integrazione sono state soddisfatte; infatti dei 35 dottorandi in servizio al 31-12-2011 ne sono stati integrati solo 6, mentre dei 103 assegnisti in materie cliniche, solo 17 sono stati inseriti nelle funzioni assistenziali.

Il Centro AntiFumo

Il 17 Ottobre 2008 con del. n.08/0000177/DG, in attuazione della DGR 11 Giugno 2008 "Piano regionale di intervento per la lotta al tabagismo", viene ufficialmente istituito il Centro AntiFumo (CAF) di AOU Policlinico di Modena.
Si rimanda al testo integrale di tale delibera per la descrizione della mission e della struttura organizzativa del CAF che si configura innovativo:

· per la sua struttura organizzativa, costituita sulla base della multidisciplinarietà, della pluriprofessionalità e dell'interdipartimentalità necessarie ad erogare prestazioni assistenziali di prevenzione e cura, di didattica e di ricerca;

·  negli obbiettivi assistenziali miranti:

- ad inserire come prestazioni ordinarie la consulenza ed il trattamento del tabagismo di pazienti "anche tabagisti" in cura presso AOU Policlinico di Modena, già in costanza di ricovero o nel contesto dell'assistenza specialistica ambulatoriale delle patologie specifiche trattate (in particolare questo tipo di consulenza si è svolta presso la Struttura Complessa di Cardiologia)
- ad offrire opportunità terapeutiche ai tabagisti presenti tra il personale d'assistenza didattica e ricerca di AOU Policlinico di Modena e di UniMoRe
- ad offrire opportunità terapeutiche agli studenti di UniMoRe.

·  negli obbiettivi di didattica con l'attività seminariale per gli studenti dei corsi di laurea di UniMoRe con sede a Modena

·  negli obbiettivi di ricerca tendenzialmente miranti a coinvolgere come centri di ricerca i CAF della regione ER.

Come negli anni passati a far tempo dal 2009, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro il tabagismo, anche nel 2011 è stato realizzato un seminario formativo per dipendenti dell'azienda e gli studenti dei corsi di laurea:

·  24.05.2011- The WHO Framework Convention on Tobacco Control.

Nel corso del 2011, sono stati inoltre organizzati incontri formativi per studenti dei corsi di laurea: è stato organizzato un seminario specifico per gli studenti dei corsi di laurea in infermieristica e uno per quelli del corso di laurea in ostetricia. L'attenzione di questi eventi è stata rivolta soprattutto ai danni provocati dal fumo e agli aspetti più strettamente psicologici che portano le persone a reiterare il comportamento tabagico.

Nel corso del 2011 è stata strutturato e organizzato un'importante studio, finanziato dal Ministero della Salute, dal titolo "Ruolo della subunità del recettore nicotinico alfa6 nella dipendenza da tabacco" e coordinato dal prof. Michele Zoli.

Lo studio, che vede il CAF di Modena centro promotore e di coordinamento, coinvolgerà i diversi CAF della Regione Emilia Romagna. Tale studio, si svolgerà nell'arco di tre anni con l'obiettivo di identificare la possibile associazione tra varianti di geni dei recettori nicotinici e  l'abitudine al fumo, il tasso di ricaduta dopo la cessazione dal fumo, l'efficacia delle terapie per smettere di fumare. Ulteriore obiettivo è quello di identificare la possibile associazione tra tratti psicologici correlati a personalità, motivazione e psicopatologie specifiche e l'abitudine tabagica.

Nel corso del tempo il Caf ha iniziato ad utilizzare nuovi media per poter raggiungere i diversi tipi di utenti che vogliono smettere di fumare di cui le pagine web legate al sito del Policlinico ne sono un esempio. Il sito diventa uno strumento utile per l'aggiornamento e la formazione:
- attraverso la pubblicazione dei filmati e dei files degli interventi dei predetti Convegni,
- attraverso la condivisione e promozione del collegamento a siti prestigiosi gestiti da enti nazionali ed internazionali,
- come funzione di supporto alla terapia ed alla prevenzione delle ricadute del Tabagismo con la proposizione di consigli per smettere di fumare o per non ricominciare.

La Promozione della lotta al Tabagismo è perseguita anche attraverso altri media quali i monitor nelle sale di attesa di AUO Policlinico di Modena con messaggi specifici.

Il CAF di AOU Policlinico di Modena, inoltre, opera in sinergia con i CAF di AUSL di Modena e con quelli delle altre aziende sanitarie della regione Emilia Romagna.

Di seguito si riportano:

A) la tabella (n.1) riepilogativa delle attività espletate dal CAF nell'anno 2011 che rende esplicita la molteplicità degli obbiettivi perseguiti e delle azioni ad essi funzionali;

B) due tabelle (n.2 e n.3) rappresentanti la casistica seguita nel 2011.

Tabella n. 1 - Attività/Azioni 2011

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